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Il corsivo
16 Gennaio 2026 - 08:52
Scott McTominay
Il popolo dei disfattisti si è svegliato. Nel giro di tre giorni si è passati dall’esaltazione del pareggio con l’Inter alla depressione dello 0-0 con il Parma. Il Napoli era uscito dal Meazza con delle certezze tecniche, tattiche e fisiche. L’altra sera al Maradona è venuto meno tutto.
Gli azzurri non sono riusciti a battere un’avversaria che si era permesso il lusso di giocare con tante riserve e pochi titolari. Cuesta sapeva che pur perdendo contro i campioni d’Italia non sarebbe successo niente. Ed è per questo che ha risparmiato i suoi pezzi forti per il prossimo incontro con il Genoa.
Nessuna presunzione, solo la consapevolezza di puntare a battere le dirette concorrenti alla salvezza. Zitto, zitto si è portato un punto a casa. Buttando tutti nello sconforto. Anche perché poi in serata l’Inter, pur soffrendo con il Lecce, ha trovato con Pio Esposito la rete del +6 in classifica sui partenopei.
Un distacco importante ma pensare di scucirsi definitivamente lo scudetto dal petto è prematuro. Signori, manca ancora tutto un girone di ritorno e può succedere qualsiasi cosa. Certo, oggi il Napoli più che guardare avanti deve stare attento a chi insegue. Il pari col Parma ha fatto felici Juventus e Roma che sono rimasti a -1. La zona Champions, quindi, si allarga non poco. L’accesso all’Europa che conta è fondamentale per il club di De Laurentiis.
Rimanere fuori dalla spartizione dei fondi Uefa sarebbe un bel problema. E quindi massima attenzione. Anche perché Spallettone ha cambiato la faccia alla Signora mentre Gasperini sta aspettando qualche rinforzo importante per essere alla pari degli altri. Fatto sta che domani il Napoli deve sfidare un’altra provinciale al Maradona. C’è il Sassuolo dall’altra parte. Un’avversaria che rispetto alle ultime due Verona e Parma gioca di più al calcio.
Di certo non si difende solo. Qualcosa proverà a fare. Ma a prescindere da ogni cosa ci vorrà un approccio diverso. E soprattutto una mente più fresca. Perché la sensazione è che il Napoli va oltre ogni limite con le grandi mentre con le cosiddette piccole abbassa la tensione e va in difficoltà. Stavolta, però, guai a sbagliare. Anche perché il Maradona vuole cominciare a vincere nel 2026.
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