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Capri scopre la salita: Gentile e Principe firmano la prima, Colbrelli osserva e dà misura

Debutto riuscito per la Cronoscalata: gara vera, organizzazione solida e un progetto condiviso tra istituzioni, federazione e territorio

Capri scopre la salita: Gentile e Principe firmano la prima, Colbrelli osserva e dà misura

Grande successo alla cronoscalata di Capri

CAPRI. 

CAPRI. La prima Cronoscalata Capri dura poco più di quattro minuti per i migliori, ma dentro quei 2,2 chilometri c’è tutto: ritmo, gestione, capacità di leggere una salita che non concede margine.

Da Marina Piccola alla piazzetta, passando accanto ai Faraglioni, il percorso seleziona subito.

Tra gli uomini vince Romolo Gentile in 4’37”, davanti a Pasquale Sirica e Raffaele Cinque. Tra le donne è Lidia Principe a imporsi in 6’19”, precedendo Annalisa Cretella e Maria Vicedomini.

Numeri netti, gara altrettanto netta.

Le parole dei vincitori
Gentile arriva da prove più lunghe, e lo dice senza giri:
«Non era una gara adatta alle mie caratteristiche. Ma sapevo che dovevo dare tutto. Il percorso è bellissimo, anche se lo avrei preferito più lungo».

Principe, invece, trova subito il feeling giusto:
“Il primo chilometro era molto impegnativo, soprattutto per i tornanti. È un tracciato che si adatta a me, vengo dal triathlon e ho già vinto cronoscalate simili”.

Due letture diverse, stessa capacità di adattarsi.

Colbrelli, presenza che vale
A dare ulteriore peso all’evento c’era Sonny Colbrelli, ultimo italiano vincitore della Parigi-Roubaix.

La sua è stata una presenza discreta ma significativa:
“È la mia prima volta a Capri, è una location fantastica. Sono contento di esserci stato e di aver vissuto questa giornata con tanti appassionati”.

Uno sguardo esperto che riconosce quando un evento è costruito bene.

Il lavoro dietro la gara
La riuscita della manifestazione non è casuale. Dietro c’è una regia precisa: l’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Falco, il lavoro del consigliere allo sport Alberto Santarpia, il contributo del gruppo Biesse di Salvatore Belardo e dell’associazione Black Panthers.

Fondamentale anche il supporto della federazione, con il comitato napoletano della FIC presieduto da Francesco Vitiello, la presenza del vicepresidente nazionale Carmine Acquasanta e del presidente campano Umberto Perna.

Un sistema che ha funzionato perché ha lavorato in modo coordinato.

Le parole delle istituzioni
Gli organizzatori parlano di una “emozione unica”, resa possibile dal lavoro condiviso.

Il sindaco Falco sottolinea il senso più ampio dell’iniziativa:
«Abbiamo voluto lanciare un messaggio di pace attraverso lo sport, in un momento internazionale complesso».

Santarpia insiste sulla prospettiva:
«È una sinergia che ci permette di costruire una stagione di eventi e accendere i riflettori sull’isola».

Dichiarazioni che si appoggiano a un risultato concreto.

Un inizio che chiede continuità
La prima edizione ha dato risposte: partecipazione, organizzazione, qualità del percorso.

Ora la sfida è un’altra. Non replicare semplicemente, ma consolidare. Dare identità a un evento che ha già mostrato di poter stare in piedi.

Capri ha trovato una nuova dimensione sportiva.
Adesso deve decidere quanto farla crescere.

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