Tutte le novità
lettera al direttore
17 Aprile 2026 - 08:58
Trump e Papa Leone XIV
Gentile Direttore, la forte tensione tra il Papa e il Presidente degli Stati Uniti, Trump, a proposito delle valutazioni differenti in merito alla guerra in Iran, appare con una durezza di toni mai registrata. Si deve ricorrere a una memoria storica di almeno un millennio, quando avvenivano frequenti scontri tra Papato e Nazioni. Allora, però, gli scontri, anche di armi, avvenivano tra Stati, tra cui c’era il potere temporale della Chiesa, esercitato su numerose regioni della nostra Penisola.
Ora, invece, lo scontro è tra “ideologie” e nessuno può negare al Papa il potere-dovere di esprimere la propria opinione, basata sul dettato del Vangelo di Cristo, di cui Egli è rappresentante sulla Terra.
D’altronde, il rapporto difficile tra Stati Uniti e Santa Sede può essere interpretato come una lunga continuità di tensioni e diffidenze storiche, che affonda le sue radici nella stessa formazione e costituzione dell’identità americana. A chi ha memoria e cultura storica della nascita degli Stati Uniti non può sfuggire l’origine puritana e protestante dei primi coloni provenienti dal Centro-Nord dell’Europa.
La figura del Papa, ancora sul seggio del potere temporale, sviluppò negli Stati Uniti — che sulla democrazia fondarono la loro Costituzione — una concezione della massima autorità ecclesiale come a capo di un potere temporale assoluto, distante, quindi, dalla logica repubblicana ed elettiva che ha permeato da sempre il potere politico americano.
Questa iniziale genesi di diverse concezioni del Potere è diventata strutturale nella mentalità del popolo americano, tanto che ancora oggi si è trasformata da ostilità religiosa in continuo “sospetto” culturale e politico verso la Chiesa, cui hanno contribuito anche i numerosi scandali di abusi sessuali, che hanno profondamente segnato l’immagine distorta del Vaticano.
Ma questo non può giustificare l’attacco violento del Presidente della Nazione più potente al mondo contro il Vicario di Cristo.
La storia contemporanea è costellata di episodi e vicende della diversa concezione del potere e della stessa democrazia. Basta andare non troppo lontano nella memoria per ricordare il diverso “approccio” che ebbero il Presidente Reagan e il Papa Wojtyla, Giovanni Paolo II, a proposito della “guerra fredda” tra l’allora Unione Sovietica e gli Stati Uniti.
La linea di demarcazione fu evidente: gli Stati Uniti fondarono la loro politica sulla “deterrenza nucleare”; Papa Wojtyla basò la sua azione sullo spirito del Vangelo, fondato su una legittimità morale universale e su strumenti non coercitivi.
Gli eventi susseguenti e la storia stessa hanno dato ragione a Giovanni Paolo II, dimostrando, ancora una volta, come le armi siano strumento di sterminio, mai di pace; tra l’altro con la pretesa di “esportare” la democrazia solo attraverso la forza bellica, senza incidere sulla convinzione di un popolo, anzi inoculando odio verso chi produce solo morte e miseria.
La “non violenza” praticata dal Mahatma Gandhi, che portò alla liberazione dell’India dal dominio inglese, dovrebbe essere un esempio illuminante di come la “disobbedienza civile” di massa sia un grimaldello più forte delle truculente guerre d’oggi e del recente passato, come la prima e la seconda guerra mondiale.
Figure come Martin Luther King, Nelson Mandela e Aung San Suu Kyi sembrano non avere insegnato niente ai “signori della guerra”, a cominciare dallo “zar” Putin, fino allo stesso Trump, che proprio nello scontro con il Papa ha rivelato la sua unilaterale concezione della “bruta forza”.
Ha detto bene il nostro Cardinale, don Mimmo Battaglia, quando afferma che l’uomo più potente al mondo ha attaccato verbalmente e pesantemente un uomo che non ha eserciti, non ha mercati, non ha bombe.
Il “torto”, allora, di Leone XIV è quello di aver chiesto la fine della guerra, dove troppe persone muoiono da innocenti? Ci deve pur essere qualcuno che indichi un’altra strada, all’infuori della guerra. Tante volte, nella storia umana, il Vangelo ha dato fastidio ai potenti. Dà fastidio non perché sovversivo, ma perché parla la lingua del dialogo e non conosce quella del potere bruto.
Bene ha fatto la nostra Presidente del Consiglio a prendere una ferma posizione a difesa del Papa e della sua invocazione alla pace. Come pure bisogna dare atto alla segretaria del Pd, Schlein, del ruolo istituzionale assunto quando ha espresso solidarietà alla Meloni, pesantemente attaccata dal “Salvatore” Trump.
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo