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Il corsivo
31 Gennaio 2026 - 09:07
Giovanni Manna
Il piatto rinforzi piange. Manca davvero poco alla chiusura del mercato e nel Napoli è arrivato il solo Giovane. Martedì alle 20 cala il sipario sulla finestra invernale e si sperava che qualche acquisto potesse arrivare molto prima. Sicuramente il “saldo zero” ha frenato il club ma oggi è 31 e la rosa di Conte è sempre molto corta. Anzi, cortissima.
E dire che il tecnico, considerati i tanti infortuni, credeva che il 2 gennaio potessero arrivare degli elementi capaci di sostituire i lungodegenti. Si era parlato inizialmente di un centrocampista molto forte viste gli stop di De Bruyne, Anguissa e Gilmour. Poi la strategia è cambiata. Lucca non andava più bene e allora fari puntati su un attaccante.
Nel frattempo stava rientrando Lukaku e allora spazio ad un esterno capace di fare il quinto di centrocampo vista la nuova disposizione tattica (3-4-2-1). Intanto si è fatto male Neres e si è operato e velocemente si è chiuso l’accordo alla vigilia del match con la Juventus per prendere il brasiliano Giovane. Che come detto è l’unico ad essere stato ingaggiato. Fatto sta che come si era così si sta.
E quindi stasera con la Fiorentina gli uomini che andranno in campo saranno sempre gli stessi e i cambi saranno sempre pochi. Una situazione assurda che proprio non sta aiutando Conte. Certo, l’eliminazione dalla Champions è un’onta troppo grande perché si poteva fare molto di più e andare almeno ai play off.
Ma ora conta la prossima massima competizione europea. Che è in bilico visto che Roma e Juventus proprio non ne vogliono sapere di rimanere fuori dai primi quattro posti. La speranza è che entro martedì si chiudano altri acquisti e che qualche pezzo forte recuperi dall’infortunio. Rrahmani potrebbe essere il primo e Politano il secondo.
Pure Gilmour è atteso. C’è un punto interrogativo sul rientro di Anguissa. Le sue condizioni saranno ancora valutate ma le premesse non sono per nulla ottimistiche. Naturalmente si continuerà a giocare e serviranno tanti punti per prendere le distanze da chi insegue. Dunque, oggi contro la Viola non sono ammessi altri passi falsi. Serve l’approccio visto con il Chelsea. Non certo il finale. Altrimenti veramente è crisi nera.
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