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L'inchiesta
24 Febbraio 2026 - 15:03
«Oggi c'è il desiderio di chiarezza, il desiderio che venga fatta giustizia. Se mi fermo, resto lì a piangere e Domenico non lo vuole questo». Lo ha detto, all'ingresso della procura di Napoli, Patrizia Mercolino, madre di Domenico, il bimbo di due anni morto dopo il trapianto di un cuore danneggiato avvenuto lo scorso 23 dicembre all'ospedale Monaldi di Napoli.
«Chiediamo giustizia; la verità, forse è arrivato il momento, me lo devono», ha aggiunto la madre, spiegando che la forza di continuare a battersi «è da lui (Domenico, ndr) che mi arriva. Poi non ci dimentichiamo che ho anche altri due figli, quindi devo rimanere in piedi anche per loro», ha concluso la mamma.
COSA CONTIENE IL FILE AUDIO
«Stamattina Patrizia Mercolino è andata in procura a Napoli per depositare una chiavetta con un audio registrato in una conversazione, di cui lei stessa è parte, del giorno in cui le viene comunicato, dopo la riunione dell'équipe interdisciplinare allargata agli esperti di tutta la nazione, che non c'è più niente da fare». Lo ha detto ai cronisti, prima di entrare alla Procura di Napoli, l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico, morto dopo il trapianto di un cuore danneggiato lo scorso 23 dicembre.
«In quella comunicazione le viene comunicata la diagnosi infausta ed a farlo è il dottor Guido Oppido. In questa registrazione la madre chiede giustamente al dottor Oppido perché poche ore prima aveva dichiarato Domenico trapiantabile, perché le avevano detto che era arrivato il cuore e il dottor Oppido dice che lo ha fatto solo per disperazione. A nostro avviso ciò è determinante ai fini dell'indagine», ha aggiunto l'avvocato, secondo cui c'è «un'ingerenza del medico in tutte le scelte, come abbiamo sempre detto. A parere di questa difesa il dottor Oppido non aveva la serenità per poter continuare a essere il medico curante di Domenico e a scegliere ciò che il team doveva fare o non doveva fare. La scelta di consegnarla oggi è dettata da una scelta difensiva. Ora abbiamo formalmente il nome degli indagati».
LA RICHIESTA AL PM
Al pm della Procura di Napoli, Giuseppe Tittaferrante, titolare del fascicolo che presenta al momento sette indagati, il legale ha anche chiesto di sentire la signora Patrizia «relativamente al tema dell'arrivo del cuore al Monaldi da Bolzano. La signora Patrizia continua a sostenere, ha sempre sostenuto, che il cuore è arrivato alle 14.30, ma la scheda relativa è stata fatta alle 14.18. Giovedì 26 febbraio vengono effettuati gli accertamenti tecnici sui cellulari, e noi vogliamo dare prova che questa informazione della signora Patrizia non è sicuramente condizionata all'esito di accertamenti tecnici», ha chiuso il legale.
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