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24 Marzo 2026 - 08:31
Giorgia Meloni
ROMA. «Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione». Lo dice in un videomessaggio la premier Giorgia Meloni, commentando la vittoria del No al referendum sulla giustizia. Sono le 16.45 quando sui canali social compare la clip di 46 secondi. La premier riconosce l'esito, ma al tempo stesso traccia subito la linea politica: noi tiriamo dritto, il voto referendario non incide sulla tenuta del governo né sul prosieguo della legislatura. «La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso: portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L'abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini, e i cittadini hanno deciso. E noi, come sempre, rispettiamo la loro decisione», afferma Meloni.
«Resta chiaramente il rammarico aggiunge per un'occasione persa di modernizzare l'Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l'Italia e verso il suo popolo». Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, prende «atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale».
Il vicepremier e leader di Fi, Antonio Tajani, dichiara : «Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Riconosciamo il risultato negativo, ma il nostro lavoro per cambiare l'Italia continua sulla base del mandato elettorale che abbiamo avuto. Spero che nessuno usi più toni da guerra civile come quelli che abbiamo sentito da alcuni dei nostri avversari in questa campagna referendaria. Vorrei che fosse invece un dialogo pacifico, sereno, attento alle ragioni della controparte. La giustizia è troppo importante per tutti». Da Budapest, interviene anche l’altro vicepremier, il segretario leghista Matteo Salvini: «Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia. Anche per questo il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione».
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