Tutte le novità
L'intervista
06 Febbraio 2026 - 08:54
Antonio Vergara
NAPOLI. Il ragazzo dalla faccia pulita. Uno “scugnizzo” capace di scalare la montagna e di arrivare fino in cima. Certo, poi ci devi rimanere lassù evitando di rotolare. Antonio Vergara sta vivendo un momento magico con il Napoli. Se non fossero capitati un po’ di infortuni, a quest’ora starebbe giocando in prestito altrove. Magari in una squadra che si deve salvare. Ed, invece, il fato ha deciso che dovesse rimanere ed esplodere. «Non sento il peso della maglia perché la indosso assieme alla mia gente», intervenendo alla radio partner, il ragazzo di Frattaminore sa già come parlare.
A chi ha dedicato il suo primo gol con il Napoli?
«Non ci ho pensato, ero solo felice. Il primo gol con il Chelsea è stato inaspettato anche per me, dalle foto si vede che la mia faccia era incredula. Il secondo gol, quello con la Fiorentina, invece lo dedico a tutto lo stadio e a coloro che erano lì ad esultare con me: è stato più bello anche perché abbiamo vinto».
Chi è stato il suo idolo?
«Messi, ma quando mi sono fatto più grande ed andavo a fare gli allenamenti in prima squadra con il Napoli mi è sempre piaciuto Piotr Zielinski. Era bello da vedere: faceva uno stop di tacco a seguire che si conosceva a memoria, ma riusciva comunque a sfuggire agli avversari. Un giocatore molto forte».
Quale ruolo predilige?
«In questi anni ho sempre giocato sulla trequarti, mi sono sempre trovato bene ed è dove riesco, secondo me, ad esprimermi al meglio: poi ho giocato mezzala, quinto, esterno, ho fatto un po' tutto».
Che significa lavorare con Conte?
«Mi sento sicuramente migliorato allenandomi con il mister, ma ho sempre giocato dando una mano tatticamente alla squadra. Noi lavoriamo tanto su quello che dobbiamo fare sotto il punto di vista tattico, davvero tanto. Conte ci chiede di aiutarci l'uno con l'altro ed io cerco di farlo: se il mister mi chiede di raddoppiare, ci provo. Seguo i suoi consigli. All’inizio mi disse: “Antonio sei bravo ma devi rimanere sempre con la testa attaccata sul collo, perché ogni tanto la stacchi”».
Con chi ha legato di più nello spogliatoio?
«Fuori dal campo mi frequentavo molto con Marianucci, Ambrosino, con cui sono cresciuto, ci conosciamo da 15 anni, e Lucca. Ho un ottimo rapporto anche con Mazzocchi, Spinazzola, Contini, Savic, Di Lorenzo... siamo un ottimo gruppo. Dal punto di vista tattico ho più affinità con il capitano: per fortuna l'infortunio non è così grave come pensavamo».
Lo sa che avrebbe potuto giocare con Insigne?
«Siamo compaesani, ma l'ho incontrato poche volte. La prima volta è stato quando giocava ancora a Pescara, era finito il campionato ed io andai a casa sua per farmi una foto. Poi sono andato a fare qualche allenamento in prima squadra».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo