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lettera dal palazzo
20 Febbraio 2026 - 11:25
Abbiamo dunque un nuovo partito, quello del generale Vannacci che ha abbandonato la Lega dove ha temporaneamente alloggiato. Giorgia Meloni ha assoluto bisogno di rafforzare la propria coalizione e di liberarsi di Matteo Salvini che costituisce un permanente problema per il centrodestra. È noto quindi che la Meloni ha bisogno di un nuovo alleato. Ma questi non può certo essere Vannacci che per molti versi è peggiore di Salvini, né ci si può affidare a Calenda con il quale il governo sembra aver già raggiunto un’intesa e che alcuni definiscono addirittura un pariolino fricchettone. La coalizione ha bisogno di una integrazione forte e seria. La Meloni tuttavia è molto diffidente, teme di mettersi una serpe in seno e vuole studiare a fondo la caratura di un suo nuovo eventuale alleato. Non idoneo a fungere da suo alleato, Vannacci ha tuttavia una funzione positiva: tenere a bada Salvini e quanti nel Carroccio la pensano come lui.
Non è facile trovare un nuovo alleato e tuttavia la Meloni deve mettere da parte le sue diffidenze poiché l’opposizione di centrosinistra sta notevolmente rafforzandosi e secondo i più recenti sondaggi potrebbe anche scavalcare il centrodestra alle prossime elezioni. Del resto gli italiani sono noti per cambiare spesso bandiera. È pur vero che la Democrazia Cristiana ha governato il paese per circa sessant’anni, ma il cambiamento è avvenuto all’interno del partito dato che la Dc disponeva di molti leader in grado di ricoprire la carica di presidente del consiglio mentre Fratelli d’Italia, attuale partito di maggioranza relativa, non è in grado di far scendere in campo per la guida del governo altro leader che non sia la Meloni. Per di più la Dc poteva far conto su alleati come il Psi, il Pri, il Pli dotati di una solidità ben superiore alle forze dell’attuale centrodestra.
Potrebbe il generale Vannacci assumere un simile ruolo?
Non ci sembra proprio ed è per questo che, pur con i limiti che si conoscono, l’attuale leader leghista finisce per essere per la Meloni insostituibile. Va peraltro tenuto presente che tra i politici italiani gli unici in grado di prendere il suo posto, allo stato degli atti, per dirla in “politichese” sarebbero in primo luogo Mario Draghi e poi Matteo Renzi. Ma per differenti ragioni Giorgia Meloni non è disposta ad allearsi né con l’uno né con l’altro.
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