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teatro
28 Gennaio 2026 - 14:53
Ci sono voci che non smettono di risuonare, nemmeno quando il tempo sembra allontanarle. Voci che continuano a farsi ascoltare nei dettagli, nei margini, nelle pieghe più intime del ricordo. Enzo Moscato è una di queste, e a lui è dedicato Modo Minore, lo spettacolo in scena, da venerdì 30 gennaio 2026 alle ore 21.00 (in replica sabato 31), al Teatro Nuovo di Napoli, nell’ambito della quarta edizione di We Love Enzo, rassegna che ne custodisce e rinnova l’eredità poetica.
Presentato da Compagnia Teatrale Enzo Moscato/Casa del Contemporaneo, Modo Minore è un attraversamento lieve e profondissimo, un gesto di ascolto più che di celebrazione, che indaga il territorio fragile e fertile in cui la canzone incontra il teatro, dove la parola si fa suono e il suono diventa racconto.
È un percorso che si muove per frammenti, per accensioni improvvise, per memorie che affiorano come conchiglie sulla riva.
Al centro della scena, Lalla Esposito, interprete capace di abitare le zone dell’ombra e della luce con la stessa naturalezza. La sua voce diventa corpo narrante, attraversando un repertorio musicale che va da Carosone a Tenco, da Dalida a Pino Mauro, fino a canzoni quasi smarrite, come Serenata arraggiata o Mandolino d’’o Texas: brani che portano con sé il peso e la grazia di un’epoca, di una città, di un sentire collettivo.
La direzione musicale è affidata a Pasquale Scialò, ideatore del progetto e compagno di lungo corso di Moscato, che costruisce un paesaggio sonoro intimo, da camera, cesellato con cura artigianale. Accanto a lui, un ensemble raffinato — Claudio Romano alle chitarre e al mandolino, Antonio Colica al violino, Antonio Pepe al contrabbasso, Paolo Cimmino alle percussioni — accompagna la voce in un dialogo continuo, fatto di sospensioni, respiri, improvvise accensioni emotive.
Napoli è ovunque, mai come cartolina, nei vicoli interiori, nei bar notturni, nelle luci stanche dei night club, nei luoghi dove la malinconia convive con l’ironia e il dolore si traveste da canto. È una Napoli mentale, sonora, stratificata, che Moscato ha sempre raccontato scegliendo il modo minore: quello delle storie laterali, delle esistenze fragili, delle verità sussurrate.
Modo Minore è un atto di fedeltà poetica, un gesto di cura, un canto sommesso che continua a far vivere Enzo Moscato là dove la sua voce ha sempre abitato: nei margini, nelle crepe, nelle emozioni che resistono al silenzio.
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