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Napoli, allarme Champions

Dopo la sconfitta con la Juve e la continua emergenza infortuni, rischia di non andare ai play off e di restare fuori dai primi 4 posti

Napoli, allarme Champions

NAPOLI. L’allarme Champions scatta forte in casa Napoli dopo la sconfitta di Torino contro la Juventus. Una battuta d’arresto che pesa non solo per la classifica, ma soprattutto per il momento delicatissimo che la squadra sta attraversando.

Il ko dell’Allianz Stadium arriva infatti in un contesto già complicato, fatto di assenze, emergenze e scelte obbligate, e rischia di avere ripercussioni pesanti anche sul futuro europeo degli azzurri.

EMERGENZA CONTINUA

A Torino il Napoli si è presentato in versione largamente rimaneggiata, con una formazione condizionata dalle tante defezioni e costretta ad affrontare una Juventus in salute, solida e ricca di soluzioni. Il divario, più che tecnico, è apparso soprattutto fisico e strutturale, con i bianconeri in grado di cambiare passo e uomini, mentre il Napoli arrancava con risorse limitate.

TRA PRESENTE E FUTURO

La sconfitta assume un peso ancora maggiore guardando al calendario. Domani contro il Chelsea c’è in palio una fetta importante della stagione europea: un altro passo falso potrebbe significare l’esclusione dai play off della vecchia Coppa dei Campioni, uno scenario che fino a poche settimane fa sembrava lontano ma che ora è diventato tremendamente concreto.

Purtroppo l’incredibile pareggio in casa del Copenaghen della settimana scorsa ha peggiorato le cose. Il problema è che andando avanti così, il rischio non si ferma all’Europa attuale. Anche la qualificazione tra le prime quattro per la prossima Champions League è seriamente in discussione.

La Juve si è portata a -1. La Roma fortunatamente ha pareggiato con il Milan ed è a pari punti. Il Napoli sta perdendo terreno e continuità proprio nel momento in cui dovrebbe accelerare, e l’emergenza infortuni continua a presentare il conto. A Torino le assenze erano troppe per passare inosservate.

Contro una Juventus in forma e completa, il Napoli ha dovuto fare di necessità virtù, schierando uomini fuori ruolo e giocatori lontani dalla migliore condizione. Una situazione che ha inevitabilmente inciso sull’andamento della gara.

LA MALEDIZIONE ARBITRI

A peggiorare le cose ci ha pensato anche l’episodio del rigore non concesso a Hojlund. L’intervento dell’arbitro Mariani, avallato dal Var Doveri, ha lasciato più di un dubbio e ha tolto al Napoli la possibilità di rientrare in partita in un momento chiave. Un episodio che ha aumentato nervosismo e frustrazione in una squadra già in difficoltà.

URGONO RINFORZI

Ma al di là degli episodi, è chiaro che qualcosa va fatto. L’acquisto di Giovane, da solo, non può risolvere una crisi che ha radici profonde. Il problema non è un singolo tassello mancante, ma una rosa falcidiata dagli infortuni e costretta a convivere con assenze pesantissime.

Neres dovrà operarsi, un’assenza lunga che priva il Napoli di imprevedibilità e qualità. Milinkovic-Savic ha accusato un risentimento muscolare che lo terrà fuori ancora. De Bruyne tornerà solo a fine febbraio, così come Gilmour, lasciando il centrocampo senza alternative di livello.

Anguissa sembrava vicino al rientro, ma continua a non farcela, allungando una lista di indisponibili che non accenna a ridursi. Rrahmani e Politano sono fermi ai box, mentre Lukaku è tornato sì, ma con pochissimi minuti nelle gambe e una condizione ancora lontana dall’essere accettabile.

Il rischio più grande, ora, è quello di entrare in un circolo vizioso. Alcuni calciatori sono costretti a giocare sempre, senza rifiatare, e il pericolo di nuovi infortuni è dietro l’angolo. Di Lorenzo, Lobotka e McTominay le giocano praticamente tutte e sono ormai al limite, fisico e mentale.

Continuare su questa strada significa esporsi a ulteriori problemi, con una stagione che rischia di sfuggire di mano su più fronti. L’allarme è reale e il tempo stringe: il Napoli deve trovare soluzioni immediate, perché tra Champions, Europa e campionato il margine d’errore è ormai ridotto al minimo.

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