Domenica 17 Febbraio 2019 - 15:28

Trump tira dritto sul muro

"Dobbiamo rifiutare la politica della vendetta, della resistenza e della rappresaglia, ed abbracciare la sconfinata potenzialità della collaborazione, del compromesso e del bene comune". E' così che Donald Trump, nel discorso sullo stato dell'Unione pronunciato la notte scorsa al Congresso, ha chiesto ai democratici un atteggiamento bipartisan. Un appello che però è stato seguito da un nuovo duro attacco all'inchiesta de procuratore speciale Robert Mueller e alle possibili altri inchieste sul suo operato da parte della Camera a guida democratica: "Se ci sarà pace ed attività legislativa non vi possono essere guerra ed inchieste", ha detto, scagliandosi anche contro le "ridicole inchieste di parte". Queste "guerre folli", ha aggiunto, rischiano di essere di intralcio al successo economico della nazione.

Poi avverte che "i muri funzionano ed i muri salvano le vite" ed esorta il Congresso, in particolare l'opposizione democratica, a "raggiungere un compromesso" per i fondi - 5,7 miliardi di dollari - da lui chiesti per il muro. Ma ha ribadito che non è intenzionato a cedere: "Io farò costruire il muro - ha affermato - una barriera intelligente, strategica di alluminio, non una semplice barriera di cemento". Nel corso del discorso, Trump ha difeso la sua politica di "tolleranza zero" nei confronti dell'immigrazione, parlando del "dovere morale" di affrontare quella che definisce "la crisi dell'immigrazione illegale" sul confine meridionale del Paese. Una crisi che colpisce in modo particolare i lavoratori americani, mentre le elite sono per i confini aperti, ha aggiunto. "Nessuna questione illustra meglio la divisione tra i lavoratori americani e la classe politica americana - ha argomentato - i politici ricchi ed i loro finanziatori spingono per i confini aperti mentre vivono dietro ai loro muri, cancelli protetti da guardie".

Il presidente Usa ha fatto anche sapere che inconterà di nuovo Kim Jong Un, il 27 e 28 febbraio in Vietnam. "Nell'ambito di un'ambiziosa nuova diplomazia, continuiamo il nostro storico sforzo per la pace nella penisola coreana", ha detto Trump rivendicando i successi ottenuti finora. "I nostri ostaggi sono tornati a casa, i testi nucleari si sono fermati e da 15 mesi non vi sono lanci di missili - ha affermato - se io non fossi stato eletto presidente degli Stati Uniti, secondo la mia opinione, ora saremmo in una grande guerra con la Corea del Nord". "C'è ancora molto lavoro da fare, ma la mia relazione con Kim Jong Un è buona" ha concluso Trump che lo scorso giugno a Singapore ha incontrato il leader nordcoreano.

"L'America vince ogni giorno, lo stato dell'Unione è forte", ha detto ancora Trump rivendicando i successi, soprattutto economici, della sua amministrazione, mentre congressisti repubblicani scandivano lo slogan "U-S-A" durante il discorso sullo stato dell'Unione. "La nostra economia è l'invidia del mondo, il nostro esercito il più potente" ha detto ancora il presidente che ha sottolineato come "questi storici risultati siano per tutti gli americani". "La vittoria non è la vittoria del nostro partito, ma di tutto il Paese", ha continuato, con i toni bipartisan, assicurando che per il prossimo anno la sua sarà "un'agenda per il popolo americano" con il focus su lavoro, il commercio, le infrastrutture, il controllo dei prezzi dei farmaci e l'immigrazione. Mentre in politica estera seguirà un corso "che mette gli interessi dell'America al primo posto". Per fare questo, ha detto ancora rivolgendo un nuovo appello alla politica bipartisan ai democratici, "dobbiamo, insieme, interrompere decenni di stallo politico". "Dobbiamo scegliere tra grandezza o impasse, risultati o resistenza, visione o vendetta, progressi incredibili o insensata distruzione. Questa sera - ha concluso - io vi chiedo di scegliere la grandezza".

 

Venezuela, Guaidò contro Di Battista: «Ignorante»

"Questo signore ignora cosa sta accadendo qui. Ma la sua ignoranza porta anche al disconoscimento della lotta di un popolo. Una lotta che oggi è riconosciuta da tutto il mondo, da 26 nazioni europee su 28, dai Paesi africani, in Oceania… Venisse qui a farsi un giro, a vedere qualche ospedale, o magari qualche città di frontiera, a Boa Vista, si facesse due chiacchiere con i parenti dei nostri prigionieri politici, dei nostri esiliati...". Così, in un'intervista a 'La Repubblica' l'autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidò, risponde alle parole di Alessandro di Battista.

"In questi giorni - prosegue ancora - sto parlando con molti italiani. Mi tengo in contatto con Salvini, e frequento gli italo venezuelani. Il mio stupore nei confronti della posizione dell’Italia è anche il loro".

Aereo Sala, «c'è un corpo tra i rottami»

Il corpo di una persona "è visibile" all'interno del relitto dell'aereo, localizzato ieri mattina nella Manica, sul quale viaggiava il giocatore argentino Emiliano Sala. Lo rende noto la Air Accident Investigation Branch (AAIB), l'agenzia investigativa britannica per gli incidenti aerei che sta coordinando le ricerche.

La AAIB ha diffuso un'immagine dei rottami dell'aereo scattata da un robot subacqueo: "Tragicamente, un occupante (del volo, ndr) è visibile tra le macerie. L'AAIB sta ora valutando i prossimi passi, consultandosi con le famiglie del pilota e del passeggero oltre che con la polizia", fa sapere l'organismo, spiegando che l'immagine "mostra il lato posteriore della fusoliera".

Una relazione provvisoria sul caso sarà pubblicata "entro un mese dall'incidente". L'aereo sul quale viaggiava Sala, un Piper Malibu, era scomparso dai radar lo scorso 21 gennaio. Il giocatore, insieme al pilota, era in viaggio da Nantes a Cardiff dopo l'ufficialità della sua cessione al club che milita nella Premier League inglese.

Sì dei big europei a Guaidò

I grandi dell'Unione Europea riconoscono Jean Guaidò come presidente ad interim del Venezuela. Dopo il sì di Francia, Regno Unito e Spagna sono arrivati anche i riconoscimenti di Austria, Svezia, Danimarca, Germania, Lituania, Lettonia e Olanda. E mentre l'Italia non si è ancora pronunciata, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiesto “responsabilità e chiarezza su una linea condivisa, con tutti i nostri alleati e i nostri partner dell'Unione Europea". 

Il riconoscimento a Guaidò è arrivato dopo che alcuni paesi europei avevano intimato al contestato presidente Maduro di indire entro domenica 3 febbraio nuove elezioni presidenziali altrimenti avrebbero riconosciuto Guaidò, come presidente ad interim. Maduro ha invece concesso un'intervista all'emittente spagnola Sexta, in cui ha respinto nettamente l'ultimatum europeo e non ha escluso il rischio di una guerra civile.

Oggi il riconoscimento ufficiale. Il primo a pronunciarsi è stato il ministro degli Esteri francese Jean Yves Le Drian: "E' presidente ad interim" ed "è legittimato" a indire nuove elezioni presidenziali, ha spiegato, seguito dal primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, che ha riconosciuto Guaidó come presidente del Venezuela in modo "esplicito e chiaro". Dall'altra parte della Manica anche il Regno Unito ha riconosciuto Guaidó come "presidente provvisorio" del Venezuela, sottolineando che non avendo Maduro convocato elezioni presidenziali "negli 8 giorni che ci eravamo prefissati" il Regno Unito "insieme ai suoi alleati europei ora riconosce Juan Guaidó come presidente ad interim fino a quando si potranno tenere elezioni credibili".

A unirsi al coro anche l'Austria di Sebastian Kurz, inizialmente contraria al riconoscimento e che ha cambiato idea, dopo una conversazione telefonica con il presidente ad interim. Riconoscimento arrivato anche dalla Danimarca, "fino a quando non vi saranno elezioni libere e democratiche", ha twittato il ministro degli Esteri danese, Anders Samuelsen. "In questa situazione - ha fatto eco il ministro svedese Margot Wallstrom - noi sosteniamo e consideriamo Guaidò come legittimo presidente ad interim". Per la cancelliera tedesca Angela Merkel "Guaidò è la persona con la quale dialoghiamo e dal quale ci aspettiamo che avvii il prima possibile un processo elettorale".

Mosca invece stigmatizza il riconoscimento dei big europei parlando di tentativo " di legittimare una usurpazione del potere" e di "ingerenza diretta e indiretta" negli affari interni del paese latino americano. E mentre da Caracas lo stesso Guaidò ha chiesto il riconoscimento dell'Italia. "Faremo tutto il possibile affinché il governo italiano aggiunga il suo appoggio, per noi importantissimo, al resto dell'Unione Europea", ha detto al 'Corriere della Sera', intervistato da Sky Tg24, Maduro ha chiesto all'Italia e all'Europa di non farsi "trascinare dalle follie di Trump".

 

Francesco negli Emirati, la prima volta di un Papa

Papa Francesco è arrivato ad Abu Dhabi, per una visita negli Emirati arabi uniti. Si tratta della prima, storica visita di un Pontefice nella penisola arabica. L'aereo B777 dell’Alitalia è decollato dall’aeroporto di Fiumicino alle 13.27. "Nel momento in cui lascio Roma per recarmi negli Emirati Arabi Uniti pellegrino di pace e di fraternità tra i popoli, mi è caro rivolgere a Lei, signor Presidente, il mio deferente saluto, che accompagno con fervidi auspici di ogni bene per il caro popolo italiano, cui invio volentieri la benedizione apostolica" ha scritto Papa Francesco nel telegramma di saluto inviato al capo dello Stato Sergio Mattarella. "Sono in partenza per gli Emirati Arabi Uniti. Mi reco in quel Paese come fratello, per scrivere insieme una pagina di dialogo e percorrere insieme sentieri di pace. Pregate per me!" ha poi scritto il Papa in un tweet.

Il 27esimo viaggio internazionale di Francesco sarà concentrato in due giornate, tra loro "complementari", per dirla con il portavoce 'ad interim' del Vaticano, Alessandro Gisotti: una relativa al dialogo interreligioso - in particolare con il mondo musulmano - e una dedicata alla comunità cattolica locale, circa 900mila persone, pari a circa il 10% della popolazione totale.

In un videomessaggio alla vigilia del viaggio, il Pontefice ha lanciato un appello al rispetto delle diversità: "Caro popolo degli Emirati Arabi Uniti, Al Salamu Alaikum / la pace sia con voi! Sono felice di poter visitare il vostro Paese, terra che cerca di essere un modello di convivenza, di fratellanza umana e di incontro tra diverse civiltà e culture, dove molti trovano un posto sicuro per lavorare e vivere liberamente, nel rispetto delle diversità". Per la prima messa all’aperto del Papa si esibirà un coro di 120 persone da 13 nazioni; un organista anglicano che è anche l’amministratore delegato dell’aeroporto di Dubai; 10 trombe. Per i 25mila bambini del catechismo, un libro che racconta la vita del Pontefice stampato in 50mila copie.

Lunedì, dopo la cerimonia di benvenuto e la visita ufficiale al principe ereditario nel palazzo presidenziale, alle nostre 14, il Papa incontrerà gli esponenti del Muslim Council of Elders nella gran Moschea. Quindi l'incontro interreligioso nel Founder's Memorial. L'indomani, martedì 5 febbraio, Bergoglio celebrerà la messa nello Zayed Sports City; alle nostre 9.40 la cerimonia di congedo all'aeroporto presidenziale di Abu Dhabi. Alle 19, conferenza stampa di Bergoglio sul volo di ritorno dal viaggio negli Emirati Arabi Uniti.

 

Gelo record in Usa, oltre 20 morti

Sono almeno 21 le vittime del Polar Vortex, l'ondata di gelo da record che ha paralizzato il Midwest degli Stati Uniti, con temperature più fredde di quelle registrate in Antartide. Lo riferiscono i media locali, secondo i quali centinaia di persone sono state ricoverate negli ospedali per ipotermia e congelamento, con alcune che potrebbero perdere un braccio o una gamba. Sono stati circa 250 milioni gli americani interessati dall'emergenza, con gli esperti che hanno chiesto di non uscire poiché stare all’esterno anche solo per 5 minuti potrebbe portare al congelamento. Scuole e uffici pubblici sono stati chiusi, migliaia di voli sono stati cancellati. Solo nello scalo di Chicago O'Hare, dove si sono toccati -31°C con raffiche di vento alla velocità di 52 km/h, 1.600 velivoli non sono potuti decollare.

Ieri nella città dell'Illinois sul Lago Michigan la temperatura percepita ha raggiunto i -50°C a causa del vento, guadagnandosi il soprannome di 'Chiberia'. Nelle vicinanze di Rockford, nell'Illinois, è stato fissato un record del freddo a -34°C. Madison, nel Wisconsin, ha battuto il suo record del 1985, con minimi di -32°C ieri mattina. Con l'aumento delle temperature nel sud-ovest, la tempesta si è spostata più a est, estendendo le condizioni artiche su un'area che va da Buffalo a Brooklyn. Nella parte occidentale di New York, il maltempo ha scaricato fino a 51 centimetri di neve.

Secondo i meteorologi, nei prossimi giorni ci sarà una brusca impennata delle temperature che arriveranno a toccare valori primaverili. "Oggi è l'ultimo giorno di freddo estremo", ha riferito il meteorologo della CNN Dave Hennen. "Le temperature saliranno rapidamente su gran parte dell'area interessata dal gelo, creando un effetto yo-yo di estrema differenza termica". Un rapido disgelo che non ha precedenti e che potrebbe creare numerosi problemi.

Stati Uniti sospendono trattato nucleare con Russia

"La Russia ha messo a rischio gli interessi di sicurezza degli Stati Uniti, non possiamo più essere limitati da un trattato che la Russia viola in maniera spudorata". Mike Pompeo, segretario di Stato americano, si esprime così nella giornata in cui gli Stati Uniti formalizzano l'inizio dell'iter per uscire dal Trattato Inf, relativo ai missili a medio raggio. Secondo Washington, Mosca ha violato l'accordo in oltre 30 occasioni. Se la Russia non torna a rispettare i termini entro 6 mesi, dice Pompeo, "il trattato verrà terminato". "Gli Stati Uniti -aggiunge il numero della diplomazia a stelle e strisce- sperano di riportare le relazioni con la Russia su un binario migliore, ma spetta alla Russia cambiare rotta rispetto ad un modello di attività destabilizzante non solo su questo tema ma anche su molti altri".

All'inizio dello scorso dicembre l'amministrazione Trump aveva detto che avrebbe abbandonato il trattato bilaterale se la Russia non avesse iniziato a rispettarlo, fissando così una sorta di ultimatum che scade domani, 2 febbraio. L'annuncio avvierà comunque un nuovo periodo, di 180 giorni, per renderlo definitivo a meno che la Russia non ritorni a rispettare l'accordo firmato nel 1987.

Gli Stati Uniti accusano la Russia di violare il trattato con i missili balistici tattici 9M729 perché la loro gittata supera i limiti posti dall'Inf e chiedono a Mosca di distruggerli.

L'annuncio ha creato preoccupazione riguardo la possibilità dell'avvio di una nuova corsa al riarmo con Mosca. Gli alleati degli Usa nella Nato, intanto, hanno fatto sapere, tramite il Consiglio del Nord Atlantico, di "sostenere pienamente" la decisione dell'Amministrazione americana di "sospendere i propri obblighi ai sensi del trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces), in risposta alle violazioni materiali" dello stesso da parte della Russia.

 

Brexit, Bruxelles gela Londra

L'accordo per la Brexit già negoziato con il Regno Unito resta "l'unico e il migliore accordo possibile". Così il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nel suo intervento nell'aula del Parlamento europeo a Bruxelles, riguardo alla richiesta del Regno Unito di riaprire il negoziato con la Ue.

Il voto alla Camera dei Comuni "ha aumentato il rischio di un'uscita non ordinata del Regno Unito dalla Ue" ha detto, aggiungendo che "occorre fare tutto il possibile per preparaci a tutti gli scenari possibili, anche il peggiore". Juncker si è comunque detto "ottimista" e convinto che "si potrà trovare un accordo con il Regno Unito". 

Inoltre, la questione del backstop non riguarda solo l'Irlanda, ma tutta l'Europa, ha detto il presidente della Commissione, sottolineando che "la frontiera irlandese è una frontiera dell'Unione europea.

Resti aereo in Normandia, forse è quello di Sala

Pezzi di velivolo su una spiaggia, scattano le indagini. Le autorità britanniche hanno infatti annunciato che sono stati ritrovati i resti di un aereo, precisamente un due sedili, su una spiaggia della Normandia.

Resti che, ha fatto sapere in una nota l'Air Investigation Branch (AAIB) - l'agenzia investigativa per gli incidenti aerei del Regno Unito -, potrebbero essere quelli dell'aereo sul quale viaggiavano l'attaccante argentino del Cardiff, Emiliano Sala, e il pilota David Ibbotson, scomparso dai radar lo scorso 21 gennaio all'altezza del Canale della Manica tra Francia e Inghilterra.

Maduro apre al dialogo

Nicolas Maduro apre al dialogo ma rifiuta la richiesta di elezioni presidenziali anticipate. In un'intervista all'agenzia russia Ria Novosti, il presidente venezuelano si è detto pronto a sedere a un tavolo negoziale con l'opposizione e ha aperto alla possibilità di una mediazione di paesi terzi. "Sono pronto a sedere ad un tavolo negoziale con l'opposizione in modo da poter parlare a beneficio del Venezuela, la pace e il suo futuro", ha dichiarato all'agenzia. Tuttavia, l'erede di Chavez tira dritto e rifiuta di anticipare le elezioni presidenziali, come richiesto dall'autoproclamato presidente ad interim Juan Guaidò, che ha denunciato frodi e brogli in occasione dell'elezione di Maduro che, marciando con i soldati a Fuerte Tiuna, li ha arringati dicendo: "Siamo dal lato giusto della storia, nessuno dubiti".

"Le elezioni presidenziali in Venezuela si sono tenute e se gli imperialisti vogliono un nuovo voto lasciamoli aspettare fino al 2025", ha affermato Maduro, alludendo evidentemente a Washington. Nell'intervista in cui apre alla possibilità di colloqui con l'opposizione e la mediazione di terzi, Maduro - per il quale non c'è dubbio che Trumo abbia ordinato la sua morte - lascia però aperta la possibilità di elezioni parlamentari anticipate,ossia di un voto per il rinnovo dell'Assemblea Nazionale, presieduta dal suo rivale politico Guaidò: "Sarebbe ottimo svolgere elezioni parlamentari anticipate, sarebbe una buona forma di discussione politica". Quanto alla possibilità di una mediazione, Maduro ha risposto: "Ci sono diversi governi, organizzazioni a livello globale, che stanno dimostrando la loro sincera preoccupazione su ciò che sta accadendo in Venezuela, hanno fatto appelli a favore del dialogo".

Ai soldati, in un lungo discorso nel quale più volte fa riferimento all'aggressione "imperialista ordita da Donald Trump" e invita i militari a mantenere "nervi d'acciaio", Maduro ha detto: "In questo mondo nessuno rispetta i deboli, i codardi e i traditori. In questo mondo vengono rispettati i forti. Davanti alla minaccia imperialista, servono nervi d'acciaio". "Se vogliamo pace, se vogliamo armonia, se vogliamo fare progressi, se vogliamo prosperità, dobbiamo avere una forza armata unita, che protegga il popolo e pronta alla difesa", dice.

Ieri, intanto, il procuratore generale del Venezuela Tareck William Saab ha chiesto al Tribunale Supremo di Giustizia di vietare l'espatrio dell'autoproclamato presidente ad interim Juan Guaidò e di congelare i suoi conti bancari. Il procuratore ha spiegato di aver aperto un'indagine preliminare contro Guaidò a causa dei "violenti eventi" avvenuti nel Paese e delle dichiarazioni di Stati stranieri contro il governo del Venezuela.

 

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