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La scomparsa

Musica in lutto, addio a D’Agostino

Il paroliere è venuto a mancare ieri sera a 64 anni. Firmati da lui i più grandi successi di Gigi D’Alessio

Musica in lutto, addio a D’Agostino

Vincenzo D'Agostino

Nella serata di ieri una triste notizia ha toccato profondamente il cuore di Napoli e di tutto il mondo della musica partenopea. Vincenzo D’Agostino, lo storico paroliere che ha dato voce (con i suoi oltre 3.600 brani scritti) ai sentimenti del popolo e non solo, è scomparso, a 64 anni, per un brutto male.

La camera ardente resterà aperta oggi fino alle ore 17 presso la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo a via Santi Giovanni e Paolo 8 a Napoli. I funerali si terranno nella stessa chiesa alle ore 12 di domani giovedì 19 febbraio.

La sua morte segna la fine di un’era. D’Agostino non è stato solo un autore, ma un vero e proprio “poeta del popolo”, capace di trasformare in versi la realtà quotidiana, gli amori tormentati e le speranze di intere generazioni. Il suo nome rimarrà per sempre legato a quello di Gigi D’Alessio che, sui suoi social, ha postato una foto insieme a D’Agostino con scritto “Senza parole”.

Insieme hanno scritto pagine fondamentali della musica napoletana contemporanea, firmando successi e venti album che hanno scalato le classifiche nazionali, tra tutte “Non dirgli mai” presentata al Festival di Sanremo nel 2000.

Sebbene il legame con Gigi D’Alessio sia stato il più celebre, il talento di D’Agostino ha attraversato decenni di storia musicale, collaborando con i più grandi nomi del genere quali Mario Merola (“Cient’anne” in duetto con Gigi D’Alessio), Nino D’Angelo (con lui ha collaborato nella fase della maturità artistica, contribuendo a testi carichi di poesia e realtà sociale), Ida Rendano (“Nun ce appicecamme” e “Mamma ciao”), Carmelo Zappulla (“Concerto”, “Dimme”, “Pulcino mio”, “Storia d’amore”), Gigi Finizio (“Odio”, “Colpa tua colpa mia”), Mauro Nardi (“Innamorarsi” e “Amarsi e dirsi addio”), Antoine (“Scena d’amore” e “Na guagliona seria”), Antonio Ottaiano (“E tu ce staje” e “Ti amo troppo”), Francesco Merola (“Parla cu me”), Rosario Miraggio (“Un gioco di parole” e “Si perdo a te”) e Mario Trevi (“Alla mia donna” e “Stu povero core”).

Uno dei suoi ultimi brani (scritto con Sal Da Vinci) che hanno riscosso grande successo mondiale è “Rossetto e caffè” interpretato da Sal Da Vinci (450 milioni di click). Non sono mancati grandi successi anche per Gianni Fiorellino (“Voglio parla cu te”, “Scusame” e tante altre) a Tony Colombo (“T’aspetto all’altare” e diversi brani dell’ultimo album “Predestinato”), Vincenzo D’Agostino è stato il punto di riferimento per chiunque volesse scrivere un brano capace di diventare un classico istantaneo.

A differenza di molti autori contemporanei, D’Agostino aveva la capacità rara di essere popolare senza mai essere banale. Sapeva usare il dialetto napoletano e l’italiano con la stessa naturalezza, trasformando storie quotidiane di amori difficili, tradimenti e riscatti in inni collettivi. Le sue parole non erano solo rime, erano sceneggiature di vita vissuta che la gente sentiva proprie. La notizia ha scatenato un’ondata di commozione sui social.

Molti artisti lo ricordano come un maestro e, soprattutto, come un uomo umile nonostante i milioni di dischi venduti grazie alle sue parole. La sua morte lascia un vuoto tecnico e artistico: oggi si scrive molto, ma pochi sanno scavare nell’anima come faceva lui. Le sue canzoni non erano semplici testi, ma sceneggiature di vita vissuta.

Sapeva colpire il punto esatto dove batte il cuore dei napoletani. La sua eredità vive nelle migliaia di persone che ancora oggi cantano i suoi versi a memoria. Napoli perde un pezzo della sua colonna sonora, ma la sua poesia resterà eterna tra le note dei brani che ha regalato al mondo.

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