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La riflessione

Sanremo e la politica: la lezione del cambiamento

Il Festival della canzone italiana è molto più di uno spettacolo televisivo: è uno specchio del Paese

Sanremo e la politica: la lezione del cambiamento

Il teatro Ariston di Sanremo

C’è una ragione se, anno dopo anno, il Festival della canzone italiana continua a essere molto più di uno spettacolo televisivo: è uno specchio del Paese. Nella città di Sanremo, tradizione e innovazione hanno imparato a convivere, dimostrando che rinnovarsi non significa rinnegare sé stessi ma sapersi rileggere alla luce dei tempi. È questa la vera forza di un evento che ha attraversato generazioni, cambiamenti culturali e rivoluzioni tecnologiche restando sempre centrale nel racconto nazionale.
Negli ultimi anni lo si è visto chiaramente con la conduzione di Amadeus, capace di aprire il palco a linguaggi musicali nuovi e pubblici più giovani, e oggi con Carlo Conti, che ha raccolto il testimone nel segno della continuità ma anche dell’evoluzione. Non è una staffetta casuale: è la dimostrazione che il rinnovamento funziona quando si innesta su una storia solida.
Partecipare alla manifestazione come rappresentanti di Anci Campania, per promuovere territori e comunità locali, significa riconoscere il valore istituzionale e culturale di questo appuntamento. Sanremo non è solo intrattenimento: è una piattaforma nazionale di visibilità, un luogo simbolico dove identità locali e racconto collettivo si incontrano. Anche per chi opera nelle istituzioni e nella politica, osservare questo meccanismo è istruttivo.
La politica, oggi più che mai, ha bisogno della stessa capacità di adattamento. Deve parlare il linguaggio dei giovani, comprendere i cambiamenti sociali e tecnologici, intercettare nuovi bisogni e nuove sensibilità. Ma, proprio come il Festival, non può farlo perdendo la propria anima, i propri valori fondanti, la propria credibilità. Innovare non significa inseguire le mode: significa interpretare il presente restando fedeli alla propria missione.
Sanremo insegna che il pubblico premia chi sa evolversi senza snaturarsi. È una lezione che vale anche per le istituzioni: rinnovare linguaggi, strumenti e modalità di partecipazione è indispensabile, ma la fiducia si costruisce solo mantenendo coerenza, serietà e visione. In fondo, la vera modernità non sta nel cambiare tutto, bensì nel capire cosa cambiare e cosa custodire.

*Presidente Anci Campania

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