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L'intervista
28 Gennaio 2026 - 09:07
Gianfranco Librandi
NAPOLI. È una linea politica netta ma misurata, ispirata al garantismo liberale e al rispetto delle istituzioni, quella che Gianfranco Librandi, vicesegretario regionale di Forza Italia in Campania, sta portando avanti sul tema della giustizia costruendo una campagna referendaria ampia, strutturata e profondamente radicata nel territorio, che nelle prossime settimane coinvolgerà l’intera regione con incontri pubblici, momenti di confronto e iniziative di approfondimento.
Perché la riforma della giustizia rappresenta oggi una priorità politica così centrale?
«Perché senza una giustizia credibile non c’è fiducia nello Stato. Quando i processi durano anni, quando le garanzie si indeboliscono, a perdere non sono solo gli imputati, ma l’intero sistema Paese».
Forza Italia parla di una riforma di civiltà. Cosa significa concretamente?
«Significa riportare la giustizia dentro i binari dello Stato di diritto. Separare le carriere, rafforzare l’equilibrio tra accusa e difesa, garantire tempi certi non vuol dire indebolire la magistratura, ma renderla più autorevole».
Che approccio ha scelto?
«Ho voluto un’impostazione seria e responsabile. Niente slogan, niente contrapposizioni sterili. La riforma va spiegata, non agitata».
Che ruolo avrà la Campania in questo percorso?
«Un ruolo importante. È una regione che ha conosciuto ritardi, lentezze, storture, ma anche una magistratura di grande valore».
Come si articolerà la campagna sul territorio?
«Con una presenza costante e diffusa. Incontri pubblici nei capoluoghi e nei comuni più piccoli, momenti di dialogo con ordini professionali, associazioni e cittadini».
Avete scelto di coinvolgere magistrati, avvocati e professionisti. Perché?
«Perché la competenza conta. Il confronto deve essere basato sui contenuti, non sulle etichette».
In questi giorni lei ha richiamato alla cautela nel dibattito pubblico, in particolare su alcune figure della magistratura.
«Ho detto chiaramente che bisogna fare attenzione a delegittimare Nicola Gratteri. È il procuratore della Repubblica di Napoli e rappresenta lo Stato. Criticare una riforma è legittimo, trasformare le persone in bersagli politici no».
C’è chi parla di uno scontro frontale tra politica e giustizia.
«È una narrazione che non condivido. Noi non siamo contro la magistratura. Siamo per una giustizia più efficiente, più equilibrata, più europea».
Che risposta sta arrivando dai cittadini campani?
«Molto interesse. Le persone vogliono capire, non tifare».
Può sintetizzare il senso del suo impegno?
«Costruire una giustizia che sia davvero garanzia di libertà, certezza del diritto e credibilità delle istituzioni».
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