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Napoli, servono i gol di Hojlund per blindare la Champions

Domani in casa del Genoa sarà titolare per la 24esima volta consecutiva. Conte si aspetta che si sblocchi

Napoli, servono i gol di Hojlund per blindare la Champions

Hojlund

NAPOLI. Rasmus Højlund è il volto che il Napoli aspetta. Il centravanti danese è chiamato a guidare l’assalto. Servono i suoi gol per rincorrere l’Inter. Servono i suoi gol per blindare la zona Champions. Che per come si sono messe le cose è un obiettivo primario.

Un obbligo per poter permettere a De Laurentiis di incassare un bel po’ di soldi. Anche perché l’eliminazione dai play off è stato un bagno di sangue. Il Napoli non può più aspettare. Il campionato entra nella sua fase decisiva. Ogni punto pesa come piombo. Ogni partita è una finale. Højlund lo sa. Conte lo sa.

La squadra lo sa. Non ci sono più alibi. Sicuramente le assenze hanno pesato ma ora con una partita a settimana ci vuole maggiore impegno. Evitando di perdersi per strada.

IL BOTTINO. Ras, così ama farsi chiamare, è arrivato in doppia cifra a livello realizzativo. Dieci i gol. Sei in campionato, tre in Champions e uno in Supercoppa Italiana. Ma da uno come lui ci si aspetta molto di più. Ha l’istinto del killer sotto porta. Sa come anticipare l’avversario e calciare. Naturalmente in alcune sfide accusa un calo come il resto della squadra.

La stanchezza si fa sentire. Con la rosa ridotta all’ossa per colpa degli infortuni ha dovuto tirare da solo la carretta. Lucca non ha mai convinto Conte ed è per questo che è stato sistematicamente impiegato. Non che gli dispiaccia ma le partite sono state tutte tirate. Mai una volta che si sia vinto facile in modo tale da farlo uscire a venti minuti dalla fine.

Comunque, il suo l’ha fatto. Qualcuno contesta che in Serie A sta avendo un rendimento realizzativo basso. Ma per segnare serve anche ricevere dei passaggi precisi. E soprattutto se si perde la lucidità per il troppo stress poi si sbaglia davanti al portiere. Contro la Viola ha avuto l’occasione per mettere il suo sigillo ma era appannato e De Gea si è salvato.

VOGLIA DI ESULTARE. In Champions League si è sbloccato. Il gol al Chelsea è stato liberatorio. Un’esultanza rabbiosa. Un urlo che sembrava dire: «Ci sono». In campionato però il digiuno continua. L’ultimo gol risale al 28 dicembre. Avversaria la Cremonese.

Da allora il silenzio. Sette partite senza festeggiare. Sette gare a fare a sportellate. Sette sfide vissute spalle alla porta. Eppure Højlund non si è mai nascosto.

A MARASSI. Domani contro il Genoa giocherà ancora dall’inizio. Sarà la 24esima partita consecutiva da titolare. Un dato che racconta fiducia. Conte lo difende. Conte lo sprona. Conte si aspetta di più. Il lavoro non manca. Il sacrificio nemmeno. Højlund corre. Pressa e tiene palla. Fa salire la squadra.

Apre corridoi. Sposta i centrali avversari. Sabato scorso contro la Fiorentina è stato decisivo. Non con un gol. Ma con un movimento. Lo spazio creato ha permesso a Vergara di segnare. Sono dettagli. Ma contano.

LA CRESCITA. Due giorni fa ha compiuto 23 anni. È ancora molto giovane. Ma il Napoli ha fatto un investimento da grande. Cinquanta milioni al Manchester United. Una cifra che pesa. Una cifra che chiede risposte. Con Conte è cresciuto. Fisicamente. Tatticamente.

Mentalmente. È più completo. Più maturo. Più dentro il gioco. Ora però serve il passo finale. Serve tornare bomber. Con l’addio di Lucca e aspettando Lukaku, l’attacco è sulle sue spalle. Un peso enorme. Una responsabilità totale. Højlund non si tira indietro. Sa che Marassi è un crocevia.

Uno stadio difficile. Una partita sporca. Il Genoa non regala nulla. Ma proprio lì può nascere la svolta. Il Napoli ha bisogno di vittorie. Tante. Subito. Per non perdere l’Inter di vista. Per difendere la Champions. Per dare un senso alla stagione. Il momento di Rasmus è adesso.

Il lavoro è stato fatto. Manca il gol. Conte lo aspetta. Napoli lo aspetta. Il Maradona lo aspetta. A Marassi Højlund ha l’occasione. Di tornare a esultare. Di liberarsi. Di prendersi il Napoli.

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