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Provaci ancora, Alisson

Il brasiliano si è subito integrato nel Napoli e ha capito come fare impazzire i tifosi azzurri. Domani potrebbe partire titolare cercando di segnare anche all’Atalanta

Provaci ancora, Alisson

Alisson Santos

NAPOLI. Alisson Santos vuole ripetersi. Dopo il gol che ha rimesso in piedi la sfida tra Napoli e Roma, l’attaccante brasiliano sente che è arrivato il suo momento. Un pareggio pesante, arrivato con personalità, che ha acceso i riflettori su di lui. Ora però serve continuità.

L’OPPORTUNITÀ

Domani, in casa dell’Atalanta, potrebbe partire titolare. Una scelta che avrebbe un significato chiaro: dare fiducia a chi ha cambiato l’inerzia dell’ultima partita. Il sudamericano è entrato rapidamente nella mentalità calcistica di Antonio Conte. Intensità, aggressività, verticalità: tutto ciò che il tecnico pretende.

Con il Napoli ha impiegato venti minuti per lasciare il segno. Venti minuti fatti di scatti, pressing e coraggio. Ha fatto, in uno spezzone di gara, ciò che Lang non era riuscito a garantire prima della cessione al Galatasaray. Incisività immediata, impatto concreto, fame di gol. Alisson ama partire largo a sinistra.

È rapido nello stretto e devastante quando punta l’uomo. Ha il passo per allungare la squadra e la tecnica per rientrare sul destro.Sa superare gli avversari in uno contro uno. E soprattutto non ha paura di calciare.

CONTRO LA DEA

A Bergamo serviranno esattamente queste caratteristiche. L’Atalanta è squadra fisica, aggressiva, abituata ai duelli. Servirà qualità negli spazi e capacità di creare superiorità numerica. I dribbling del brasiliano possono spaccare la partita. Saltare l’uomo significa aprire varchi. Creare un corridoio centrale.

Costringere la difesa ad accorciare. Liberare spazio per chi attacca l’area. Sarà la spalla di Hojlund. Con il danese può nascere un’intesa interessante. Movimento incontro e attacco alla profondità. Velocità e fisicità che si completano. Uno apre, l’altro chiude. Hojlund ama attaccare il primo palo.

Alisson preferisce partire largo e accentrarsi. Due traiettorie diverse, un obiettivo comune. Il gol. Conte studia la formula migliore. Vuole aggressività sin dal primo minuto. Vuole una squadra corta, compatta, feroce sulle seconde palle. Ma anche capace di colpire negli spazi.

A Bergamo non sarà una gara semplice. Pressione alta, ritmi elevati, contrasti duri. Servirà personalità. Servirà coraggio. Alisson ha dimostrato di averne. È entrato senza timori in una partita bloccata. Ha chiesto palla. Ha attaccato la porta. Ha trovato il gol del pareggio. Un segnale forte. Alla squadra. All’allenatore. All’ambiente.

Ora vuole confermarsi. Un altro gol darebbe continuità al suo momento. E soprattutto darebbe tre punti pesantissimi. Perché la classifica non aspetta. La zona Champions è lì, ma è fragile. Serve un successo per restare agganciati. Anche perché la Juventus affronterà il Como. E la Roma se la vedrà con la Cremonese.

Il margine d’errore è ridotto. Per questo a Bergamo serve vincere. Con carattere. Con qualità. Con cinismo. E magari con un altro lampo di Alisson Santos. Il brasiliano vuole lasciare il segno. Ancora una volta. Stavolta in una partita con un quoziente di difficoltà ancora più alto. Dovesse veramente mandare al tappeto l’Atalanta, rientrerebbe a Napoli in trionfo e farebbe impazzire ancora di più la sua gente.

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