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lettera al direttore
05 Febbraio 2026 - 09:12
Gentile Direttore, registro con piacere che una “pax romana” è stata raggiunta tra il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il neo-presidente della Regione Roberto Fico. I prodromi si erano già avvertiti in altre occasioni, tra cui anche apparizioni comuni in celebrazioni o inaugurazioni, che li avevano visti cordialmente assieme, lasciando lontano il paradossale e triste ricordo del rapporto con il precedente “Governatore” Vincenzo De Luca, dove finanche alla celebrazione della liquefazione del sangue di San Gennaro non v’era stato alcun segnale anche del semplice saluto istituzionale. Una dimostrazione plastica della ritrovata “armonia” tra due importanti realtà locali, quale il Comune di Napoli e la Regione Campania si è avuta lunedì quando si è riunito il Consiglio di Indirizzo del Teatro San Carlo, massima espressione culturale della nostra città, sia a livello nazionale, sia mondiale, ed è stato approvato all’unanimità il bilancio di previsione per l’anno in corso, con il placet anche del rappresentante della Regione, già in carica con De Luca, che aveva messo nero su bianco il suo dissenso nell’approvazione del bilancio consuntivo degli anni precedenti.
Il “ mistero buffo”, come da copione del grande Dario Fo, è che all’epoca non troppo lontana in cui fu indicato l’attuale Sovrintendente, si unirono assieme tre componenti del Consiglio di indirizzo, uno nominato dal Presidente De Luca, due dal Ministero, uno dal Presidente della Citta Metropolitana (Manfredi), con l’ingegner Manfredi, presidente in qualità di sindaco di Napoli. Il “mistero buffo” fu determinato dal fatto che, essendo le nomine di “indirizzo politico”, fu una sorpresa vedere coalizzati due membri nominati dal Ministero di Centrodestra con un altro, nominato dal “Governatore” del Pd. In effetti, il sindaco Manfredi in quella storica riunione per la nomina del nuovo Sovrintendente fu messo in minoranza (2 su 5), lui pure del Pd.
Ora, invece, con la ritrovata “armonia” si ritorna all’auspicata “unanimità”, di cui beneficerà sicuramente il nostro “Massimo”. Rimane solo il legittimo dubbio che il programma approvato è quello già stilato dal precedente Sovrintendente, il cui operato era stato pesantemente messo in discussione, ed oggi, invece, approvato ed elogiato da ogni parte. Devo ammettere, allora, che il nuovo Presidente Regionale Roberto Fico ha compiuto il “miracolo” di mettere tutti assieme e d’accordo.
Così come c’è accordo unanime in tutto il Centrosinistra sulla nuova “creatura” politica creata ad hoc dal Governatore, quella dell’istituzione di un “Comitato d’Indirizzo” per le politiche interne, con lo stanziamento di 6,9 milioni di euro. Si tratta di potenziare i servizi di aree interne della nostra regione, legate soprattutto a territori lontani dai soliti siti beneficiati per la diversa collocazione. Parliamo dell’Alta Irpinia; di gran arte del Beneventano (non a caso, il primo a congratularsi per questa scelta giustamente è stato il sindaco della città sannita, Clemente Mastella), l’alto Matese Casertano e il Cilento interno salernitano. In tutto, dovrebbero beneficiare di fondi per migliorare le condizioni attuali 143 Comuni. Mancano all’appello, però, Comuni e territori come ad esempiola “mia” terra d’origine la “Valle Caudina” ricca di storia e civiltà antiche (bastino per tutte le antiche guerre sannitiche con la storica disfatta Romana ad opera del generale sannita Gaio Ponzio, con l’umiliazione di passare sotto i “gioghi”).
Lo storico Tito Livio paragonò quella sconfitta alla battaglia di Canne. Non vorrei che una gloria del nostro Popolo si trasformi per sempre, come, già sta avvenendo, in una sconfitta territoriale, perché ai “potenti” della Campania è sfuggito dalla memoria e dall’impegno l’area interna Caudina. Abbiamo perso l’alta velocità, che avrebbe garantito un percorso più breve per raggiungere la Puglia da Roma e Napoli (non a caso, i Romani costruirono l’Appia dalla Capitale a Brindisi lungo la direttrice della Valle Caudina); avevamo una ferrovia che collega Benevento a Napoli in un’ora e un quarto, attraversando gli 11 Comuni con circa 50.000 abitanti, tanto utile agli studenti universitari e scuola media e ai numerosi lavoratori che fanno la spola tra i due capoluoghi, da anni non funzionante ridotta da un lustro di promesse dell’Eav mai realizzate; un progetto vecchio di almeno 70 anni per la realizzazione di una galleria sotto i monti del Partenio che collega la Valle all’autostrada A16 nei pressi della stazione di Baiano, che farebbe raggiungere Napoli in un quarto d’ora.
“Rien de rien”, avrebbe detto la divina cantante Edith Piaf. Vado, allora, a rileggere la prefazione dell’atto di Giunta che istituisce un ulteriore “Comitato di indirizzo” (quanti Comitati di Indirizzo pletorici !), la cui missione mira ad “un riequilibrio territoriale, integrante” e le risorse europee con i piani di sviluppo locale per contrastare le disparità tra le zonecostiere/urbane e le zone interne più fragili”. Permane, però, sempre la legge 3 agosto 1999, n.265 che istituisce l’Unione dei Comuni con le stesse finalità; il d.lgs. del 18 agosto 2000 n. 267 che disciplina le funzioni delle Comunità Montane ( zone interne ) e tante altre fonti di “aggregazione” previste da leggi nazionali e regionali che dovrebbero interfacciarsi con il Comitato di Indirizzo testè istituito.
Allora mi faccio, e vi pongo, cari lettori, una semplice domanda: vuoi vedere che stiamo assistendo all’ennesimo “carrozzone politico” in cui ci si infila di tutto e di più a compensazione di quanto ambito da elettori o eletti, e non ricevuto? Già da tempo mi sono chiesto il perché in un contesto attuale dove abbiamo come Presidente della Regione un “5 Stelle doc” che ha fatto della “moralizzazione pubblica ” la sua stella polare, continuino ad esistere 8 Commissioni regionali ordinarie e 4 straordinarie , con tanto di Presidente, Vice-Presidente, Segretario , che percepiscono dai 1.500 ai 1.200 euro in più rispetto al consigliere senza incarico.
Ed oggi sono 50 consiglieri e nemmeno si mettono d’accordo! Eppure, sono disponibili 12 Commissioni, che, moltiplicato per 3 membri maggiormente retribuiti (Presidente, Vice Presidente, Segretario) fanno 36; poi bisogna calcolare 12 capigruppo e fanno 48. E i due rimanenti, tra maggioranza ed opposizione? Non c’è da preoccuparsi: saranno “consiglieri delegati” (altra figura innovativa che significherà ulteriore spesa per gli uffici pubblici da occupare, gli strumenti informatici, la luce, le suppellettili, la pulizia, la guardiania: tutto a carico del “contribuente”, caro Presidente Fico, che voleva viaggiare, da Presidente della Camera, in pullman pubblico, per “risparmiare”).
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