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Calcio
08 Febbraio 2026 - 10:23
Contro la malasorte e l’ennesimo infortunio (fuori dopo il primo tempo McTominay, problema muscolare alla gamba destra), contro gli errori di Buongiorno (due gol regalati al Genoa), contro la feroce partita dei genoani, contro il finale in dieci (76’ espulso Juan Jesus al secondo “giallo”), contro tutto e contro tutti, il Napoli strappa a Marassi una vittoria di lotta irriducibile e di orgoglio (3-2). Una squadra di gladiatori.
Rigenerata da una settimana senza impegni, la squadra azzurra in difficoltà per le assenze, per la formazione toccata e ritoccata, perdendo lo scozzese, il suo guerriero indomabile, pagando caro gli errori di un Buongiorno irriconoscibile, sopravvivendo a un match spigoloso (duro e aggressivo il Genoa di De Rossi), porta via da Marassi un successo che ne premia il temperamento, la forza di crederci e di non arrendersi mai. Vince in campo lo spirito guerriero di Conte.
Hojlund dal dischetto fissa la vittoria al 95’. Vergara, battendosi contro avversari fallosi che non l’hanno mai risparmiato, pestato in area da Cornet guadagna il penalty decisivo, sfuggito all’arbitro e sanzionato dal Var. Tre a due per gli azzurri col cuore in gola. Vittoria strameritata, strappata con ardore.
Dopo un primo tempo, cominciato subito male (retropassaggio errato di Buongiorno costringendo Meret a fare fallo su Vitinha) e il rigore realizzato da Malinovskyi (3’), il Napoli prende il match in pugno e si porta avanti in due minuti. Hojlund ribatte in rete la respinta del portiere Bilow impegnato da un tiro potente di McTominay (20’).
E poi lo stesso McTominay con una forte conclusione dalla distanza castiga il portiere genoano (22’). Sembra una partita decisamente nelle mani del Napoli e il Genoa con la forza, con la pressione assidua, con interventi duri cerca di oscurare la supremazia tecnica degli azzurri.
Lobotka, capitano per l’assenza di Di Lorenzo, domina a tutto campo, McTominay sconvolge l’assetto difensivo dei liguri, Spinazzola prevale su Norton-Cuffy, Hojlund (che esce dalla partita con una doppietta, non segnava da sette gare) si batte più del solito contro l’ex azzurro Ostigard, Elmas rinforza il centrocampo e spinge l’azione offensiva e Meret con una paratissima in corner su Malinovskyi (40’ diabolico tiro dalla distanza) protegge il vantaggio.
Nella ripresa è un’altra partita. E’ battaglia aperta, durissima. McTominay (due volte decisivo) non rientra, sostituito da Giovane, che inizia bene ma poi scompare. Vergara entra in gioco nonostante il maltrattamento continuo degli avversari. Lobotka continua a dominare.
Il secondo errore di Buongiorno (57’ Colombo gli ruba palla e fila in gol) rimanda il Napoli all’inferno (2-2). Conte è costretto a sostituire Buongiorno che giocava da centrale (60’ dentro Beukema) portando il rientrate Rrahmani al centro della difesa. Il Genoa, rilanciato dal pareggio, capovolge molte situazioni.
NortonCuffy diventa un tormento per Spinazzola, Ostigard non dà requie a Hojlund, avanza il terzino Mercandalli sul lato sinistro azzurro che scricchiola, Vitinha si fa più insidioso, viene avanti anche l’altro terzino Vasquez e Malinovskyi, prima di uscire (74’ entra Masini) domina da autentico condottiero, e poi De Rossi rafforza l’attacco con l’inserimento di Messias (74’ per Martin).
Il Napoli è costretto nella sua metà campo. La svolta maligna al 76’: ammonito Juan Jesus per fallo su Ekuban (entrato al posto di Colombo) ed è il secondo “giallo” per il difensore (discutibile la prima ammonizione al 58’). Napoli in dieci negli ultimi venti minuti, assediato davanti alla sua area.
Conte deve rinforzare la difesa (77’ Olivera per Giovane, rimasto in campo solo mezz’ora). La pressione del Genoa è intensa, però non arriva mai ad impegnare Meret. I centrocampisti azzurri arretrano per difendere (5-3-1). Lobotka spazza via palloni pericolosi. Tutti gli azzurri si battono allo stremo, palloni scagliati avanti per liberarsi dalla pressione genoana.
Hojlund e Vergara tentano qualche affondo sporadico. Cornet sostituisce Vitinha (89’) e decide il match facendo fallo su Vergara nel finale a tutto gas. Una partita tremenda dalla quale il Napoli è uscito vivo e vittorioso. Un successo che fa morale perché la squadra di Conte non molla, ma l’infortunio di McTominay raggela l’ambiente.
All’orizzonte, la Roma al Maradona e poi la trasferta di Bergamo con l’intervallo di Coppa Italia col Como a Fuorigrotta. A Genova bisognava assolutamente vincere e il Napoli sfoderando una partita di battaglia c’è riuscito. Una squadra da applausi.
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