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Al “Via del Mare” prova di continuità per i partenopei

Opinionista: 

Che cosa cambia dalla Champions al campionato lo vedremo oggi a Lecce dove il Napoli torna dopo sette anni e i gol di Hamsik e Cavani alla squadra che era passata da Di Francesco a Cosmi e vi giocavano Cuadrado a 23 anni e Muriel a vent’anni. È in partite come questa di oggi pomeriggio in Salento e nelle prossime con Cagliari e Brescia al San Paolo nel giro stretto di una settimana che il Napoli per essere la grande squadra forgiata da Ancelotti dovrà dimostrare lo stesso livello di attenzione e determinazione con cui ha condotto e vinto il match col Liverpool. Si va a tastare la continuità del rendimento alto del Napoli negli incontri che potrebbero offrire minore tensione e nella realtà del campionato che ha le sue piccole insidie e un ingannevole tran-tran. Lecce dirà se il Napoli ha raggiunto quella maturità di squadra non più bambina e divertente, ma solida e adulta, la dimensione di “grande” che non fa sconti agli avversari di qualsiasi caratura essi siano. Si andranno anche a verificare gli effetti della inevitabile rotazione della “rosa”, necessaria per i numerosi impegni della stagione, taluni a giorni ravvicinati. Ed è proprio in questo che Ancelotti supererà Sarri degli eterni “titolarissimi” inevitabilmente sfiancati sulla distanza. Ancelotti impiegherà tutto il gruppo col vantaggio di avere valide alternative. La “panchina” si è arricchita, i “titolari” sono più di undici. E, intanto, migliorerà la condizione di Lozano e Llorente, i nuovissimi, mentre hanno già recuperato Koulibaly e Allan, reduci dagli impegni internazionali. La partita difensiva contro il Liverpool, in cui gli azzurri hanno lasciato appena tre occasioni agli inglesi, due superbamente sventate da Meret, ha rivelato un Napoli non più soggetto alle sbandate di Firenze e Torino, confermando l’eccellenza dell’acquisto di Di Lorenzo e portando alla ribalta Mario Rui, giocatore umile, forte nelle due fasi, poco considerato forse a causa di una figura poco appariscente che non ruba l’occhio. A centrocampo, ripresosi Allan, c’è ricchezza di interpreti, taluni adattati al ruolo, ma efficaci per applicazione e impegno, come Fabian Ruiz e Zielinski, col giovane Elmas che ha la maturità di un veterano e, nella fase difensiva, è uno “tosto”, vivace anche negli inserimenti in attacco. Mentre va delineandosi la Juve di Sarri, che ha comunque un potenziale tecnico individuale altissimo, capace di sopperire al “passaggio di gioco” da Allegri all’ex tecnico azzurro, e l’Inter non ha ancora la “ferocia agonistica” di Conte, e la Roma dall’attacco pirotecnico deve registrare la difesa, il Napoli è oggi la squadra dal gioco più sicuro e spettacolare che, acquisito il migliore equilibrio tattico, si propone come la formazione più completa col vantaggio della continuità della guida tecnica di grande spessore ed esperienza. Su tante belle cose il campionato dirà la verità vera più della Champions che ha scontati stimoli superiori. Il Lecce, neopromosso che, dopo due risultati negativi, ha sorpreso il Torino sul campo dei granata, deve costruire la sua salvezza allo Stadio di Via del Mare che è stato il robusto trampolino di lancio verso la serie A conquistandovi 43 dei 66 punti della promozione, anche se vi ha ciccato alla seconda giornata il match col Verona (0-1). Il Napoli deve aspettarsi un avversario che cercherà di metterla sulla velocità, con una solida difesa comandata da Lucioni, già “colonna” del Benevento, Falco e Babacar due punte che possono essere insidiose nel 4-3-1-2 di Liverani, Gabriel in porta di passaggio nel Napoli quattro anni fa (non proprio una sicurezza). Ma, come si diceva, questo è il campionato del salto di maturità del Napoli e il salto pretende una vittoria piena a Lecce.