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Napoli infinito

Gli azzurri restano attaccati al treno Champions nonostante mille difficoltà, continui infortuni e una rosa corta

Napoli infinito

NAPOLI. Napoli infinito, una parola che diventa racconto. Una notte di pioggia e nervi a Marassi. Un campo difficile, un avversario ostinato. Dieci uomini contro tutto. Eppure il Napoli non arretra. Va avanti, testa alta, cuore acceso. Il Genoa colpisce due volte. Due errori di Buongiorno, ferite aperte.

Gol che sembrano macigni. Gol che piegherebbero chiunque. Poi lo stop di McTominay. Fine primo tempo, altra tegola. Scott era riuscito ad essere determinante costringendo il portiere ligure a respingere sui piedi di Hojlund un suo tiro. Facile per il danese pareggiare. Poco dopo sempre lo scozzese, dalla distanza, trovava l’angolo giusto per passare in vantaggio.

OLTRE. La partita sembrava in gestione. Ma Buongiorno regalava un altro pallone al Genoa e Colombo s’involava portando il risultato sul 2-2. Una doccia fredda. Un colpo non da poco. Come se non bastasse, l’espulsione di Juan Jesus. Inferiorità numerica.

Inferiorità solo nei numeri. Perché nella testa il Napoli è più forte. Antonio Conte guarda i suoi. E i suoi guardano Conte. È lì che nasce l’energia. È lì che nasce la fede. Una rosa corta, cortissima. Infortuni continui, scelte obbligate. Ma nessun alibi. Solo lavoro e sacrificio. Anche in dieci, il Napoli attacca. N

on si accontenta del pareggio. Vuole i tre punti. Vuole restare agganciato alla Champions. Ogni pallone è una battaglia. Ogni corsa è un messaggio. Siamo vivi. Siamo qui. Arriva il recupero. Il tempo sembra finire. Ma il Napoli no. Vergara strappa il rigore. Al 95’. Un attimo eterno. Tutto si ferma. Hojlund prende il pallone.

Silenzio. Respiro trattenuto. Rincorsa. Gol con qualche patema. Esplode il Napoli. Esplode Conte. Esplode un gruppo vero. È una vittoria che vale doppio. Per come è arrivata. Per come è stata voluta. Questo è il Napoli infinito. Sa cosa vuole. Sa chi è. Anche se vive in emergenza.

IN ATTESA. La speranza ora è recuperare forze. Anguissa, Gilmour, Politano. Pezzi fondamentali. E i nuovi, Giovane e Alisson. Chiamati a integrarsi in fretta. Per dare respiro e qualità. Intanto c’è la Coppa Italia. Domani i quarti con il Como. Un altro esame. Un’altra prova di maturità.

Fabregas ha riposato nell’ultima giornata e arriverà al Maradona per cercare di andare a sfidare l’Inter nel doppio confronto in semifinale. Conte avrebbe voluto giocarsi il match facendo qualche cambio. Senza, però, intaccare troppo la formazione. Ma gli uomini sono quelli.

C’è poco da girarsi intorno. E sicuramente McTominay resterà fuori. Ci mancherebbe. Passare il turno, comunque, sarebbe un altro passo in avanti. Poi ci sarà la Roma sempre in casa. Uno scontro diretto, domenica. Il cammino è duro. Ma questo Napoli non si ferma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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