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teatro
08 Gennaio 2026 - 10:35
La compagnia “Il Nudo dell’Anima”, guidata da Davide Rossetti, debutta al Tin - Teatro Instabile Napoli (Vico del Fico al Purgatorio) sabato 10 e domenica 11 gennaio con “Sacred Spirits”, esito scenico di un percorso poetico e visionario liberamente ispirato all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.
Lo spettacolo muove da una domanda essenziale e vertiginosa: se fosse concesso un ultimo pensiero prima del passaggio definitivo, quale verità sceglieremmo di consegnare al mondo? È il privilegio crudele che Masters affida ai suoi personaggi, voci che emergono dalla soglia estrema dell’esistenza per sigillare, in pochi versi sobri e irrevocabili, il senso di una vita intera. Non confessioni tardive, ma epigrafi dell’anima, pronunciate senza ornamenti, con una chiarezza che solo la morte sembra consentire.
Come nell’antico modello dell’Antologia Palatina, la forma è rapida e sentenziosa, ma qui svincolata da rime e musicalità classiche: ciò che resta è la nuda sostanza dell’umano. Spoon River diventa così metafora universale, un piccolo mondo che contiene tutte le sconfitte, le ambizioni infrante, le lotte silenziose e le rare vittorie dello spirito contro il disordine della vita. Nessun simbolismo astratto, nessuna distanza letteraria: tutto è vivo, urgente, bruciante. In una parola, poesia.
Sacred Spirits, nelle intenzioni di Rossetti, regista, attore e coreografo, nasce come una sequenza di installazioni libere, frammenti evocativi che spogliano le anime e affidano alla scena il compito di raccontarne passioni, rancori, rimpianti e desideri inappagati. Ne scaturisce un affresco corale, aspro e necessario, in cui vizi e valori germogliano su un terreno umano corrotto e assetato di verità.
Le dichiarazioni postume diventano allora un monito per i vivi: comprendere ciò che ai morti è sfuggito, per non reiterarne gli errori o, almeno, per tentare un risarcimento finché il tempo lo consente. È questa la ragione per cui le voci di Spoon River, dolenti, ironiche, terribili, continuano a commuovere generazioni di spettatori.
“Il Nudo dell’Anima” conferma la propria identità artistica, fondata su un’intensità interpretativa che rifugge ogni compiacimento. La coralità attoriale, densa e rigorosa, restituisce una materia emotiva autentica, mentre il lavoro di Rossetti si impone per coerenza poetica e forza espressiva, offrendo al pubblico un’esperienza teatrale che non consola, ma interroga e lascia traccia.
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