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"Mi dimetto da uomo", Sergio Assisi al “Troisi”

L'attore si fa interprete inquieto di un’umanità smarrita

"Mi dimetto da uomo", Sergio Assisi al  “Troisi”

Prosegue la stagione del New Teatro Troisi, che accoglie in scena Sergio Assisi con Mi dimetto da uomo, testo scritto dallo stesso Assisi insieme a Simone Repetto, di cui firma anche la regia. Sul palco, accanto a lui, Giuseppe Cantore, in un gioco teatrale che mescola parola, corpo e pensiero, all’interno dello spazio di via Leopardi diretto da Pino Oliva.
Dal 22 al 25 gennaio e dal 29 gennaio al 1° febbraio (feriali ore 21, sabato doppio appuntamento alle 18 e alle 21, domenica ore 18), Assisi si fa interprete inquieto di un’umanità smarrita, privata di coordinate etiche e sentimentali. Il suo è un racconto a cuore scoperto, che attraversa la narrazione e la satira di costume con il passo antico del giullare moderno: ironico e feroce, leggero e profondo, capace di ridere e, subito dopo, di ferire.
Dialogando direttamente con il pubblico, l’attore scandaglia abitudini, speranze, sogni e miserie del nostro tempo, tentando di aggrapparsi alla bellezza, all’amore, alla poesia, come a rami fragili protesi verso le stelle. Ma quei valori, costantemente assediati da egoismi, meschinità e debolezze umane, lo conducono a una domanda spiazzante e necessaria: è ancora possibile restare uomini?
A incrinare ogni certezza interviene una presenza inattesa: uno spiritello caustico e implacabile, che irrompe in scena per correggere, smascherare, irridere, costringendo il protagonista a fare i conti con una verità amara e senza sconti.
Attore amato dal cinema, dalla televisione e dal teatro, Sergio Assisi vanta una carriera che attraversa titoli popolari e di qualità, da Guardiani delle nuvole a Capri, da Elisa di Rivombrosa 2 a Il commissario Nardone, fino a L’Allieva 3 e Gloria, accanto a Sabrina Ferilli e Massimo Ghini e ai suoi film A Napoli non piove mai e Il mio regno per una farfalla. Al Troisi, però, Assisi sceglie il rischio del teatro vivo, quello che interroga e non consola.

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