Martedì 20 Novembre 2018 - 13:33

Da Erri De Luca ad Aldo Masullo: l’appello di Napoli al Pontefice

La città raccontata a Papa Francesco, domani si presentano le 16 lettere di cittadini illustri, raccolte nel libro di Massimo Milone

NAPOLI. Aspettando Francesco raccontandogli Napoli. Ad una settimana esatta dalla tanto attesa visita del Papa a Napoli, domani alle 11,30 al Museo Diocesano si svolgerà in anteprima nazionale, la presentazione del libro del direttore di Rai Vaticano, Massimo Milone, “Napoli, lettera a Francesco” (Guida Editori, 2015). Sedici lettere di napoletani illustri per raccontare i mille volti e le mille sfaccettature di Napoli, le sue eccellenze e nel contempo i suoi grandi malanni, raccontando Napoli a Papa Francesco. È questo l’obiettivo con cui Milone ha scritto, dopo il successo editoriale di “Pronto? Sono Francesco. Il Papa e la rivoluzione comunicativa un anno dopo”, il suo secondo volume dedicato al Papa che sta cambiando la comunicazione della Chiesa nel mondo. Progetti, timori, speranze e uno sguardo al futuro, raccolti in un volume che racconta mondi e anime diverse della città: dalla cultura allo sport, dall’università alla ricerca, dalle imprese alla magistratura, con le firme degli scrittori Erri De Luca e Antonio Colasanto, del regista Luca De Filippo, del produttore Aurelio De Laurentiis, del filosofo Aldo Masullo, dello storico Giuseppe Galasso, degli accademici Lucio d’Alessandro e Fulvio Tessitore, degli scienziati Andrea Ballabio e Marco Salvatore, degli imprenditori Maurizio Maddaloni e Maurizio Marinella e con la firma di Mirella Barracco, presidente della Fondazione Napoli Novantanove e di due presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Francesco Paolo Casavola e Giuseppe Tesauro. Alla presentazione, coordinata da Antonello Perillo, interverranno, insieme con Milone e con gli autori delle lettere, lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio e il cardinale Crescenzio Sepe. E sarà un dialogo a più voci con uno sguardo rivolto soprattutto al futuro, perché come anticipa Massimo Milone, il comune denominatore delle lettere al Papa racconta una Napoli “che si sente ancora fortemente impegnata a disegnare nella concretezza il suo futuro, a costruire e realizzare lo sviluppo, a lavorare per una pacifica convivenza sociale, attraverso l’esaltazione della centralità e della dignità dell’uomo, contro ogni forma di degrado, sopraffazione e violenza”.

L’APPELLO. Un futuro che potrà essere più roseo anche grazie all’impegno del Papa al quale domani arriverà un accorato appello del cardinale Sepe contenuto nella sua lunga intervista che chiude il volume di Milone. “Nessuna città è al centro di così tanti discorsi, dibattiti e luoghi comuni come è Napoli - spiega l’arcivescovo di Napoli - ma senza il piglio giusto e una visione chiara e oggettiva, la città rischia di mandare in scena ai propri danni la vuota rappresentazione di una fiera delle parole fine a se stessa, in cui promesse e pronunciamenti, dichiarazioni e prese di posizioni, vengono triturate come polvere: c’è crisi di valori, c’è crisi di certezze e ci sono davanti a noi tante sfide non impossibili, ma sappiamo che Napoli ha bisogno di impegni concreti che possano rispondere alle esigenze e alle urgenze soprattutto dei più poveri, dei più deboli, dei giovani».

00:45 14/03

di Redazione


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