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Sanremo, Carlo Conti batte il cinque: Festival 2026 tra prime volte e autocelebrazione

Il conduttore e direttore artistico chiude un ciclo con un'edizione che guarda avanti ma celebra la sua storia

Sanremo, Carlo Conti batte il cinque: Festival 2026 tra prime volte e autocelebrazione

Sanremo, Carlo Conti davanti al Teatro Ariston per il Festival 2026

Sanremo 2026 si avvicina con un’edizione che si preannuncia come un bilancio e una celebrazione della storia del festival. A 24 ore dall’inizio, la kermesse si prepara a vivere una delle edizioni più ricche di novità e ritorni simbolici, sotto la guida del conduttore Carlo Conti, il quale annuncia il suo quinto e, si dice, ultimo festival.

Il festival riparte dal successo di Sanremo 2025, con una serata dedicata alla celebrazione del passato e alla memoria di Pippo Baudo, considerato l’inventore del Sanremo moderno. Tra gli ospiti di punta, spiccano Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Andrea Bocelli, artisti nati proprio sul palco dell’Ariston e chiamati a rendere omaggio alla storia del festival. Ramazzotti arriverà con Alicia Keys per duettare su ‘L’Aurora’, in un tributo che potrebbe includere anche un virtuale “ricordo” di Baudo, scomparso ad agosto.

Il cast dei 30 Big si distingue per un mix di prime volte e di ritorni. Dieci artisti si affacciano per la prima volta sul palco dell’Ariston, tra cui Sayf, Eddie Brock, Bambole di Pezza, Samurai Jay, Maria Antonietta & Colombre, LDA & Aka 7even, e Tommaso Paradiso, che, pur avendo una carriera consolidata, non aveva ancora partecipato in gara. Accanto a loro, veterani come Patty Pravo, Raf, Arisa, Levante, Ermal Meta, Fulminacci, Ditonellapiaga, Dargen D’Amico, Elettra Lamborghini, J-Ax e Marco Masini, creando un cast che attraversa tre generazioni e promette un festival ricco di sorprese e imprevedibilità.

Sul piano tecnico, Sanremo 2026 si presenta all’avanguardia: sarà trasmesso in 4K anche sul digitale terrestre, con l’audio in Dolby Atmos, offrendo un’esperienza visiva e sonora di alto livello. La conduzione vede Laura Pausini come unica coconduttrice fissa, affiancata da Carlo Conti. Ogni sera, altri ospiti e coconduttori si alterneranno, tra cui Can Yaman, Tiziano Ferro, Achille Lauro, Pilar Fogliati, Ubaldo Pantani, Irina Shayk, Bianca Balti, Nino Frassica e Andrea Bocelli, creando un palinsesto ricco di volti noti e nuove collaborazioni.

Il palco Suzuki in piazza Colombo, dedicato alle generazioni più giovani, ospiterà artisti come Pooh, Gaia, The Kolors, Gabbani e Bresh, riflettendo la pluralità del pubblico del festival. Max Pezzali, con il suo pubblico trasversale, sarà protagonista anche del “Palco sull’acqua” sulla nave Costa Toscana, un altro spazio dedicato a un pubblico intergenerazionale.

Sul fronte musicale, le anteprime dei brani in gara dipingono un’Italia che, tra fragilità e resilienza, si racconta attraverso storie di precarietà, amore, ironia e resistenza. Da Ermal Meta a Sayf, passando per Ditonellapiaga, Fulminacci e Levante, le canzoni rappresentano un Paese che cerca luce nella notte, spesso citata come parola chiave del festival.

Le serate di cover, anch’esse molto attese, si annunciano come un caleidoscopio di generi e generazioni. Conti ha definito questa sezione “travolgente, incredibile e anche improbabile”, con omaggi a grandi artisti come Mina, Dalla, Vanoni, Nannini e performance internazionali, tra cui una collaborazione tra J-Ax e Cochi Ponzoni. L’orario del Dopofestival, affidato a Nicola Savino e ai suoi ospiti, potrebbe diventare un’altra sfida, tra musica e spettacolo.

Per la serata finale, si ipotizza che Andrea Bocelli possa interpretare ‘Nessun Dorma’, un momento che potrebbe chiudere la settimana sanremese con un tocco di grande musica classica.

Infine, le polemiche non sono mancate: il ritiro di Pucci, le tensioni legate all’Eurovision e le questioni sindacali tengono alta l’attenzione, ma il cuore del festival resta le canzoni. I brani in gara, tra ironia, rabbia sociale e speranza, riflettono un’Italia che si riscopre fragile ma non rassegnata, pronta a cercare luce nella notte.

Sanremo 2026 si preannuncia dunque come un festival che, pur mantenendo le sue tradizioni, guarda con occhi rivolti al futuro, portando in scena un’Italia variegata, complessa e piena di contrasti.

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