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Il Vesuvio incontra il Mississippi

Tecnica, anima e grandi talenti: Rita Ciccarelli guida una squadra di artisti instancabili

Il Vesuvio incontra il Mississippi

Impariamo a cantare per esistere. O forse per invocare un cambiamento, per risorgere. Rita Ciccarelli & FlowinGospel alla vigilia della domenica di Pasqua, presso il Teatro Acacia, hanno presentato lo spettacolo-concerto dall’intrigante titolo GOSPEL PARTENOPEO. Figli dei vicoli o dei campi di cotone poco importa se la storia che ci è stata raccontata ha avuto il mood di una resilienza felice. Un viaggio di innesti interiori che dalle rive del Mississippi alle falde del Vesuvio, ha reso vivo il ritmo e il tempo della passione. Rita Ciccarelli, a direzione corale di una squadra di artisti instancabili e preparati, elegante e spontanea, ha padroneggiato la serata come una fiamma rossoreggiante del nostro cratere.

Il Gospel è un genere profondamente legato alla cristianità. Siamo infatti abituati a vedere questi stessi cantanti al Concerto dell’Epifania sulla Rai, ma abbracciare i loro movimenti sonori, fisici e vocali così da vicino, ha emozionato il pubblico in sala sin dalle prime battute: “Siamo voci vicine e lontane che oggi respirano nello stesso canto”. Non è mancato un dovuto riferimento a James Senese, figlio di padre americano e madre napoletana, ponte imprescindibile con la visceralità musicale che è stata rappresenta. Il contralto Cristina Balzano, si è distinta per energia, ma non da meno Rita Salvarezza (più volte solista), Gabriella Cossidente, Francesca Gargiulo , Giusy Bruno. Così, come per i tenori Fabio Saggiomo in primis, Enzo Gagliardi, Roberto Sanzullo, Patrizio Scarpato, Luigi Sanseverino, Antonio Valentino, nonché i soprani Tilde Barbaro, Federica Padiglione, Claudia Tironi, Emanuela Portogallo e Giovanna Tranchese.

L’umanità è sembrata un posto di pace in questo coro nel quale la spiritualità ha promesso un varco d'amore in questa vita. Una menzione particolare va al piccolo Lorenzo Artesi performante alle percussioni, a soli 9 anni, ha rappresentato “’A Città ’e Pulecenella” con professionalità da adulto e interpretazione da vero artista. È entrato in campo a metà concerto come una nota di speranza, tra il piano e la direzione musicale di Alessandro Scialla, il basso di Gianluca Russo, la batteria di Antonio Mambelli e le chitarre di Ivan Ciavarella. Il climax si è raggiunto con “Imagine” di John Lennon, ma molto apprezzati i tanti brani, tra cui “Oh, Happy Day”, inno Gospel per eccellenza, contaminata da “O Paese d’ ’O Sole”, mentre in “Total Praise” di Richard Smallwood, è riaffiorato “’O Sole Mio”.

Puristi o no, Rita Ciccarelli, ha dimostrato in scena che la canzone classica napoletana scava nella storia e nell’universalità: "Ci sono brani che ci accompagnano verso l’invocazione, c’ è un punto in cui le parole non bastano più e allora dobbiamo iniziare ad invocare con le braccia al cielo". Così ha detto prima di unire tutto il teatro, spettatori e lavoratori, in una serata di intensa armonia. Voce da regina, in cui tecnica e talento naturale, si esibiscono senza sfoggiare. Solo anima, tanta anima e altrettanti applausi.

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