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Due pesi e due misure anche nel punire le tifoserie violente

Poteva finire molto male per Emil Audero. Il portiere della Cremonese è stato fin troppo onesto a non rimanere a terra dopo essere stato colpito da un petardo lanciato dalla curva dell’Inter

Due pesi e due misure anche nel punire le tifoserie violente

Poteva finire molto male per Emil Audero. Il portiere della Cremonese è stato fin troppo onesto a non rimanere a terra dopo essere stato colpito da un petardo lanciato dalla curva dell’Inter. «È stata come una martellata all’orecchio», ha detto l’italo-indonesiano al termine dell’incontro.

Un gesto violento che avrebbe dovuto far riflettere molto. Soprattutto chi decide poi di prendere provvedimenti. Ebbene, il Viminale, che in precedenza aveva vietato le trasferte fino al termine della stagione ai sostenitori di Roma e Fiorentina e di Napoli e Lazio, ha pensato opportuno di usare una mezza misura con gli interisti.

Proprio così. I fan nerazzurri non potranno andare fuori da Milano fino al 23 marzo ma nel derby con il Diavolo ci saranno. Fateci capire bene il perché di tutto questo. Sicuramente gli ultrà romanisti, fiorentini, napoletani e laziali hanno esagerato a scontrarsi fuori dallo stadio.

E giustamente, per dare un segnale forte, saranno costretti a rimanere a casa fino a maggio quando le loro squadre giocheranno in trasferta. Purtroppo per colpa loro saranno danneggiati tanti altri tifosi residenti nelle regioni di appartenenza che con la violenza non c’entrano niente.

Ma va bene così. Ma il Ministero dell’Interno avrebbe dovuto utilizzare lo stesso metodo con i supporters dell’Inter. Andando anche oltre il divieto di trasferta. Ed, invece, la supersfida cittadina della Milano da bere è salva. Ecco, quindi, che nascono i dubbi. Le perplessità. Le congetture. Che, purtroppo, si riflettono anche in campo con alcune decisioni di arbitri e Var. Qua nessuno vuole essere piangina o altro.

L’Inter sta dominando il campionato meritatamente giocando un gran calcio. Ma certe disuguaglianze sono sotto gli occhi di tutti. Senza errori arbitrali il Napoli avrebbe dovuto avere più punti in classifica e oggi si sarebbe potuto giocare lo scudetto alla pari della squadra di Chivu.

Senza andare troppo indietro nel tempo basti pensare al rigore concesso al Verona per un tocco di mano di Buongiorno dopo che, però, aveva subito un fallo da Valentini. Da Lissone non hanno ravvisato nulla. L’hanno fatto annullando il gol di Hojlund per ipotetico fallo di mano. Andiamo avanti. Con la Juventus c’erano ben due falli nella stessa azione su Vergara e Hojlund ma anche stavolta niente da fare. Nessuno vuole pensare al complottisimo ma così proprio non va bene.

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