Lunedì 19 Novembre 2018 - 0:44

Capodanno a piedi, ultima mediazione

di Dario De Martino

NAPOLI. Capodanno a piedi per napoletani e turisti. Il rischio è elevato e l’ultima speranza per avere bus e metro nell’ultimo giorno dell’anno è nel vertice di oggi in Prefettura. L’azienda ha già rivolto il suo interpello ai lavoratori per gli straordinari, tutte le istituzioni stanno sottolineando l’importanza del trasporto pubblico per l’ultimo dell’anno, ma per ora dai sindacati non arrivano risposte positive. Ed allora il rischio che il 2017 si concluda con un’ennesima giornata nera per il trasporto pubblico resta molto alto. Intanto i cittadini sono sul piede di guerra, ma anche i turisti e gli operatori del settore sono allo stremo: dopo i disagi del trasporto nei giorni di Natale, oltre ai problemi quotidiani, ora anche Capodanno è a rischio. Se l’anno nero dell’Anm, tra il baratro del fallimento e i disagi per gli utenti, si concluderà sulla stessa amara linea dei disagi, si capirà nella giornata di oggi, con il vertice in prefettura e la scadenza dei termini per i dipendenti per far conoscere la loro decisione in merito allo straordinario. Le prime notizie potrebbero arrivare domani. Alle 10, 30 è fissato l’appuntamento per il tavolo in prefettura. A chiedere la convocazione della riunione è stata l’amministrazione comunale. Oltre ai vertici di Palazzo San Giacomo, sono stati convocati anche tutte le sigle sindacali, oltre che l’azienda. Una riunione in cui anche la Prefettura sottolineerà, come già fatto nel precedente comitato per l’ordine e la sicurezza, quanto sia necessaria una soluzione per il trasporto nella notte del 31. Il vertice arriva proprio poche ore prima dalla scadenza dei termini per i dipendenti che dovranno rendere nota all’azienda la disponibilità per lo straordinario, che può avvenire solo su base volontaria. 

Arturo, De Luca incontra la madre: «Solidarietà e iniziative assieme»

NAPOLI. Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha incontrato questa mattina Maria Luisa Iavarone, madre di Arturo, il 17enne accoltellato in via Foria, a Napoli, lo scorso 18 dicembre. «Solidarietà, condanna, iniziative insieme per affrontare il fenomeno della criminalità», questo il contenuto dell'incontro secondo quanto spiega su Facebook lo stesso De Luca che ha rivolto «un grande abbraccio ad Arturo». 

Gomorra, de Magistris: «Non nego le stese ma nella fiction non si vede mai il bene»

di Mario Pepe

NAPOLI. Non lega gli ultimi episodi criminosi, quelli del ferimento di Arturo a opera di una babygang a via Foria a Napoli e il ferimento di Luigi a Parete, sia legati alla fiction ma insiste sul rischio di fenomeni imitativi. Luigi de Magistris, nel consueto appuntamento settimanale su Radio crc, torna sulla questione-Gomorra: «Non si può negare la fascinazione del simbolo negativo, visto che è sempre esistita a contrapposizione tra il male e il bene. Ma una produzione culturale dovrebbe fotografare la realtà: qui nessuno nega le stese le stese, le babygang. Ma nella fiction a non si vede un poliziotto, un parroco o un insegnante: non ci sono persone perbene. In contesti scivolosi questa rappresentazione è pericolosa. Per questo motivo presenterò un progetto al Comitato per l'ordine pubblico dopo l'Epifania».

Gentiloni a Napoli contestato da disoccupati e centri sociali

NAPOLI. Il premier Paolo Gentiloni, a Napoli per un'iniziativa sul Mezzogiorno organizzata dal quotidiano Il Mattino, è stato contestato dai disoccupati e attivisti del centri sociali: un ragazzo è stato fermato. I contestatori hanno tentato di forzare il cordone delle forze dell'ordine, ma sono stati respinti e allontanati in direzione del porto. Lanciato anche un fumogeno. «Un concorso di diversi fattori e decisioni politiche senza precedenti rendono, adesso, conveniente investire al Sud, a condizioni mai così vantaggiose. È la verità» ha detto il premier.

Appalti, revocati i domiciliari al dg Verdoliva

NAPOLI. Torna libero il direttore generale dell'ospedale Cardarelli, Ciro Verdoliva. Il gip del Tribunale di Napoli Mario Morra ha depositato stamattina la revoca degli arresti domiciliari emessi lo scorso 8 novembre, sostituendo il provvedimento con la sospensione per 4 mesi dai ruoli di direttore tecnico e provveditore dell'azienda ospedaliera che ora non ricopriva più. Sulla sostituzione della misura avevano espresso parere favorevole i pm titolari dell'inchiesta sugli appalti Romeo, Henry John Woodcook, Celeste Carrano e Francesco Raffaele. 

Test di Medicina, pioggia di ricorsi a Napoli

NAPOLI. Una vera e propria fiumana di gente si è riversata ieri pomeriggio all’interno dell’aula conferenze dell’hotel Ramada per prendere parte alla tappa partenopea del “Tour dei Diritti” lanciato dall’avvocato palermitano Francesco Leone. Circa 400 persone hanno partecipato all’incontro-dibattito che ha gettato le basi per i futuri ricorsi che saranno presentati al Tar per il test di Medicina 2017. Anche quest’anno le denunce e le segnalazioni da parte degli studenti di brogli, irregolarità e difformità nei test somministrati sono state tantissime. In una particolare classifica stilata dagli stessi studenti, l’Università Federico II di Napoli è sul podio degli atenei dove si sono verificate il maggior numero di irregolarità, preceduta da La Sapienza di Roma e seguita dall’Università degli studi di Catania. Nel corso dell’incontro l’avvocato Leone ha ascoltato le testimonianze degli studenti partenopei ed ha illustrato la strategia d’azione per consentire ai tanti esclusi - circa 50mila in tutta Italia - di poter ricorrere contro quella che il legale siciliano classifica come una «violazione del diritto allo studio». 

Universiadi 2019, Lotti: «Ritardi, ora lavoro di squadra». De Luca: «Norma tipo Expo»

NAPOLI. Il tempo stringe, il ritardo c’è. E per questo serve una norma ad hoc. Nel sopralluogo allo stadio Collana, a tenere banco è l’argomento-Universiadi 2019. Il ministro dello Sport, Luca Lotti, ammette che «siamo un po’ in ritardo, ma proprio per questo ci siamo riuniti ed abbiamo fatto un buon lavoro di squadra. Lo testimonia la riunione per mettere a punto una norma allo scopo di aiutare la realizzazione delle Universiadi». ma occorre fare presto, come incalza il governatore campano Vincenzo De Luca. «Bisogna avere una riduzione dei tempi di realizzazione di tutti gli appalti perché con la procedura ordinaria non riusciremo a concludere le opere entro la primavera 2019. Occorre una normativa nazionale ad hoc sul modello Expo da sottoporre all’Anac». Lotti raccoglie la richiesta e lancia la proposta di un sistema «normativo che può prevedere un eventuale commissario. A tal proposito stiamo lavorando col Coni. L’obiettivo è realizzare ogni cosa velocemente ed a norma».

Eav, offesa a Troisi e Noschese: imbrattati i murales a San Giorgio

NAPOLI. Imbrattati i murales con i volti di Massimo Troisi, Totò e Alighiero Noschese nelle stazioni della Circumvesuviana di Napoli Piazza Garibaldi, San Giorgio a Cremano e San Giovanni. Un "vero e proprio raid teppistico militare", lo definisce Umberto De Gregorio, presidente di Eav, la holding dei trasporti della Regione Campania che gestisce la Circumvesuviana e che aveva inaugurato poco tempo fa le opere di street art oggi "imbrattate, vandalizzate, deturpate senza motivo, senza apparente giustificazione". Secondo De Gregorio "amministrare Eav non vuol dire soltanto amministrare un'azienda di trasporto. Vuol dire combattere una guerra di civiltà contro i barbari che ogni giorno, in forme diverse, saccheggiano le nostre 150 stazioni e i nostri treni. Puliamo i muri e ci scrivono sopra, mettiamo le panchine e le distruggono, mettiamo le emettitrici dei biglietti automatiche e le scassano. È una guerra. Ma non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci. Anzi, andiamo avanti sempre più decisi e convinti".

Pedofilia, il Papa: «Non firmerò mai richieste di grazia»

Papa Francesco non firmerà mai richieste di grazia nei confronti di preti che si macchiano di pedofilia. Lo ha detto lui stesso nel discorso a braccio alla Pontificia Commissione per la tutela dei minori. Il Pontefice, come dà conto il Sir, parlando dell'iter dei casi di abusi, è arrivato a trattare la richiesta di grazia al Papa. "Io non ho mai firmato una di queste e mai le firmerò - ha affermato - . Io non firmo le sentenze". Il Papa ha citato "un solo caso" in cui si è trovato a mettere la sua firma: "C'erano due sentenze, era l'inizio: un sacerdote della diocesi di Crema. La sentenza del vescovo era buona, prudente, toglieva tutti i ministeri ma non lo stato clericale. Io ero nuovo, non capivo bene queste cose, e davanti alle due ho scelto la più benevola, ma dopo due anni lui è ricaduto: è stata l'unica volta che l'ho fatto, non lo farò mai più".

"La Chiesa è arrivata un po' tardi" sulla pedofilia, ha denunciato. "Non è stato facile cominciare questo lavoro: avete dovuto nuotare controcorrente", ha detto Bergoglio. "La Chiesa è arrivata un po’ tardi, - la denuncia del Papa - e quando la coscienza arriva tardi, i media risolvono il problema e anche arrivano tardi".

 

"Sono consapevole di questa difficoltà, ma è la realtà", ha proseguito Francesco: "Siamo arrivati in ritardo. Forse l’antica pratica di spostare la gente per fronteggiare il problema ha addormentato un po’ le coscienze".

"Ma grazie a Dio il Signore ha suscitato 'uomini profeti' nella Chiesa. Uno è il cardinale", ha detto il Papa rivolgendosi al card. Patrick O’Malley, alla guida della Commissione. O' Malley, ha detto il Papa, "ha coinvolto altri e ha cominciato questo lavoro di far salire il problema alla superficie e vederlo in faccia. Il cardinale ha cominciato a parlare con le parole di Gesù sui bambini".

"Per il momento risolvere il problema degli abusi deve essere competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede", ha detto il Papa. Il Pontefice, parlando a braccio, ha indicato "la strada da continuare con il nostro lavoro: nostro, perché è la Commissione, ma dentro la Santa Sede e con il Papa". "Alcuni chiedono che vada direttamente alla Rota e alla Segnatura, al sistema giudiziale della Santa Sede. Ma in questo momento il problema è grave, è grave chealcuni non hanno preso coscienza del problema", ha denunciato ancora.

Il Papa ha ammonito sulla necessità che "tutta la Chiesa prenda coscienza del problema. Ma ci sono tanti casi che non avanzano, non vanno avanti: questo è vero'', ha ammesso il Papa. Che ha spiegato che nel dicastero pontificio "si sta cercando di prendere più gente che lavori nella classificazione dei processi: operai che classificano, studiano i dossier".

Papa Francesco, incontrando poi la Commissione parlamentare Antimafia in Vaticano, ha chiesto la massima tutela per chi si espone a gravi rischi denunciando le violenze di cui è testimone. "Non si può dimenticare che la lotta alle mafie passa attraverso la tutela e la valorizzazione dei testimoni di giustizia, persone che si espongono a gravi rischi scegliendo di denunciare le violenze di cui sono state testimoni. Va trovata una via che permetta a una persona pulita, ma appartenente a famiglie o contesti di mafia, di uscirne senza subire vendette e ritorsioni", ha ammonito Bergoglio. "Sono molte le donne, soprattutto madri, - dice - che cercano di farlo, nel rifiuto delle logiche criminali e nel desiderio di garantire ai propri figli un futuro diverso. Occorre riuscire ad aiutarle, nel rispetto, certamente, dei percorsi di giustizia, ma anche della loro dignità di persone che scelgono il bene e la vita".

Boldrini e i rappresentanti del G7 tra i vicoli del Centro Storico

Visita nel centro storico di Napoli, patrimonio dell'Unesco, per la presidente della Camera, Laura Boldrini, e la delegazione dei presidenti delle Camere basse del G7, nel capoluogo partenopeo per una due giorni che si completerà con una colazione a Villa Rosebery, ospiti del capo dello Stato Sergio Mattarella, e un'escursione agli scavi di Pompei, nel pomeriggio. Il folto gruppo di illustri ospiti ha passeggiato, per circa tre ore, nel cuore antico della città, visitando monumenti storici e attraversando le strade più caratteristiche della città partenopea. La mattinata ha avuto inizio, poco dopo le 9, in piazza San Domenico Maggiore. Poi, a piedi, le delegazioni hanno raggiunto la cappella San Severo del principe Raimondo di Sangro, dove hanno potuto ammirare la scultura del Cristo Velato, opera di Giuseppe Sammartino. La presidente Boldrini e gli ospiti si sono poi spostati in via dei Tribunali, dove passanti e turisti si sono fermati incuriositi a scattare fotografie. Boldrini a San Gregorio Armeno ha ricevuto un corno portafortuna in regalo. I presidenti dei parlamenti europei dei Paesi G7 hanno visitato il centro storico del capoluogo partenopeo e hanno visitato la chiesa di Santa Chiara, la via dei presepi, ovvero San Gregorio Armeno, e alcuni dei palazzi storici.

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