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Il caso

Selfie con uomo dei Senese, è scontro

Meloni: «Fango ma non mi faccio intimidire». Tensione tra gli schieramenti

Selfie con uomo dei Senese, è scontro

ROMA. È polemica dopo alcune anticipazioni della trasmissione Report che sui propri profili social ha pubblicato una foto, anticipata dal Fatto Quotidiano, che ritrae la presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme a Gioacchino Amico, indicato come referente del clan Senese in Lombardia e attualmente imputato nel processo Hydra nel quale è tra i collaboratori di giustizia che stanno fornendo elementi alla magistratura.

Secondo la ricostruzione del programma televisivo, Amico sarebbe stato presente in prima fila all’Hotel Marriott di Milano il 2 febbraio 2019, in occasione della prima grande iniziativa politica di Fratelli d’Italia al nord in vista delle elezioni europee. La trasmissione ha descritto come l’uomo che avrebbe fatto sedere allo stesso tavolo referenti milanesi di Matteo Messina Denaro, capi delle cosche locali lombarde della ’ndrangheta e il clan di Michele ’o pazzo, il capomafia più potente della Capitale.

Report ha inoltre riferito che Amico accedeva a Montecitorio tramite un accredito che gli permetteva di eludere i controlli previsti per gli ospiti esterni. La Camera dei deputati ha tuttavia smentito questa seconda circostanza, precisando di non aver mai rilasciato alcun tesserino permanente intestato al soggetto. «Ma Report non ha mai parlato di pass permanente a nome di Gioacchino Amico, ma del fatto che avesse accesso libero a piacimento in una sede istituzionale» ha precisato la trasmissione.

LA REAZIONE DELLA PREMIER. Dura la reazione della presidente del Consiglio. «La “redazione unica”, composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi. Inoltre, questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata» scrive in un post su X.

«Ma questi imparziali e onesti giornalisti - rimarca la premier - sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze».

E ancora: «Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento. Differenze», insiste la leader di Fratelli d’Italia che chiosa: «Ma a questi “professionisti dell’informazione” non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica. Poco importa. Non sono una persona che si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede».

Il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, ospite di Serena Bortone a Radio2 Stai Serena, precisa: «Nessuno mette in discussione l‘onestà della premier, ma lei omette di dare particolari su quello che emerge dall'inchiesta di Giorgio Mottola».

LE REAZIONI POLITICHE. La maggioranza fa quadrato. «Se iniziamo a fare politica sui selfie significa che non c’è altro per attaccare il Governo» dice il responsabile Organizzazione di FdI,. Giovanni Donzelli.

La presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, è netta: «La dialettica politica è legittima ed è il sale della democrazia, ma non può mai degenerare nella barbarie. Le polemiche di queste ore sono pretestuose e costruite sul nulla».

Dal fronte dell’opposizione, il leader del M5S, Giuseppe Conte, accusa in un video: «Basta Giorgia Meloni rifugiarti del tuo vittimismo. Entra nel merito, chiarisci i rapporti degli esponenti del clan Senese e dei loro prestanome con il tuo partito Fratelli d’Italia. È questo il punto, non ci girare intorno».

La senatrice Enza Rando, responsabile per i temi della Legalità, Trasparenza e lotta alle mafie del Pd, sottolinea: «Giorgia Meloni, anziché respingere tutto come un attacco mediatico, dovrebbe chiarire quali eventuali legami siano intercorsi tra il clan Senese e Fratelli d’Italia».

Infine Nicola Fratoianni (Avs): «Giorgia Meloni risponde all’inchiesta di Report e al suo selfie con un condannato per mafia, dicendo che non può sapere con chi fa foto. È giusto, per carità. Quello che però dovrebbe chiarire, e per la verità dovrebbe preoccuparla, è la facilità di relazione di alcuni alti esponenti del suo partito con questi personaggi».

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