Venerdì 21 Settembre 2018 - 5:07

La rivolta di Crocetta: basta tagli alla Sicilia

Il Governatore: Renzi non aderirà al massacro

ROMA. Annuncia che non consentirà «tagli né a precari né ai Comuni» che «già sono stati penalizzati fin troppo» e si dice fiducioso che «l'intesa con Roma ci sarà» perché «Renzi non aderirà al progetto di massacro della Sicilia», intende anche fare una «dura lotta contro gettonopoli». Di ritorno da Roma, il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta attacca lo Stato che «negli ultimi tre anni ci ha sottratto tre miliardi di euro" e se la prende con «quegli utili idioti» ma soprattutto con chi "in nome dei personalismi vuole affossare la Sicilia». La situazione finanziaria regionale è in bilico e in questo momento per completare il bilancio mancano all'appello almeno 700 milioni di euro. Ma Crocetta, in una intervista all'Adnkronos, si dice ottimista e annuncia: «Ce la faremo anche questa volta». «Non consentirò nessun taglio né ai Comuni né ai precari e lotterò con tutte le mie forze per riuscirci - dice Crocetta - Comuni e precari hanno già pagato troppo in questi anni, attraverso la riduzione dei trasferimenti statali, una mancata stabilizzazione che penalizza dipendenti che stanno da venti anni nella Pubblica amministrazione e non sono mai stati assunti. I Comuni versano in una situazione terribile e non si possono ulteriormente penalizzare».

«In una logica di rigore non sono questi i tagli da fare, qualsiasi piano sul bilancio dovrà mantenere inalterata la spesa a favore dei Comuni e dei precari - spiega il Governatore - Rispetto all'intesa con Roma io non ho dubbi sul fatto che si faccia. Ma abbiamo il dovere di fare un bilancio, di portarlo in Commissione in tempo utile per approvarlo, senza consentire a nessuno complotti anticostituzionali».

Parlando dell'assessore al Bilancio Alessandro Baccei, mandato a Palermo dall'ormai ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, Crocetta dice: «Mi sembra che l'assessore Baccei, fino ad oggi, abbia fatto un buon lavoro e sono altrettanto convinto che il Governo Renzi non aderirà al progetto di massacro del popolo siciliano e della Sicilia». La strategia di Palazzo Chigi, con cui i contatti sono stati in questi giorni quotidiani, è quella di liberare solo le risorse strettamente necessarie per riuscire dalla situazione critica in cui versa l'isola. Ma ora con la nomina di Delrio a ministro delle Infrastrutture sarà più difficile per Crocetta trovare interlocutori. «Il cosiddetto Piano B è la mossa di riserva che tutta l'Assemblea regionale siciliana chiede proprio per evitare che dentro questa vicenda si inserisca chi vuole l'affossamento della Sicilia e persino attaccare gli organi costituzionali legittimamente eletti - dice ancora Crocetta all'Adnkronos - E' una operazione di igiene politica che farà venire fuori veramente chi ama la Sicilia e chi in nome dei personalismi la vuole affossare».

«Ce la faremo, come tutte le altre volte. Il momento più difficile è stato il 2013 quando ci trovavamo di fronte a un buco di bilancio evidente prodotto dalle passività degli anni precedenti. Ce l'abbiamo fatta. Adesso si tratta di concordare tutto ciò che è stato concesso già alle altre regioni, il cosiddetto piano di ammortamento del deficit. Non si capirebbe perché non dovrebbe essere concessa alla Regione siciliana, in considerazione del fatto che negli ultimi tre anni lo Stato ha sottratto alla Sicilia oltre tre miliardi i euro, cosa incomprensibile».

13:33 3/04

di Redazione


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