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Referendum, scontro Gratteri-centrodestra

Il magistrato: «Attendo denuncia di Salvini e perizia psichiatrica da Nordio. Gravi parole Tajani su polizia giudiziaria»

Referendum, scontro Gratteri-centrodestra

ROMA. Si infiamma la campagna per il Referendum sulla giustizia, e a tenere banco è anche il duello tra il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, alfiere del No, ed il centrodestra. «Attendo ancora la denuncia di Salvini che dichiara il magistrato ad Antimafia Duemila tv dopo un mio intervento in Calabria durante il quale ho detto che 'Ndrangheta, massoneria e centri di poteri avrebbero votato sì, ha preannunciato che mi avrebbe denunciato. Allora, in questi giorni dovrei riceverla». Ricordando anche che «il rappresentante al Csm di Forza Italia ha annunciato nei miei confronti un procedimento disciplinare», Gratteri aggiunge: «Lo aspetto per difendermi». Inoltre, «il ministro Nordio, nel corso di una trasmissione televisiva della Rai, ha parlato di test psichiatrici anche a chi è a fine carriera. Queste affermazioni di Nordio non sono state rese al bar dello sport: mi aspetto allora che, per coerenza, si apra nei miei confronti un'istruttoria per valutare se veramente sono pazzo, con una perizia collegiale. Mi auguro insomma che sia consequenziale».

Ma Gratteri ne ha anche per il ministro degli Esteri: «Poco tempo fa il segretario di Forza Italia, il vicepremier Tajani, ha detto una cosa molto grave: ovvero che si pensa, dopo il referendum, di mettere la polizia giudiziaria sotto il controllo dell'esecutivo, la pietra tombale per qualsiasi tipo di indagine. Anche perché in ogni indagine, c'è sempre coinvolto un colletto bianco. È una sorta di osmosi tra la classe dirigenziale e le mafie». E proprio da Napoli, gli risponde il giornalista Alessandro Sallusti, portavoce del Comitato “Si Riforma” a margine dell'iniziativa “Questa volta il giudice sei tu”, promossa alla Stazione Marittima. «Credo che il dottor Gratteri sostiene sia riuscito a spostare delle opinioni, nel senso che ha convinto molti indecisi e forse anche qualcuno che voleva votare No, a votare Sì. Perché quando un procuratore dice che chi vota Sì é massone deviato, amico dei delinquenti, amico dei mafiosi, uno capisce che siamo di fronte ad un enorme presa per i fondelli e quindi ringrazio il dottor Gratteri di contribuire alla campagna del Sì».

Dal palco il capogruppo regionale di FdI, Gennaro Sangiuliano, dichiara invece: «Qui si tratta soltanto di creare un giudice che sia davvero giusto, indipendente ed autonomo. La terzietà è un principio che vige in grandi democrazie occidentali. E quindi si tratta di ragionare nel merito di questa proposta. Poi io credo nella sovranità popolare. Il voto è la più alta espressione della sovranità popolare». Duro l'intervento di un altro esponente di Fratelli d'Italia, il senatore Sergio Rastrelli: «Le ragioni del no, non è che non superino la soglia del convincimento: non superano la soglia concettuale della dignità. Qualcuno ha voluto degradare questa battaglia a un referendum pro o contro il governo, perché bisogna ricorrere all’artificio e alla menzogna per provare a spuntarla».

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