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Clemente più potente e l’asse col Pd. Le ombre dietro i cambi del sindaco

Clemente più potente e l’asse col Pd. Le ombre dietro i cambi del sindaco

Gli alleati di Dema si interrogano sul loro futuro e quello del movimento

NAPOLI. Perché Attilio Auricchio è andato via? Perché Alessandra Clemente è sempre più potente? Cosa è cambiato nei piani del sindaco? Domande che tra Palazzo San Giacomo e via Verdi si fanno quasi tutti tra gli arancioni, sia esponenti di Dema che alleati della maggioranza del sindaco. Domande importanti, soprattutto per immaginare il futuro del primo cittadino, del suo movimento e dei suoi alleati. «Auricchio non è andato via per nuovi equilibri politici, ma per motivi familiari come ha spiegato anche lui nella lettera di addio. Il resto resta tre me e lui. È un rapporto personale, non si tratta di un eletto, ma di un incarico fiduciario di mia nomina», ha rimarcato ieri Luigi de Magistris a radio Kiss Kiss Napoli. Eppure, proprio nella lettera citata dal sindaco, lo stesso Attilio Auricchio faceva riferimento ai «nuovi equilibri che si palesano nella vita politica di questa amministrazione. In tale ottica il mio contributo non appare evidentemente più utile». I nuovi equilibri a cui fa riferimento Auricchio sono sicuramente quelli che hanno portato l’assessore Alessandra Clemente ad essere sempre più potente, insieme con il suo capostaff Alberto Corona e la moglie Federica Capuano che ha assunto i ranghi di prima consigliera del sindaco. E anche se il primo cittadino dice che non c’è stata rottura con Auricchio, è lui stesso a far capire che la dialettica è stata forte. Giovedì a radio Crc aveva sottolineato: «Voglio che le persone accanto a me abbiano un ritmo che vada h24 e questo, con Auricchio, sembrava non esserci più». Ieri a radio Kiss Kiss Napoli un altro affondo pungente: «Auricchio guadagnava circa 12mila euro al mese. Al suo posto ci saranno due persone e risparmieremo pure qualcosa economicamente». Parole sorprendenti rispetto al suo ex braccio destro, che nascondono gli strascichi di un rapporto decennale finito con dispiacere da entrambe le parti. Ma perché si è arrivati alla rottura? In maggioranza aspettano risposte. Sicuramente ha inciso la crescita della potenza del- la Clemente, che ha tolto man mano agibilità politica e autonomia ad Auricchio. Ma a cosa è dovuta questa crescita di potere dell’assessore al Patrimonio? La risposta che si danno molti in maggioranza, ma trova riscontri anche tra i Democrat, guarda al Pd. L’assessore, nipote di Sandro Ruotolo appena eletto senatore nell’accordo tra Democrat-Dema e gli alleati di Leu, facilita sicuramente il dialogo con i Democrat rispetto all’ala più movimentista del partito. Ma più in generale, il primo cittadino sta guardando sempre di più al mondo dei Democrat, citando sempre più spesso Zingaretti nel suoi intervento. L’ideale, per il sindaco, sarebbe trovare un’intesa con il Partito democratico già per le elezioni Regionali. Di mezzo, però, c’è la figura di Vincenzo De Luca ad ostacolare i piani dell’ex pm, che però, come in molti a sinistra, spera ancora in una larga intesa senza lo “Sceriffo”. È per questo, evidentemente, che le liste per le elezioni regionali di Dema, che l’ex pm aveva annunciato già per l’epifania, sono ancora un mistero. Si aspetta e si ragiona, ci si guarda alla finestra. Lo fanno, però, anche gli alleati del sindaco che cercano di capirne le mosse per ragionare sul loro stesso futuro. Ma lo stesso Auricchio, che continua a farsi vedere dalle parti di Palazzo San Giacomo anche per risolvere alcuni nodi legati alla sua uscita, ragiona con i vertici di Insurgencia e con l’amico Sergio D’Angelo. E chissà che in mente non ci siano progetti politici futuri, vista l’incertezza sulle mosse dell’inquilino di Palazzo San Giacomo. Non a caso, ieri, a radio Kiss Kiss, de Magistris ha chiarito: «La linea politica non cambia perchè non la stabilisce Auricchio, la stabilisce de Magistris». Eppure quella di Auricchio è stata a lungo figura chiave anche per dialogare con gli esponenti della maggioranza. Ora tutto è meno chiaro e in molti si stanno affidando ad Enrico Panini, ma anche il vicesindaco pare (ma in futuro più lontano) poter rischiare la poltrona da vicesindaco in favore della Clemente. Funzionerà la strategia del sindaco? E chi terrà dentro? Domande che si pongono in tanti, in un momento di incertezza su tutti i fronti. 

 

 

 

 

 

 

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