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La luce di De Bruyne accende una squadra spenta e senza voglia

Il belga scende in campo e guida il Napoli alla vittoria

La luce di De Bruyne accende una squadra spenta e senza voglia

Signore e signori ecco a voi la luce. Dopo un primo tempo spento e senza voglia, Antonio Conte ha deciso di riaccendere il Napoli inserendo subito Kevin De Bruyne. E la storia è cambiata. Era cominciata male la partita per gli azzurri contro il Lecce. Dopo due minuti Siebert segnava il gol del vantaggio di testa con la difesa praticamente ferma. Si pensava ad un episodio isolato. Ma era solo l’inizio di una gara approcciata malissimo e con il rischio di incassare anche il raddoppio. L’allenatore dalla panchina non riusciva a capire il problema. E per questo aveva mandato subito McTominay a riscaldarsi. «Vediamo se si svegliano», ha detto il tecnico all’amico Oriali. Niente da fare. Fino al riposo praticamente non si è mai tirato in porta. Un Xg pessimo. L’utilizzo di Anguissa dal primo minuto non ha dato i frutti sperati. Anzi, Zambo ha mostrato tante difficoltà sotto tutti i punti di vista. Così come Spinazzola a sinistra.

Rientrati negli spogliatoi don Antonio ha alzato la voce decidendo di affidarsi ai suoi due pezzi forti. Subito dentro De Bruyne e McTominay. Che non hanno partecipato alla rete del pareggio istantaneo di Hojlund. Ma subito dopo Kevin è salito in cattedra illuminando un gioco diverso con un pressing alto che poi ha portato alla rete del 2-1 firmato da Matteo Politano. L’attaccante ha sfruttato una deviazione da un calcio d’angolo battuto dal campione belga. Iesera al Maradona si è visto che la classe non è acqua. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Ma sicuramente con KDB a disposizione per i mesi in cui è mancato sarebbe stata tutt’altra storia. Se oggi i punti di differenza con l’Inter sono nove, sicuramente il gap sarebbe stato minore. E magari a quest’ora lo scudetto non era solo un miraggio.

Di sicuro la matematica consente di sognare il popolo partenopeo ma diventa difficile pensare di poter arrivare facilmente in vetta alla classifica. Ci può riuscire di più il Milan. Che ha esultato al pareggio della capolista al Meazza con l’Atalanta. Dovesse Allegri battere la Lazio all’Olimpico, si porterebbe a -5 dalla testa della graduatoria. Fatto sta che puntando sempre più in alto si può creare il vuoto dietro blindando così ancora di più la zona Champions. È quello l’obiettivo principale degli azzurri in un’annata maledetta dove si sono infortunati praticamente tutti tranne Elmas e Hojlund. Conte ha fatto veramente dei miracoli e contro il suo Lecce ha conquistato 600 punti in Serie A. Un bottino incredibile per un allenatore che sa come si vincono i titoli e come si fa felici i tifosi.

La speranza di molti fan è che il salentino possa rimanere ancora a lungo sulla panchina. Prima del match con il Lecce ha spiegato che lui al Napoli si trova bene ma che a fine stagione incontrerà De Laurentiis per fare il punto della situazione. Inutile dire che la priorità al momento è la conquista del pass per la Champions. Una volta messa in cassaforte la qualificazione allora si potrà ragionare sul da farsi. Si dovrà programmare il mercato. Che non potrà essere così dispendioso come la scorsa estate. Non si potranno spendere di nuovo duecento milioni di euro. Non saranno venduti dei big come Kvara e Osimhen. A quel punto Conte se resterà, vorrà dire che ha cambiato il suo modo di allenare. E ci farebbe molto piacere.

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