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07 Settembre 2020 - 20:04
Il regista palermitano fuori concorso col documentario "Showmaker of Dreams" dedicato allo stilista campano e con il cortometraggio "Fiori, Fiori, Fiori!"
Appassionante, avvolgente. La storia di Salvatore Ferragamo è da film. E Luca Guadagnino ha pensato di farne un documentario. “Shomaker of Dreams”, il calzolaio dei sogni, un ragazzino di 12 anni partito da un paesino in provincia di Avellino, Bonito, che ha conquistato il mondo con le sue scarpe. Il regista siciliano lo ha presentato alla 77esima Mostra del Cinema di Venezia come evento Fuori Concorso, poi in sala con Lucky Red.
«Quello che mi viene in mente è l'incredibile rispetto che Ferragamo ha sempre avuto per il processo creativo. Che fosse ambizioso è fuor di dubbio, ma fra le due cose avrebbe certamente preferito l'etica della creazione. Ha vissuto la sua vita quasi come una sorta di outsider, è una persona che ha sempre posto se stessa fuori dal sistema nel quale era. È in costante eccentricità, e questa cosa per me, e il fatto che è una figura titanica di creatore, era un elemento irresistibile» spiega il regista.
Un documentario appunto, e non un film per raccontarlo. «Mai pensato alla fiction, perché la sua vita è così complessa che ridurla ad una sorta di biografia sarebbe stato uno sforzo vano. Invece il doc ci consente di esprimerne la estrema ricchezza. Una forma nobilissima e bellissima a cui mi piace tornare costantemente". La moda è quasi “infilmabile” per la fiction, perché il cinema non ha le risorse per poter competere con quell'universo immaginifico», aggiunge.
La voce narrante si intreccia con la voce registrata di Ferragamo, splendide immagini di repertorio, quasi di un secolo fa. Napoli, Hollywood e poi Firenze. Intervallate dalle testimonianze della famiglia, di grandi nomi della moda, e persino Martin Scorsese, che ha ripercorso il suo successo tra i divi del cinema con il quale instaurava un rapporto di amicizia. Due ore che affascinano lo spettatore, si ammira la grande storia di un uomo e della sua immensa passione.
Oltre al documentario, Guadagnino ha presentato il film breve “Fiori, Fiori, Fiori!”, girato durante il lockdown. "Mi ha colpito che durante questo periodo le persone hanno visto molti film. Hanno avuto bisogno più che di immagini di storie, del linguaggio del cinema, e questo è stato commovente. Ci sono grosse forme di combattimento a mani nude tra chi vuole farci credere che esisterà da ora in poi la possibilità di fruire del cinema solo con lo streaming e di chi invece ritiene che nel tempo l'esigenza fondamentale di ciascuno di noi di condividere l'immaginario in una sala buia tutti insieme diverrà sempre più potente... io la penso così».
E uno sguardo ai prossimi set. «Per la produzione molto spesso ci sono regole strette che devono essere seguite. Io mi chiedo spesso come fare ad esempio le scene d'amore, di passione, e sono curioso di capire come risolverle, ma credo che si risolverà».
Intanto proseguono le proiezioni dei film in concorso: domani è il turno del terzo film italiano in programma, “Notturno” di Gianfranco Rosi, mentre “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante è previsto per mercoledì.
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