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Il corsivo
15 Aprile 2026 - 08:38
Il ministro Abodi
Sante parole quelle del ministro dello Sport Abodi nell’audizione al Senato. «In Figc non ci sia solo un cambio di regime ma di sistema», ha evidenziato il titolare del dicastero sportivo. Solo un anno fa il signor Gravina venne rieletto presidente con il 98,7% di consensi.
Ma tutti questi voti non sono stati utili per le riforme. Che sarebbero servite come il pane per dare una svolta al mondo del pallone. Abodi ha il timore che con i nomi che si fanno per la poltrona federale non cambi nulla. Anzi, si peggiori. Malagò è stato votato a furor di popolo dalla Serie A (solo Verona e Lazio hanno detto di no). Abete, invece, conta sulla forza dei Dilettanti per scalzare l’ex numero uno del Coni.
Entrambi, comunque, appartengono ad una vecchia logica di partito. Magari riusciranno anche a dare una scossa a tutto il sistema calcistico. Ma in Federazione ci vogliono i giovani che questo sport l’hanno praticato. Demetrio Albertini, Damiano Tommasi, Paolo Maldini, Alex Del Piero, Roby Baggio: tutti questi sono grandi nomi per puntare alla rinascita. Per cambiare il sistema e non solo il regime come ha evidenziato il ministro dello Sport.
Purtroppo l’impressione è che si resti come prima se non peggio. Poi magari arriva Conte sulla panchina della Nazionale e fa la differenza. Ma don Antonio da Lecce finirebbe anche lui nelle grinfie di chi vuole comandare sempre e comunque. I grandi apparati si stanno muovendo.
Il terreno è pronto ma Abodi stavolta non vuole fare finta di niente e accettare le scelte obbligate dal solito sistema di regime. Va rivoluzionato tutto sperando di potersi scrollare di dosso un calcio brutto, vecchio e malandato. Come chi l’ha guidato per molti anni e ha fallito due qualificazioni mondiali.
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