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12 Gennaio 2026 - 08:46
Un gigantesco McTominay (doppietta) e un Napoli grandioso inchiodano l’Inter al pareggio (2-2) nella gara di San Siro dove gli azzurri spengono la fuga dell’Inter tenendola ancora a tiro, quattro punti dietro. Lo scozzese rimonta due volte il vantaggio dei nerazzurri.
E’ stata una partita da veri campioni d’Italia. Elmas, più che a Roma contro la Lazio, è stata la chiave tattica di Conte. Il macedone è stato l’uomo in più a centrocampo e ha assistito la difesa nella fase passiva, è schizzato sull’out sinistro in quella attiva sino all’assist del primo gol di McTominay.
E Lobotka ha costruito più di Calhamoglu. E Juan Jesus è stato un gigante in difesa sino all’ultimo minuto quando ha stroncato un pericoloso contropiede interista. E Hojlund è stato un combattente vero, avviando l’azione del primo pareggio e costringendo Akanji a un match di pura sofferenza.
È stato un Napoli maiuscolo sempre in partita reggendo lo scontro fisico con l’Inter. Nessuno ha ceduto. Ma sono cinque i moschettieri dell’impresa a San Siro: McTominay, Elmas, Hojlund, Lobotka e Juan Jesus. Gli altri hanno dato un contributo concreto nel deludere le aspettative dell’Inter.
Politano forse in difficoltà dentro al campo, ma irriducibile quando ha sprintato sulla fascia. Beukema sottotono. Spinazzola a sprazzi. Di Lorenzo attivo. I centrali della difesa non hanno dato spazio a Lautaro e a Thuram (una sola occasione), rimasti a secco.
Il Napoli ha governato sugli esterni consentendo a Dimarco solo lo spunto del primo vantaggio interista. A sinistra, l’Inter senza Dumfries non è stata mai pericolosa, né le avanzate di Bissechk, né gli inserimenti di Barella hanno creato scompiglio. Modesto l’apporto di Luis Henrique.
Il Napoli andava sotto al primo attacco dell’Inter dopo avere intimidito la formazione milanese con un avvio coraggioso, squadra azzurra alta e aggressiva. Zielinski vinceva il duello a centrocampo con McTominay (che si sarebbe rifatto alla grande) dando l’avvio all’azione proseguita da Lautaro e da Thuram e conclusa da Dimarco con un colpo da biliardo (10’).
Il Napoli non si lasciava condizionare dallo svantaggio giocando la sua partita ad alto livello, sempre aggressivo fino ad essere padrone del campo e acciuffando il pareggio al 27’: gol da attaccante di potenza di McTominay che bruciava d’anticipo la marcatura di Akanji battendo in gol sul cross basso di Elmas.
L’Inter perdeva le sue certezze di fronte a un Napoli che non abbassava mai la guardia, era anzi sempre più propositivo, concedendo alla squadra di casa una sola opportunità: il colpo di testa di Thuram sventato in corner da Milinkovic-Savic (44’). Il Napoli iniziava la ripresa a spron battuto confondendo l’Inter in ripiegamento.
Hojlund (48’) e Di Lorenzo (51’) sfioravano il gol. L’Inter era frastornata dall’aggressività del Napoli. Zielinski, in calo evidente, veniva sostituito da Mikhitaryan (62’). L’Inter si riportava in vantaggio con Calhanoglu su rigore (72’ pestone di Rrahmani a Lautaro).
Conte espulso sull’episodio. Lang per Beukema (77’), cambio felice perché sarà proprio l’olandese, in acrobazia da fondo campo, a dare la palla del pareggio a McTominay (81’) tornato agli splendori del gol, protagonista di vuna partita maiuscola a tutto campo travolgendo ogni avversario. Per dire la potenza dell’Inter. Nel finale, Chivu poteva operare cinque cambi, il Napoli (senza Neres) appena due.
Entrava Esposito per Thuram (83’). Poi (87’) Susic per Calhanoglu, Bonny per Lautaro, Carlos Augusto per Dimarco. Conte rinforzava gli argini con Mazzocchi per Politano (94’). Si infrangeva sul palo la conclusione di Mikhitaryan (93’), il Napoli non meritava di perdere.
A San Siro ha dominato, a tratti ha sofferto, ma complessivamente è stato superiore all’Inter che non ha mai trovato la manovra giusta e lo spunto per vincere. Mercoledì di nuovo in campo: Napoli-Parma e Inter-Lecce per i recuperi della giornata saltata per la Supercoppa. Lo scudetto è sempre in ballo. E il Napoli c’è.
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