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Napoli, la regola del 2-0

Gli azzurri non si fermano all’Olimpico: battono nettamente anche la Lazio con i gol di Spinazzola e Rrahmani

Napoli, la regola del 2-0

Il Napoli della Supercoppa è una squadra dominante. A Roma schianta la Lazio (2- 0) con un primo tempo prepotente, spettacolare, veloce. Quarta vittoria consecutiva, due in Supercoppa, due in campionato, stessa formazione, identico punteggio. Nella prima frazione, la squadra di Sarri non vede palla.

Il possesso del Napoli (68%) è un possesso d’assalto. E’ il capolavoro di Conte. Elmas (un partitone) su Cataldi annulla la fonte di gioco laziale. E’ una delle mosse vincenti. McTominay mette Guendouzi fuori partita. Lobotka è imprendibile per Basic. Meno coinvolto Hojlund che, però, tiene inchiodato il centro della difesa avversaria (Gila).

E il Napoli dilaga sulle fasce, a destra con Politano (un castigo per Pellegrini) e Neres (Romagnoli si stacca dalla difesa per contenere il brasiliano), a sinistra Spinazzola (Marusic in affanno) con Juan Jesus. La Lazio difende di posizione, non pressa, soffre. Non vince un solo duello nei contrasti a coppie fisse. Gli azzurri pressano alto e riprendono la palla in un istante con una condizione fisica scintillante.

I difensori contribuiscono ad impostare l’azione offensiva, proprio Juan Jesus è tra i più propositivi dopo avere domato prima Cancellieri e poi Isaksen. Le armi della Lazio sono spuntate. Noslin sovrastato da Rrahmani, Zaccagni travolto da Di Lorenzo, Cancellieri tenuto a bada da Juan Jesus.

Per tutta la partita, non c’è un solo tiro della Lazio nella porta di Milinkovic-Savic, solo la traversa di Guendouzi al 90’ nel finale molto nervoso. Noslin, al secondo giallo, espulso all’82’. Marusic per una lite furiosa con Mazzocchi espulso all’88’ (insieme all’azzurro). Il Napoli non ha dato requie alla Lazio.

Possesso d’assalto nel primo tempo, possesso di controllo nella ripresa però sempre pericoloso andando all’attacco in contropiede contro una Lazio inerme. La squadra di Sarri si è mossa confusamente, braccata e superata in ogni zona del campo. Elmas, maltrattato dalla critica, esegue alla perfezione le consegne di Conte: entra nel campo per annullare Cataldi, si proietta in profondità a sinistra per sostenere l’attacco azzurro colpendo la traversa al 38’ e sfiorando il gol con una schiacciata di testa (77’, fuori).

Lobotka è stato un gigante, interditore emerito quando si abbassava tra i difensori, straordinario in regia partendo dalla metà campo azzurra con un superbo senso della posizione sfuggendo ad ogni marcatura. Nel suo nuovo ruolo di mediano, McTominay è stato un punto di forza.

Politano e Neres sono stati instancabili, così Spinazzola. Sarri, a capo chino a bordo campo, non è riuscito ad escogitare una sola contro-mossa per risalire la corrente. I suoi cambi, nella ripresa, hanno prodotto zero (62’ Lazzari per Pellegrini; 71’ Belahyane per Cataldi e Isaksen per Cancellieri; 86’ Pedro per Zaccagni).

Ai nuovi entrati un Napoli attento e vigoroso non ha consentito di entrare in partita. Conte ha inserito un eccellente Mazzocchi per Neres (69’, il brasiliano sofferente alla caviglia sinistra), Buongiono per Rrahmani ammonito e Gutierrez per Spinazzola (78’), infine Lang per Elmas e Ambrosino per Hojlund (86’).

Politano, assist-man della vittoria, ha pennellato i cross per le due reti azzurre: al 14’ per la conclusione violenta di destro di Spinazzola, al 32’ calciando la punizione sulla quale svettava di testa Rrahmani per il raddoppio. Alla fine, sono state 14 le conclusioni del Napoli (tre nello specchio della porta: i due gol e la traversa di Elmas), 5 quelle della Lazio con la sola traversa di Guendouzi.

È cominciato magnificamente il tour de force del Napoli in questo mese di gennaio, una partita ogni tre giorni. Mercoledì il Verona al Maradona. Domenica 11 a Milano con l’Inter. Mercoledì 14 il recupero col Parma e sabato 17 col Sassuolo, due partite in casa. Domenica 25 a Torino con la Juve. Intermezzi di Champions: martedì 20 a Copenaghen, mercoledì 28 il Chelsea al Maradona. Un Napoli sfolgorante promette un gennaio di gloria.

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