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LETTERA AI LETTORI

Trump e Papa XIV, ma può esistere una guerra giusta?

Non si può aprire un conflitto con la Chiesa cattolica sol perché il Pontefice inneggia alla pace

Trump e Papa XIV, ma può esistere una guerra giusta?

Trump e Papa Leone XIV

Cari amici lettori, Donald Trump ha fatto un grandissimo errore a criticare Papa Leone XIV non soltanto perché un gesto simile, come le varie foto blasfeme, è assolutamente inaccettabile per mancanza di educazione, ma anche perché ci riporta ai tempi di Canossa, quando il Papa ebbe la meglio sul governo, o a quelli di Porta Pia, quando ebbe la peggio.

Non si può aprire un conflitto con la Chiesa cattolica sol perché il Pontefice inneggia alla pace. Il fatto che Prevost fosse cittadino americano non dà al governo di quel Paese alcun diritto su di lui. In effetti, quest’aggressione non è in alcun modo giustificabile e molto bene ha fatto Leone a rifiutarsi di rispondere e aprire così una polemica fra Stato e Chiesa che, in fondo, è un dissenso su guerra e pace.

In fondo, il Papa difende la pace in generale, il Presidente la sua guerra contro l’Iran. Ora non mi sembra seriamente discutibile che la pace sia preferibile alla guerra, ma la questione, assai più sottile, è quella se può esistere una guerra giusta. In proposito, mi sembra opportuno ricordare le esternazioni di Papa Benedetto XVI, uomo di eccezionale dottrina, che si espresse sulla guerra in due diversi discorsi.

Quello più noto è quello fatto da Pontefice a Norimberga, che scatenò contro di lui la rabbia di tutto l’Islam e la nascosta ostilità degli occulti padroni dell’Occidente. Benedetto citò un colloquio fra l’imperatore d’Oriente Manuele II Paleologo e un sapiente musulmano, nel quale il primo condannò ogni forma di violenza per imporre una religione: l’Islam in ogni caso, poiché nel Corano è previsto che ogni violenza, morte compresa, per perseguite la “guerra santa”, merita il soggiorno fra le vergini del paradiso; ma anche quello dei cristiani, come la persecuzione a fine di conversione degli indigeni in Paraguay (operato dai Gesuiti nel XVII secolo) o in Canada (fino a tutto il XX secolo).

Il cardinale Ratzinger, nel 2004, in occasione dell’anniversario dello sbarco in Normandia, aveva però elogiato i nemici della Germania nella seconda guerra mondiale: “L’evento rappresentò per il mondo intero, compresa una gran parte dei tedeschi, un segnale di speranza: la speranza che in Europa presto sarebbero arrivate la pace e la libertà”.

Egli aggiunse che quello fu un "bellum justum”, poiché operava nei suoi esiti anche per il bene di coloro contro il cui Paese era condotta la guerra. Esistono quindi, in via eccezionale, delle guerre giuste. Tali furono, a mio sommesso avviso, le Crociate e, più ancora, la “Lega Santa” del 1571, promossa dal grandissimo papa San Pio V (autore anche della Controriforma), che distrusse a Lepanto la flotta musulmana.

Ora Papa Leone dovrebbe spiegare a noi se questo concetto di “bellum justum” esista davvero; se la risposta fosse positiva, potremo domandarci se sia tale la guerra iniziata (ma, finora, non si sa se sarà portata a termine) contro il regime iraniano. Fin da ora, però, io ho la sensazione che la “Guida Suprema” sia peggiore di Hitler e i pasdaran più dannosi dei nazisti.

Le tante migliaia di cittadini iraniani uccisi non trovano uguale riscontro nella Germania hitleriana e i pasdaran, con le loro propaggini di Hezbollah e simili organizzazioni terroristiche, uccidono da molti anni migliaia di persone in tutto il mondo.

Verrà, alla fine, il tempo di valutare se quella iniziata da Trump sia una guerra giusta. Mi appare chiaro che Trump agisca per motivi ben diversi dalla difesa dell’umanità. Ma, in verità, non credo che questo fine abbia indotto le potenze occidentali a muovere guerra alla Germania. 

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