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Juventus e Chelsea, Conte sfida il passato

In tre giorni il tecnico del Napoli può dare una svolta alla stagione sia in campionato che in Champions League contro due ex. Ma deve fare sempre i conti con l’emergenza

Juventus e Chelsea, Conte sfida il passato

Antonio Conte

NAPOLI. Cento righe per raccontare tre giorni che valgono una vita. Antonio Conte guarda indietro senza voltarsi davvero. Il calendario è una lama. Taglia passato e presente. Domani c’è la Juventus. Mercoledì il Chelsea. Due amori. Due trionfi. Due capitoli scritti col fuoco. Con entrambe ha vinto. Con entrambe ha lasciato un segno.

CUORE BIANCONERO

Alla Juventus è stato tutto. Ragazzo. Capitano. Allenatore. Ha plasmato la Signora. L’ha riportata regina. E da sempre è tifoso di Madama. Uno di quelli veri. A Torino vive ancora. Con Elisabetta. Con Vittoria. Casa, affetti, memoria. Ma oggi no. Oggi c’è Napoli. Il Napoli scudettato. Il Napoli che difende il trono.

VIETATO FERMARSI

Conte non guarda allo specchio. Guarda la classifica. In vetta c’è l’Inter. Poi il Milan. Subito sotto, il Napoli. E dietro spinge la Juve. A -1 sarebbe un segnale. Un segnale da evitare. A ogni costo. Domani non c’è nostalgia. C’è battaglia.

LA CHAMPIONS

Poi il Maradona. Pieno. Bollente. Arrivano i Blues. Il Chelsea che ha già domato. Champions League. Notti che pesano. Vincere significherebbe futuro. Significherebbe svolta. Ma l’emergenza morde. Lucca ceduto. Noa Lang ceduto. Neres ko. Caviglia forse da operare. Politano fuori. Rrahmani pure. Anguissa in forse. Fino all’ultimo.

RIECCO BIG-ROM

Un Napoli ferito. Ma non domo. Perché è tornato Lukaku. Romelu ha fame. Ha rabbia. Vuole prendersi la scena. Vuole essere decisivo. Manca dai campi dallo scorso 14 agosto. Conte lo sa. Conte ci crede. Stringe i denti. Stringe il gruppo. Tre giorni. Due partite. Contro il suo ieri. Per difendere l’oggi. Antonio Conte non scappa. Sfida il passato.

E prova, ancora una volta, a piegarlo al suo presente. Don Antonio lo sa bene. Il tempo non aspetta. Ogni scelta pesa doppio. Ogni cambio è un rischio. Allo Stadium troverà sguardi noti. Vecchi tifosi. Lo Spallettone che vuole dare una svolta al mondo juventini. All’andata il tecnico toscano voleva provare a fare bella figura in quel Maradona che lo aveva visto protagonista con lo scudetto stravinto nel 2023. Ci stava anche riuscendo ma Hojlund gli strozzò la gioia in gola.

Conte, comunque, sa che la sua gente lo ama. Ma quando si è avversari lo si è. Punto. Lui non ascolta. Non ha mai ascoltato. Vive di tensione. Si nutre di pressione. È così che accende le squadre. È così che si accende lui. A Napoli lo hanno capito. Lo hanno seguito. Anche ora. Anche nell’emergenza.

Perché Conte non cerca alibi, cerca risposte. Le pretende. Le strappa. Dal gruppo. Dal sacrificio. Mercoledì sera sarà diverso. Sarà Europa. Un Maradona che spinge, che urla, che crede. Novanta minuti per restare vivi sperando che chi sta davanti in classifica perda. Altrimenti un successo con i Blues potrebbe non bastare. Conte camminerà avanti e indietro. Come sempre.

Urlerà. Gesticolerà. Vivrà ogni pallone. Come fosse l’ultimo. Perché per lui lo è sempre. Juventus e Chelsea: passato glorioso. Napoli presente feroce. Antonio Conte non fa sconti. Nemmeno alla memoria. In tre giorni può cambiare tutto. O non cambiare niente. Ma di sicuro non resterà fermo a guardare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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