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l'analisi

De Laurentiis: «Resettare tutto, Malagò uomo giusto»

Il patron del Napoli commenta la disfatta dell'Italia

De Laurentiis: «Resettare tutto, Malagò uomo giusto»

Aurelio De Laurentiis

"Nel calcio bisogna resettare e non avere paura e vergogna di ripartire da zero". Lo ha detto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, ai microfoni di Radio Crc, commentando l'eliminazione dell'Italia dai Mondiali per la terza volta consecutiva. Il patron azzurro sembra aver già individuato l'uomo giusto per risalire la china, al posto dell'attuale presidente federale Gabriele Gravina.

"Il mondo dello sport, dove c'è di mezzo anche lo Stato, è stato foriero di grandi successi: ne abbiamo avuto riscontro alle Olimpiadi invernali e alle scorse Olimpiadi. Malagò è stato uno che ha lavorato molto bene, ineccepibile dal punto di vista professionale", ha aggiunto.

"Uno come Malagò, abituato a fare sempre il meglio perché è un grande professionista e lo ha sempre dimostrato, è uno che può dare piuttosto che prendere, essendo anche dotato di una certa umiltà. Purtroppo nel mondo che ci circonda molti vogliono essere lì per prendere, senza capire che per ricevere bisogna dare. Non c'è dubbio alcuno che se Malagò prendesse in mano il calcio italiano - ha concluso De Laurentiis - quest'ultimo risalirebbe prestissimo la china. Se da domani mattina si ripartisse con lui, secondo me nel giro di un biennio saremmo forti nuovamente".

"Il mio sentimento è chiaro da dieci anni. A me viene solo da sorridere, noi a Napoli abbiamo una bellissima espressione che usava sempre mio padre 'A pazziella mmano 'e criature'. Abbiamo sempre detto che si gioca troppo e tutto questo distrugge i nostri calciatori. Oggi si continua a voler essere 20 squadre, ma se tornassimo a 16 squadre, se abolissimo le Supercoppe da giocare in Arabia Saudita, risparmieremo i nostri giocatori - che sono un patrimonio da noi pagato - e avremmo il tempo per poter far allenare la Nazionale" ha detto De Laurentiis. "Bisognerebbe cominciare a riflettere: il tatticismo di cui si bea il gioco italiano è propedeutico ad avere poi successo contro le altre Nazioni? Sono anni che accuso che nel calcio italiano tutto è dormiente e che nulla si sposta, perché non spostando nulla, tutti vivacchiano: io non sono uno a cui piace vivacchiare", ha aggiunto.

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