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Politica
14 Aprile 2026 - 12:08
Stop al rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele”. Ad annunciarlo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Il governo, in considerazione della situazione che stiamo vivendo, ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele”, ha detto la premier arrivando a Vinitaly.
Sul patto di stabilità
La Ue deve "agire subito", noi "stiamo ponendo una serie di questioni in Europa" come l'idea "di prendere in considerazione una sospensione del Patto di stabilità, non intesa come misura per il singolo Stato membro, ma come misura generalizzata", ha affermato inoltre la premier. "Esattamente come, tornando a questo settore, stiamo chiedendo alcune cose che riguardano l'energia" a partire dalla questione Ets, "la cui sospensione si è cominciata a discutere mesi fa". La Ue commetterebbe "un errore", secondo Meloni, nel "sottovalutare questa crisi".
La sospensione del Patto di stabilità "potrebbe aiutare, certamente. Bisogna vedere come va nei prossimi giorni, ma penso che l’Europa non dovrebbe sottovalutare l’impatto che questa crisi può avere nei prossimi mesi. Farebbe un enorme errore di valutazione se considerasse di muoversi troppo tardi", ha aggiunto.
Sull'attacco di Trump al Papa
La presidente del Consiglio è tornata anche a parlare dell'attacco di Trump al Papa, dopo aver definito "inaccettabili" le parole del tycoon. "Considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico, prioritario; però, quando si è amici e si hanno alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non si è d’accordo. È quello che faccio ogni giorno: quando sono d’accordo lo dico, quando non sono d’accordo dico di non esserlo, perché credo che questo faccia bene all’Europa, agli Stati Uniti e all’Occidente in generale", ha affermato.
Le dichiarazioni del presidente americano sul Pontefice "erano inaccettabili - ha ribadito anche oggi - Ho espresso e rinnovo la mia solidarietà a Papa Leone. E dico di più: francamente non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici, diciamo non in questa parte del mondo".
Sul gas russo
Quanto allo stop al bando sul gas russo: "Io continuo a sperare che, quando il problema dovesse seriamente porsi, cioè a gennaio 2027, noi saremo riusciti a fare dei passi avanti e a portare la pace in Ucraina. Però non dobbiamo dimenticare - benché io ovviamente capisca il punto di vista di Descalzi - che la pressione economica che abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è, alla fine, l’arma più efficace che abbiamo per costruire la pace. Per cui dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo da questo punto di vista".
Sull'Ungheria
"Mi fa un po' sorridere questo fatto che la sinistra italiana è così contenta di un risultato di un'elezione in cui la sinistra non è pervenuta. Lascia ben sperare per il futuro: contenti loro che quello sarà la scenario che avremo in tutta Europa, io ci metto la firma", ha affermato ancora rispondendo ad una domanda sull'esito del voto in Ungheria. E sul declino dei sovranismi, ha detto "sono titoli che piacciono a voi della stampa, la politica per me è un po' più complessa". “Italia e Ungheria continueranno a lavorare insieme. Per difendere gli interessi italiani non mi interessa capire da dove viene l'interlocutore" ha concluso Meloni.
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