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Napoli, cercasi difesa blindata

Sono già 30 le reti subite dagli azzurri in Serie A. Ha il peggior rendimento delle prime 7 in classifica

Napoli, cercasi difesa blindata

NAPOLI. Il Napoli si scopre vulnerabile, e per una squadra che ha costruito le proprie ambizioni sulla solidità, è un campanello d’allarme che non può più essere ignorato. Dal 17 gennaio scorso gli azzurri incassano gol con una continuità preoccupante: l’ultima porta inviolata risale alla sfida del Maradona contro il Sassuolo, poi una lunga sequenza negativa tra campionato, Coppa Italia e Champions League.

LA DEBOLEZZA. I numeri raccontano una realtà chiara. In Serie A sono già 30 le reti subite, un dato che supera le 27 incassate nell’intera passata stagione. Un’inversione netta di tendenza che pesa, soprattutto se confrontata con le altre big: tra le prime sette della classifica, il Napoli ha la peggior media difensiva. Un dettaglio tutt’altro che secondario per una squadra che vuole restare stabilmente nell’élite del calcio italiano ed europeo.

AL LAVORO. Antonio Conte lo sa bene. Il tecnico ha impostato la sua filosofia su organizzazione, compattezza e attenzione maniacale alla fase difensiva. Ecco perché, già a partire dalla trasferta di venerdì in casa del Cagliari Calcio, servirà un cambio di passo deciso. Non si tratta soltanto di ritrovare equilibri, ma di ricostruire certezze.

IL VULNUS. Le assenze di Amir Rrahmani e Giovanni Di Lorenzo hanno inciso, togliendo leadership e riferimenti a un reparto già sotto pressione. Ma sarebbe riduttivo fermarsi alle individualità: è l’intera fase difensiva che deve crescere, a partire dal lavoro degli attaccanti fino alla linea arretrata. Con nove giornate ancora da disputare, il Napoli ha il destino nelle proprie mani. Il terzo posto è saldo, ma l’obiettivo è chiaro: conquistare la qualificazione alla prossima Champions League e, se possibile, mettere pressione al Milan, distante appena un punto. Più complicato, invece, il discorso legato allo scudetto bis, con l’Inter avanti di nove lunghezze.

CERCASI PORTA IMMACOLATA. Sognare è lecito, ma per farlo serve prima di tutto ritrovare solidità. Tornare a collezionare clean sheet non è più un’opzione: è una necessità. Perché le grandi squadre, prima ancora di vincere, imparano a non perdere. E il Napoli, oggi, deve ripartire proprio da lì. Il dato che più preoccupa, infatti, non è soltanto la quantità di gol subiti, ma la modalità con cui arrivano.

Troppo spesso il Napoli concede occasioni evitabili, frutto di disattenzioni, cali di concentrazione o di una gestione non ottimale dei momenti della gara. Una fragilità che emerge sia contro le grandi squadre sia contro avversari sulla carta più abbordabili. In questo senso, il lavoro di Antonio Conte dovrà essere soprattutto mentale oltre che tattico. Ritrovare compattezza significa anche saper soffrire, abbassarsi quando serve e non lasciare spazi tra i reparti. Un concetto che in passato è stato il marchio di fabbrica delle squadre guidate dal tecnico salentino.

La linea difensiva, priva di Amir Rrahmani e Giovanni Di Lorenzo, ha perso certezze nelle letture e nei tempi di uscita. Ma anche il centrocampo dovrà garantire maggiore filtro, limitando le imbucate centrali che nelle ultime settimane hanno creato non pochi problemi. Fondamentale sarà anche il contributo degli esterni, chiamati a un doppio lavoro: spingere in fase offensiva senza però perdere equilibrio nelle transizioni negative.

È proprio nelle ripartenze L’ultima volta che il Napoli non ha incassato un gol è stato il 17 gennaio nella sfida di campionato con il Sassuolo avversarie che il Napoli ha mostrato le lacune più evidenti, spesso pagando a caro prezzo ogni errore. La trasferta contro il Cagliari rappresenta un banco di prova significativo. Una gara che nasconde insidie, soprattutto per l’ambiente caldo e per la necessità dei sardi di fare punti salvezza.

Servirà una prestazione matura, fatta di attenzione e concretezza. Anche la gestione dei calci piazzati dovrà migliorare. Diverse reti subite sono arrivate da situazioni di palla inattiva, segno di una marcatura non sempre efficace e di una comunicazione da registrare tra i difensori.

In questo finale di stagione, ogni dettaglio può fare la differenza. Il Napoli ha dimostrato di avere qualità offensive importanti, ma senza una base difensiva solida diventa difficile dare continuità ai risultati. L’obiettivo è chiaro: blindare la retroguardia per alimentare ambizioni sempre più alte. Perché se è vero che l’Inter resta distante, è altrettanto vero che il Milan è lì, a portata di sorpasso.

E allora tutto passa da una parola semplice ma decisiva: equilibrio. Ritrovarlo significherebbe non solo difendere meglio, ma anche attaccare con maggiore serenità. Il Napoli è arrivato a un bivio della stagione. Continuare a inseguire subendo oppure invertire la rotta e tornare a essere una squadra solida, difficile da battere. La risposta arriverà dal campo, a partire già da venerdì. Ma il messaggio è chiaro: per restare tra le grandi, bisogna prima di tutto smettere di concedere.

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