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l'analisi
18 Aprile 2026 - 08:54
Sulle poco inclusive narrazioni della guerra abbiamo già levato la voce circa due anni fa su queste pagine e ci ritorniamo insieme a quelle alzatesi nel corso del Convegno dal titolo “Le donne nei conflitti: raccontare la guerra, costruire la pace” organizzato dalla Consulta regionale per la condizione della donna. Molteplici e di indiscusso interesse gli ambiti di criticità rappresentati al tavolo dei lavori messo insieme dalla Presidente Ilaria Perrelli con la presenza di illustri rappresentanti del mondo dell’informazione, delle professioni e dell’associazionismo. Tutte le relatrici hanno trattato la “tematica guerra” evidenziando come le donne o siano ancora escluse dalla sua narrazione allo stesso modo di come avveniva quando i conflitti erano molto differenti da quelli odierni o per niente raccontate nei loro specifici bisogni di genere; denunciata, inoltre, la totale assenza femminile nella composizione dei tavoli delle trattive.
Entriamo, allora, nei particolari di un panorama già di per sé tragico che nei moderni combattimenti, con i droni che si concentrano quotidianamente nei centri cittadini, assumono aspetti devastanti relativi alla specificità dell’apparato riproduttivo femminile. E’ risaputo, infatti, che le donne in età fertile hanno un “appuntamento” fisso in alcuni giorni durante i quali sono indispensabili alcuni dispositivi che diventano parte integrante del loro corpo e di un’igiene maggiore rispetto al resto del mese.
Ma se le città sono rase al suolo, se vivono in promiscuità in tende plurifamiliari, se l’acqua è assente, contaminata o insufficiente rispetto ai fabbisogni normali come si può sopperire a tali esigenze? Qualcuno ha detto che se non si muore per fame si muore di mancanza di igiene! Scenario oltremodo problematico anche per le gestanti costrette al parto, già di per sé doloroso e traumatico, in condizioni ambientali inimmaginabili e senza supporti medicali. Si può morire, perciò, anche di parto! Chi supera questi terribili momenti nei centri cittadini è, comunque, depositaria, come sempre, della cura della famiglia con la presenza di anziani e minori in un ambiente depauperato di tutto.
A fronte di tante sofferenze sembra che esse non esistano quando vengono composte le delegazioni deputate alle trattative nonostante studi internazionali riferiscono che la prospettiva di vedute femminile sia molto proficua nelle interlocuzioni diplomatiche.
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