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BLOCCATI A DUBAI

Familiari in pena: «Farnesina irraggiungibile»

L'appello di una donna che cerca di ottenere notizie per la sorella e la nipote. Inutili tentativi di comprare un biglietto aereo a qualsiasi prezzo per tornare in Italia. Nessuna di loro ottiene informazioni

Familiari in pena: «Farnesina irraggiungibile»

CASTELLAMMARE DI STABIA. «Sto telefonando da giorni alla Farnesina. Se riesco a prendere la linea mi attaccano subito il telefono in faccia. Oppure risponde una voce registrata che consiglia di andare sul sito dove inserire i propri dati per "viaggiate sicuri"», questo lo sfogo della signora Tonia S. che, da sabato scorso, è in contatto con la sorella trovatasi a Dubai in questo momento di crisi per la guerra tra Usa e Iran.

È una intera famiglia stabiese quella che sta provando in tutti i modi a tornare a casa. Si tratta di marito, moglie, figlia con il marito e con il bambino di 3 anni. Erano andati in vacanza e sarebbero dovuti tornare domani. 

«Appena hanno potuto, hanno comprato dei biglietti aerei per partire dall'Oman, dove però dovranno arrivare con almeno 5-6 ore d'auto - racconta la signora Tonia - Tuttavia, questa mattina si sono recati in un'agenzia, mettendosi in fila con altre 300 persone e hanno acquistato anche un volo per Lisbona. Ma, appena rientrati in hotel dove soggiornano, hanno ricevuto la disdetta del loro viaggio. Il volo è stato annullato».

Tonia esprime disperazione perché né i suoi familiari né lei riescono a stabilire un contatto con il Ministero, con la Farnesina. «Il nostro vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, racconta ai microfoni delle tv che gli italiani sono assistiti. Invece non è vero. Qualcuno deve dirlo. Invece intervistano solo persone soddisfatte, ma di cosa? Stamattina, i miei familiari erano riusciti ad acquistare i biglietti per Lisbona perché mia nipote è incinta e, come lei, un'altra famiglia sarebbe stata favorita perché c'era una ragazza incinta. Ma poi hanno annullato il volo».

Tutto questo, mentre chi rientra racconta che il primo volo per l'Italia, ha avuto costi esorbitanti: 1.500 euro al biglietto, e per questa ragione avrebbe viaggiato con tanti posti vuoti.

«È assurdo. Come si fa a sapere quale aereo partirà? Come hanno fatto a saperlo questi italiani rientrati per primi? Mia sorella era disposta a pagare anche questa cifra ma a noi nessuno ha fatto sapere che c'era questa possibilità. A chi bisogna rivolgersi? - aggiunge la signora Tonia - Però, il primo volo per l'Italia ha riportato a casa l'intera famiglia del Ministro Crosetto».

Altre studentesse inviano video in cui raccontano di essere state abbandonate a loro stesse e che, non avendo i soldi per le medicine, hanno dovuto accompagnare una loro compagna in ospedale, per un farmaco difficile da reperire a Dubai.

«Ormai da sabato la mia famiglia non dorme più dalla preoccupazione - conclude Tonia - mia sorella comunica con me solo con messaggi vocali e io sento le esplosioni in sottofondo. È atroce non poter fare nulla per riportarli in patria. Ascolto tutti i notizia ininterrottamente, sono le nostre uniche fonti di informazione. Ma constatiamo che la situazione di chi è rimasto bloccato lì, per la guerra, è cosa ben diversa da quella che ci raccontano in tv». 

 

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