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30 Marzo 2026 - 09:02
NAPOLI. Il sogno non è ancora svanito. Anzi, torna a prendere forma tra calendario, incastri e un pizzico di inevitabile fatalismo che nel calcio spesso fa rima con sorpresa. Il Napoli ha davanti a sé otto giornate per riscrivere un finale che, fino a poco tempo fa, sembrava già archiviato. E invece no.
SI RICOMINCIA. Alla ripresa del campionato, nel giorno di Lunedì in Albis, gli azzurri affronteranno il Milan guidato da Massimiliano Allegri. Una sfida dal peso specifico altissimo, non solo per la classifica ma anche per il morale. Il giorno prima, a Pasqua, gli occhi saranno puntati su Inter-Roma: se i giallorossi riuscissero a strappare almeno un punto al Meazza, la squadra partenopea avrebbe l’occasione concreta di rosicchiare ulteriormente terreno alla capolista di Cristian Chivu.
Corsi e ricorsi della storia del pallone. L’anno scorso proprio a Pasqua, a tre minuti dalla fine di Bologna-Inter, Orsolini segnò un gran gol che fece impazzire i napoletani. Una strenna inaspettata visto come stavano andando le cose.
IL CAMMINO. Sette punti di distanza non sono pochi, ma il dato che alimenta le speranze è un altro: appena quattro turni fa il Napoli era a -14. Una rimonta già avviata, che impone di crederci fino in fondo. Certo, servirà anche che l’Inter continui a rallentare, ma il calcio, si sa, è terreno fertile per l’imprevedibile.
All’orizzonte c’è un vero e proprio tour de force: un rush senza soste fino alla fine di maggio. Ogni partita sarà decisiva, ogni dettaglio potrà fare la differenza. E se gli incastri dovessero continuare a sorridere agli azzurri, ecco che si profilerebbe un altro snodo cruciale: l’Inter impegnata a Como, mentre il Napoli farà visita al Parma. Due trasferte che potrebbero ridisegnare ancora una volta la vetta.
VOGLIA DI CREDERCI. Nel frattempo, a Castel Volturno si respira un cauto ottimismo. Non solo per la classifica, ma anche per i rientri: pedine fondamentali come Kevin De Bruyne, André-Frank Zambo Anguissa, Billy Gilmour e Scott McTominay sono pronti a dare un contributo pesante in questo finale di stagione.
A breve dovrebbero aggregarsi anche Giovanni Di Lorenzo, Amir Rrahmani e Edoardo Vergara, restituendo al tecnico un organico finalmente completo. Con tutti gli effettivi a disposizione, il Napoli può davvero correre. Non da favorito, ma da inseguitore pericoloso sì. E forse è proprio questa la posizione ideale: pressione sugli altri e libertà mentale per osare.
“Non succede, ma se succede…”. È più di un motto, è una linea guida. Perché in queste otto partite non basterà sperare: bisognerà farsi trovare pronti. Senza rimpianti. Anche perché già ce ne sono troppi per non essere mai riusciti ad avere la squadra titolare. Sicuramente con tutti a disposizione don Antonio Conte avrebbe fatto tremare ancora di più i polsi ad un’Inter che già pensava di aver vinto il tricolore anticipatamente. Ma adesso sono dolori.
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