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teatro
19 Marzo 2026 - 12:09
C’è un momento, nella storia recente, in cui il sorriso si è incrinato senza fare rumore. Ed è proprio in quella crepa, sottile e tagliente, che si insinua il nuovo lavoro di Ciro Ceruti, protagonista di “Non tutti i mali vengono per nuocere”, spettacolo che prosegue la stagione in abbonamento del Teatro Totò, sotto la direzione di Gaetano Liguori. Dal 20 al 29 marzo, lo spazio di via Foria si fa specchio di un’epoca, accogliendo una commedia che è, al tempo stesso, racconto popolare e riflessione amara, risata liberatoria e pugno nello stomaco. In scena nei giorni feriali alle ore 21.00, la domenica alle 18.00 e doppio appuntamento il sabato (17.30 e 21.00), Ceruti guida il pubblico in un viaggio che attraversa gli ultimi anni della nostra storia sociale.
“Come raccontare gli ultimi vent’anni in un minuto?” si chiede provocatoriamente l’autore, interprete e regista. La risposta è semplice solo in apparenza: raccontandone quindici. Quelli che precedono il crollo, quando ancora aleggiava una percezione illusoria di benessere, quasi una scenografia fragile costruita su fondamenta inconsistenti. Erano gli anni in cui tutto sembrava possibile, persino l’impossibile: mutui concessi con leggerezza, sogni confezionati a rate, una normalità che si credeva eterna. Poi, improvviso, il tonfo. Il sistema implode, “Spendilandia” si dissolve come un miraggio e il ceto medio si ritrova improvvisamente nudo, disarmato, smarrito.
È qui che la scrittura di Ceruti affonda con lucidità, trasformando la crisi economica in materia teatrale viva, pulsante, interrogativa. Che cos’è, davvero, la povertà? Non solo privazione, ma rivelazione: uno strumento crudele che mette a nudo l’uomo, spogliandolo delle sue sovrastrutture fino a lasciarne emergere la sostanza più autentica. Eppure, nonostante la densità del tema, la scena non rinuncia mai alla leggerezza. Perché, come ricorda lo stesso autore, il confine tra tragedia e comicità è sottile, quasi invisibile. Si ride, sì, ma di un riso che porta con sé una consapevolezza nuova, più matura, talvolta persino dolorosa. Accanto a Ceruti, un cast composta da Laura Borrelli, Floriana De Martino, Ludovica Artel, insieme a Ciro D’Errico, Antonio Colursi, Luca Ceruti e Noemi Coppola, con la partecipazione di Paco De Rosa. Uno spettacolo che non si limita a intrattenere, ma invita a guardarsi dentro, a riconoscersi nelle fragilità e nelle contraddizioni di un tempo che è ancora il nostro. Perché, forse, non tutti i mali vengono davvero per nuocere. Ma certamente, tutti lasciano un segno.
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