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Conte superstar ma snobbare la conferenza di vigilia non è da top

Va bene rimanere concentrati. Ma non fare conoscere il suo pensiero su alcuni temi importanti del momento di fronte ai media non gli fa onore.

Conte superstar ma snobbare la conferenza di vigilia non è da top

Antonio Conte

L’ultima volta che Antonio Conte ha parlato alla vigilia di una partita di campionato è stato il 17 ottobre scorso. Proprio così. Sono passati ben sei mesi da quell’intervista prima del match con il Torino. Poi nulla più.

Quando c’era l’impegno infrasettimanale in Europa il Napoli faceva sapere che il tecnico saltava l’appuntamento con i giornalisti poiché doveva parlare per gli obblighi Uefa nel pre Champions. Ci poteva anche stare. Ma dalla competizione si è usciti il 28 gennaio. Tre giorni dopo al Maradona è arrivata la Fiorentina.

Poi dal 7 febbraio le gare disputate di Serie A sono state 8 ma il tecnico salentino è rimasto in silenzio. Nel frattempo il suo Napoli ha cominciato a conquistare risultati importanti per blindare la zona Champions e per inseguire l’Inter capolista. Don Antonio ha dimostrato di essere superstar. Ma l’assenza dalla sala stampa, costa dirlo, non è da top.

Vabbene rimanere concentrati. Ma non fare conoscere il suo pensiero su alcuni temi importanti del momento di fronte ai media non gli fa onore. C’è così tanta stima nei suoi confronti che sinceramente sarebbe meglio lasciarsi andare. Anche dicendo cose scomode. A freddo, poi, può garantire notizie che servirebbero ad evitare congetture e costruzioni di fatti che non esistono. Sul caso Lukaku si è detto di tutto e di più.

Ma non si è espresso poiché nel post partita le domande da fargli sono massime quattro e quando parla con le tv a pagamento non c’è la massima attenzione sulle cose da chiedergli. Naturalmente anche oggi, alla vigilia della trasferta di Parma, avrà la bocca cucita.

I suoi colleghi che giocheranno in anticipo hanno tenuto la conferenza stampa e oggi si esprimerà anche Chivu in vista del match con il Como. Magari un giorno Conte ci spiegherà il perché di questa scelta di mutisimo che gli fa perdere qualche punto. Molto probabilmente non gliene può fregare di meno, ma un grande allenatore lo deve essere a 360 gradi e non solo quando allena o va in campo.

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