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l'intervista
15 Marzo 2026 - 10:12
NAPOLI. Al Napoli basta un tempo per battere il Lecce al “Maradona” dopo averne regalato uno agli avversari per l’ennesima volta. Vittoria fondamentale per provare un altro allungo verso il secondo posto, aspettando il Milan oggi. L’Inter che pareggia doveva essere uno stimolo per entrare in campo affamati, ma il Napoli visto nel primo tempo è stato tra i peggiori in assoluto. Conte, intanto, conquista i 600 punti in carriera e rilancia per il secondo posto in classifica. «Sono contento di aver raggiunto questo traguardo delle 600 punti. Non sono uno che guarda le statistiche e non vado a leggere queste cose, preferisco concentrarmi sul lavoro da fare. Scoprire questa media punti è importante e stare davanti a grandi allenatori non può che riempirmi di soddisfazione».
Che gara è stata?
«Per quanto riguarda la partita. Pronti via, ho detto di partire forte e invece sono partiti forte loro. Potevamo fare meglio sul corner, stiamo facendo bene in fase offensiva e male in quella difensiva. Non era semplice dopo essere partiti male contro una squadra che sta facendo bene. Nel secondo tempo abbiamo aggiustato qualcosa e c'è stata un'altra partita. Ci siamo voluti andare a prendere la vittoria anche in modo ragionato. Tre punti importanti contro una squadra che sta in forma. Dobbiamo continuare e andare avanti. Banda? Mi sono spaventato e ho chiesto a gran voce i soccorsi. Mi ha detto che aveva male al petto».
Che spiegazione si dà del Napoli dalle due facce?
«Nessuno ragiona che stanno recuperando calciatori fuori da tantissimo tempo. Non potete pensare che appena rientrano dopo tanto tempo si accende subito la lampadina. Devi anche essere bravo a gestirli. Oggi Frank Anguissa è partito dal primo tempo, ho fatto fare un tempo a De Bruyne e McTominay. È naturale che facciano un po' di fatica, chi rientra dopo mesi è normale che faccia fatica. Devo scegliere e prendere decisioni cercando di fare il bene comune, che si chiama Napoli. Ragazzi seri, ma è inevitabile che recuperando alcuni giocatori hai la possibilità di gestirli e avere forze fresche dalla panchina. Saranno un valore assoluto, se ragionano e lavoreranno per avere la condizione migliore».
Su Hojlund...
«È un ragazzo che è cresciuto tanto, può migliorare sul colpo di testa. Su altre situazioni è cresciuto tanto, sull'attacco alla profondità e la difesa della palla. È stato a casa questa settimana per un virus intestinale. Per noi è importante perché fa reparto, pressa e tiene palla. È un ragazzo umile, dipende da lui dove vuole arrivare. Perché ha margini di crescita ed è un attaccante forte».
Progetto intende quale?
«Ho firmato per tre anni, chiaramente il progetto sarebbe per tre anni. Quando sono arrivato ho detto che quando andrò via ci saranno fondamenta solide, perché il Napoli deve lottare per cose importanti. Dopo lo Scudetto e la Supercoppa speriamo di rigiocare la Champions. Se i tecnici di top club la mettono come obiettivo fondamentale, figuriamoci se non la dobbiamo mettere noi. Ci incontreremo col presidente in modo sereno, come l'anno scorso. Sapete che non lego il mio contratto al Napoli e non devo fare pressioni. Qui mi trovo benissimo, la voglia sarebbe quella di continuare. Se ci saranno i presupposti continueremo senza problemi. Ma io porto aspettative per i media e le altre squadre. La storia dice che devo arrivare o primo o secondo. Leggo che le altre si stanno preparando ai fuochi d'artificio, noi ci stiamo preparando ai fuochi d'artificio sul campo».
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