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«Un avviso di sfratto per Giorgia, ma non chiediamo le dimissioni»

Schlein: «Giovani decisivi». Conte: «La batteremo nel 2027»

«Un avviso di sfratto per Giorgia, ma non chiediamo le dimissioni»

Elly Schlein

ROMA. Dopo la vittoria del No al referendum costituzionale sulla giustizia l'opposizione va all'attacco del governo leggendo il risultato arrivato dalle urne come una bocciatura politica da parte del Paese e un «segnale di sfratto a Giorgia Meloni» definita «un'anatra zoppa». Il No è sceso in piazza a Roma per festeggiare la vittoria referendaria, nella manifestazione organizzata dalla Cgil. Sul palco di piazza Barberini anche i capi partito del Campo Largo.

Esulta la leader Pd Elly Schlein: «Abbiamo vinto. Abbiamo fermato una riforma sbagliata ed è una vittoria ancora più bella perché partivamo da una sconfitta annunciata». Un risultato in cui «possiamo dire che i giovani hanno fatto la differenza», riconosce. E legge il voto come un messaggio politico chiaro «a Meloni e al governo» ma anche «un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa». Quanto alle dimissioni di Meloni chieste da altri, ribadisce: «Avevo detto prima del voto che batteremo Meloni alle politiche. Lo confermo: batteremo Meloni e questa destra alle prossime elezioni politiche. Di questo sono sicura».

Il leader 5 stelle Giuseppe Conte legge il risultato referendario come un «avviso di sfratto a questo governo. Voglio segnalare che è un voto molto politico la presidente Meloni è scesa in campo in modo chiaro, a reti unificante, registriamo che raramente viene in Parlamento, però è andata in tutte le tv, persino nei podcast, per cercare di sostenere la posizione favorevole a questa riforma che abbiamo definito dell'ingiustizia».Tuttavia, l’ex premier chiarisce: «Non chiedo le dimissioni di Meloni. Per quanto il segnale politico sia fortissimo, lei dal punto di vista formale e anche sostanziale può proseguire».

Di «un segnale politico rilevante» e «una sconfitta per Giorgia Meloni» parla anche Angelo Bonelli di Avs. «La Costituzione va applicata e non smontata come la destra vuole fare. Il piano di Giorgia Meloni e le sue riforme cadono in una giornata straordinaria per la democrazia. Ci hanno provato ed è andata male». Durissimo Matteo Renzi che rivendicando le proprie dimissioni da premier quando a sua volta perse il referendum costituzionale proposto mentre siedeva a Palazzo Chigi, oggi dopo quella che definisce una «sconfitta clamorosa», chiede la stessa coerenza alla presidente del Consiglio: «Giorgia Meloni da cosa si dimette? Da oggi è un'anatra zoppa. Per lei parte un anno di via crucis.

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