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Il corsivo
18 Febbraio 2026 - 08:39
De Laurentiis e Osimhen
Il tik tok della discordia. E dell’addio. A distanza di due anni e cinque mesi Victor Osimhen ha tirato fuori la storia di quel video che i social del club pubblicarono dopo il rigore sbagliato contro il Bologna. Il nigeriano se la prese molto e addirittura tolse tutte le foto con la maglia del Napoli dai suoi profili.
In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il bomber attuale del Galatasaray ha addirittura accusato il club di razzismo. Proprio così. In quelle immagini ironiche “Osi” ci ha visto discriminazione. Sembra tutto un po’ esagerato. Figurarsi se la società avrebbe permesso di fare una cosa del genere al giocatore più forte della rosa. Sta di fatto che quell’episodio ha portato alla volontà di andare via il prima possibile.
Inutile dire che il colpevole di tutto è diventato Aurelio De Laurentiis. Il giocatore non ha mai pronunciato il nome del patron ma l’ha definito lui. Eppure dovrebbe ringraziare il numero uno azzurro per aver sopportato tutte le sue bizze da bambino viziato. Osimhen ha dimenticato poi che nonostante i tanti infortuni e qualche colpo di testa, è stato sempre perdonato. Per amor del cielo. Ha dimostrato di essere un grande campione sul campo.
Ma fuori è venuto meno. Sicuramente questa uscita in un momento delicato per Conte e company sarebbe stato meglio evitarla. Ha ammesso che sarebbe voluto andare alla Juventus. A volerlo in bianconero era stato l’ottimo Cristiano Giuntoli. Che dopo aver dovuto rinunciare a Spalletti, voleva fare uno sgarbo ai tifosi partenopei. De Laurentiis, invece, si è impuntato e ha obbligato l’uomo mascherato a trovarsi un’altra squadra.
Il Galatasaray appunto. Uno del suo livello avrebbe fatto la fortuna di qualsiasi big della Premier. Ma nessuno ha voluto rischiare perché con il carattere che si ritrova sarebbe stato un bel problema gestirlo. In Turchia, invece, fa quello che vuole. Se ne va in discoteca, litiga con la gente. Spende e spande. La verità è che lui non voleva stare più al Napoli e sperava di vestire la maglia della Signora. Ma Aurelione gli ha detto di no.
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