Mercoledì 21 Novembre 2018 - 18:16

Francia, sparatoria in campo rom: 4 morti

PARIGI. Quattro persone, tra cui un bambino di 6 mesi, sono rimaste uccise in una sparatoria avvenuta in un campo rom a Roye, nella regione di Somme, a un centinaio di chilometri a nord di Parigi. Secondo quanto riporta il giornale locale le Courrier Picard le altre vittime sono un poliziotto e due rom, un uomo e una donna. Sono rimasti feriti l'autore della sparatoria, un altro bambino e un altro agente. Secondo le prime ricostruzioni dei media francesi, potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti.

La polizia francese ha dispiegato un massiccio dispositivo di sicurezza intorno alla zona, dove è avvenuta la sparatoria, nei pressi di un supermercato alle porte della cittadina di Roye. Non è ancora chiara la dinamica dei fatti, ma secondo quanto riportano i media l'aggressore aveva già ucciso l'uomo, la donna e il bambino di sei mesi, appartenenti alla comunità nomade, prima dell'intervento della gendarmeria. Una volta arrivati gli agenti, l'uomo avrebbe poi aperto il fuoco contro di loro prima di rimanere a sua volta ferito. Non è ancora confermato se l'uomo che ha sparato appartenga anch'egli alla comunità rom.

Il premier Manuel Valls in un tweet ha espresso la sua solidarietà «alle famiglie delle vittime e del gendarme che è morto servendo la Francia». Anche il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, in una conferenza stampa durante la quale ha riferito quanto al momento gli inquirenti sanno della dinamica dei fatti, ha espresso la sua vicinanza alle famiglie delle vittime, ai feriti e lodato "il coraggio dei gendarmi che sono intervenuto per evitare» un bilancio di vittime ancora più drammatico. Cazeneuve ha poi aggiunto che, stando alle notizie raccolte finora, l'autore della sparatoria, che i gendarmi hanno fermato colpendolo alle gambe, era «molto ubriaco».

Reclutavano jihadisti per l'Isis: 14 arresti tra Spagna e Marocco

MADRID. Le autorità spagnole e quelle marocchine hanno effettuato 14 arresti nell'ambito di una vasta operazione antiterrorismo contro sospetti reclutatori di jihadisti per lo Stato Islamico. Gli arresti, riporta la Bbc, sono stati effettuati nel quartiere di San Martin de la Vega a Madrid e nelle città marocchine di Fez, Casablanca, Mador, al-Hoceima e Driouech. Gli arrestati sono sospettati di far parte di una rete che inviava combattenti in Siria e in Iraq nelle aree controllate dall'Isis. Il ministero dell'Interno spagnolo ha riferito che l'operazione è ancora in corso, senza fornire ulteriori dettagli.

Marò, da Amburgo un altro schiaffo all'Italia: Girone resta in India

AMBURGO. Il Tribunale internazionale del mare di Amburgo delude le speranze di un rientro immediato in Italia di Salvatore Girone. Con una decisione approvata da 15 giudici contro sei, letta dal presidente Vladimir Golitsyn, l'Iclos ha stabilito che Italia e India devono sospendere ogni procedura sul caso e astenersi dal presentarne altre. Le due parti devono ora presentare un rapporto sulla vicenda. L'Italia aveva chiesto all'Iclos di permettere il rientro in Italia di Girone e confermare la permanenza in patria di Massimiliano Latorre. Ma l'Iclos ha escluso misure temporanee in proposito.

Airshow, nuovo incidente: un morto in Svizzera

GINEVRA. Scontro in volo fra due aerei leggeri da acrobazia oggi durante un'esibizione a Dittingen, nel cantone svizzero di Basilea. I due piloti coinvolti nell'incidente sono tedeschi. Uno di loro è morto mentre l'altro è riuscito a lanciarsi in tempo con il paracadute, riferiscono i media locali. I velivoli appartenevano alla pattuglia aerea Grasshoppers. La manifestazione è stata interrotta. Quella di oggi è la terza tragedia avvenuta in Europa ad agosto durante esibizioni aeree. Oltre all'incidente di ieri nella località britannica di Shoreham, quando un aereo impegnato in un'esibizione acrobatica si è schiantato su un'autostrada, tre giorni fa sette persone sono morte in Slovacchia in uno scontro fra due aerei durante le prove per un airshow.

Immigrati, la Macedonia riapre la frontiera

PALERMO. Centinaia di immigrati hanno attraversato oggi senza problemi il confine fra Grecia e Macedonia a Gevgelija, dopo che la polizia e i militari dispiegati sul posto li hanno lasciati passare. Lo ha riferito il portale Vest.mk. la frontiera è stata di fatto riaperta dopo che ieri sera centinaia di persone sono riuscite a superare le barriere che erano erette al confine, travolgendo la polizia che ha cercato di impedire il loro passaggio con la forza. Gli immigrati, in maggior parte profughi siriani sbarcati in Grecia dalla Turchia, ma anche pachistani e afghani, intendono proseguire verso la Serbia per poi ottenere asilo nei Paesi del Nord Europa. Fra loro anche donne e bambini. Secondo i media serbi, 5mila persone sono già arrivate in un campo profughi a Presevo, città serba presso il confine con la Macedonia.

Guardia costiera, 4.400 messi in salvo ieri. Intanto sono circa 4.400 i migranti salvati nella giornata di ieri a seguito di numerose richieste di soccorso pervenute alla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. È quanto riferisce la Guardia costiera sottolineando che i profughi viaggiavano a bordo di gommoni e barconi in difficoltà al largo delle coste libiche.

Strage all'airshow,
jet precipita sull'autostrada:
7 morti

LONDRA. Sette persone sono morte nel drammatico incidente avvenuto durante l'Airshow di Shoreham, in Inghilterra. Un jet si è schiantato sulle macchine dell'autostrada A27, nella contea inglese del West Sussex. Secondo quanto riferisce la Bbc l'incidente sarebbe avvenuto per «una manovra solo iniziata e non conclusa». «Abbiamo visto una palla di fuoco», raccontano gli spettatori. L'aereo in questione è un Hawker Hunter, un caccia degli anni '50. Fonti mediche fanno riferimento a 15 feriti. Sono critiche, in particolare, le condizioni di una persona. «Pare che il pilota sia stato sbalzato fuori, se fosse così sarebbe salvo, ma ancora non c'è certezza», spiegano fonti della polizia, precisando che l'autostrada resterà chiusa in entrambe le direzioni.

 

TESTIMONE. «C'erano molte fiamme e siamo scappati dalla macchina per cercare di evitare i rottami perché eravamo a circa 15 metri di distanza», racconta una testimone. La donna si trovava in macchina sull'A27 insieme ai suoi due bambini quando l'aereo si è schiantato.

 

L'Isis distrugge
il monastero cattolico di Mar Elian

DAMASCO. I jihadisti dello Stato Islamico hanno raso al suolo il monastero cattolico di Mar Elian a Qaryatain in Siria, a sud ovest di Homs e sulla strada che porta al sito archeologico di Palmira. A darne notizia sono gli stessi miliziani, che hanno postato sui social media vicini all'Is le foto di bulldozer che distruggono il monastero assiro fondato nel quinto secolo dopo Cristo.

Il monastero di Mar Elian, alla periferia di Quaryatayn, rappresentava una filiazione del monastero di Deir Mar Musa al Habashi, rifondato una decina di anni fa dal gesuita italiano Paolo Dall'Oglio, rapito il 29 luglio 2013 mentre si trovava a Raqqa.

Nel maggio scorso i miliziani dell'Is avevano rapito da Mar Elian padre Jacques Murad, Priore del monastero. Più di recente, il 7 agosto, l'Isis ha sequestrato 230 persone, tra cui 60 cristiani di al-Qaryatain, alcune delle quali sarebbero state prelevate proprio dal monastero di padre Jacques Murad, parroco della comunità che si trova a 60 km a sudest di Homs. Di queste, 110 persone, tra cui cristiani, sarebbero stati trasferiti a Raqqa, la 'capitale' dell'Is nel nord della Siria, mentre altri sarebbero stati rilasciati.

Prima di cadere nelle mani dell'Is si stima che a Qaryatain vivessero 1.400 siriaci ortodossi e 400 siriaci cattolici assiri.

Tsipras si è dimesso: «Elettori giudichino l'accordo con l'Ue»

ATENE. Alexis Tsipras si dimette. L'annuncio in diretta tv. Lascia dopo quasi otto mesi di governo da premier. Una mossa che apre le porte a nuove elezioin anticipate in Grecia. Negli ambienti politici di Atene circolano già le voci sulla possibile data delle elezioni per il 20 settembre, tra un mese esatto. «Gli elettori greci devono avere la possibilità di giudicare l'accordo di salvataggio», ha detto il premier che nel discorso è tornato a difendere l'accordo raggiunto come «il migliore possibile che potevamo ottenere». «Ho obbligo morale di mettere questo accordo di fronte agli elettori per permettere loro di giudicarlo», ha detto.

 

Dopo l'annuncio, Tsipras si è recato dal presidente Prokopis Pavlopoulos per presentare formalmente le dimissioni sue e del suo governo. In questo modo verrà avviato il processo che porterà alle elezioni anticipate. Secondo quanto riporta il sito dell'agenzia Ana, Tsipras al presidente ha chiesto che il governo venga affidato a un premier ad interim e che si svolgano quindi le elezioni anticipate il più presto possibile.

 

La scommessa del leader di Syriza sarebbe quella di ottenere un nuovo mandato lettorale prima di cominciare a dover applicare le dure misure previste dal terzo salvataggio finanziario. Intanto, in queste ore sono in corso frenetiche consultazioni nel palazzo del governo ed in Parlamento per l'eventuale formazione del governo transitorio che dovrebbe guidare il Paese fino alle elezioni di metà settembre.

Con le dimissioni la Grecia potrà avere, anche solo se per le quattro settimane prima delle elezioni anticipate, il suo primo premier donna, la presidente della Corte Suprema Vassiliki Thanou-Christophilou. In carica dal primo luglio scorso, la 65enne giudice era stata in precedenza vice presidente della Corte Suprema e presidente dell'Associazione dei pubblici ministeri greci.

Le dimissioni e le elezioni anticipate il 20 settembre, avverte l'agenzia di rating Moody's, secondo quanto riporta il "Guardian", mettono a rischio il futuro del terzo piano di salvataggio da 86 miliardi in tre anni approvato mercoledì dall'European stability mechanism (Esm). «Potrebbero aumentare - dicono - le preoccupazioni sull'attuazione del programma e, potenzialmente mettere a rischio gli esborsi futuri».

L'Isis attacca il Cairo: sale a 29 il bilancio dei feriti

IL CAIRO. È salito a 29 feriti il bilancio dell'esplosione di un'autobomba davanti alla sede della Sicurezza Nazionale al Cairo, nel distretto settentrionale di Shubra El-Kheima. Lo ha riferito il ministero egiziano della Sanità, precisando che la maggior parte non è in condizioni gravi. Il ministero dell'Interno ha precisato che tra i feriti si contano almeno sei agenti di polizia.

L'esplosione - ha riferito il sito del quotidiano Al-Ahram - è stata molto potente. Il capo dei servizi di emergenza, Ahmed el-Ansari, ha precisato che al momento non si contano morti. Secondo le prime ricostruzioni diffuse dal ministero dell'Interno egiziano su Facebook, un uomo ha parcheggiato l'autobomba davanti all'edificio per poi fuggire su una moto. L'auto è stata fatta esplodere con un telecomando a distanza. Le forze di sicurezza hanno lanciato un'operazione per catturare i responsabili.

L'attentato è stato rivendicato con un comunicato dai jihadisti della 'Wilayat del Sinai', cellula locale del sedicente Stato Islamico, come si legge sul giornale online Sabaq.

«L'operazione è stata lanciata per vendicare i martiri del massacro di Arab Sharkas. I poliziotti sono apostati», si legge nel comunicato diffuso dal gruppo 'Wilayat del Sinai', ossia 'Provincia del Sinai', il nome assunto dal gruppo jihadista Ansar Bayt al-Maqdis quando lo scorso novembre ha giurato fedeltà al sedicente Stato Islamico (Is).

Il riferimento è ai fatti del 19 marzo 2014 quando le forze di sicurezza egiziane hanno fatto irruzione in un edificio nel villaggio di Arab Sharkas (nel governatorato di Qaliubiya, a nord del Cairo). Secondo il ministero dell'Interno del Cairo, sei uomini armati furono uccisi durante uno scontro a fuoco dopo l'irruzione degli agenti nell'edificio e altre otto persone furono arrestate. Due ufficiali delle forze di sicurezza egiziane rimasero uccisi nel blitz. Lo scorso maggio, poi, sono state eseguite per impiccagione le condanne a morte dei sei uomini ritenuti colpevoli per l'uccisione dei due ufficiali e accusati di far parte del gruppo 'Wilayat del Sinai'.

La prima rivendicazione dell'attacco alla sede della Sicurezza Nazionale al Cairo è stata quella dei Black Bloc sui social media. Secondo l'Huffington Post, si tratta di un gruppo di ultras che ha partecipato alle proteste di massa contro il governo che nel 2013 hanno portato alla destituzione dell'allora presidente islamico Mohammed Morsi.

«Dichiariamo piena e completa responsabilità per le esplosioni che si sono verificate circa un'ora fa», hanno riferito presunti militanti del gruppo Black Bloc su Facebook, aggiungendo che si tratta di una risposta alla detenzione di un gran numero di persone che non sono ancora state accusate di un reato o che sono in carcere per reati «non penali».

L'attentato contro la sede della Sicurezza Nazionale arriva a pochi giorni dalla ratifica da parte del presidente Abdel Fattah al-Sisi della nuova legge antiterrorismo. Il provvedimento prevede l'istituzione di tribunali speciali per far fronte alla serie di attentati che continua a scuotere il Paese. La legge inasprisce le pene per reati legati al terrorismo.

Ad Atene i primi 13 miliardi di aiuti dall'Europa

ATENE. Un finanziamento iniziale di 13 miliardi di euro è stato trasferito al governo greco da parte del Meccanismo europeo di stabilità (Esm). Il pagamento è parte di un primo finanziamento da 26 miliardi di euro approvato dall' Esm. Il denaro rimanente sarà distribuito in un momento successivo, anche per il finanziamento dei fabbisogni, nonché per aiutare la ricapitalizzazione delle banche.

 
«L'erogazione di oggi consentirà alla Grecia di soddisfare i suoi obblighi finanziari urgenti - ha spiegato il direttore dell'Esm Klaus Regling -. Mi sento sollevato dopo gli intensi negoziati con il governo greco e l'approvazione da parte dei nostri membri. Ora ci sono tutte le condizioni per rendere l'erogazione immediata». «'Questa decisione fa seguito all'approvazione del Consiglio delle condizioni per l'assistenza finanziaria alla Grecia», ha sottolineato l'Esm in una nota.

L'erogazione di oggi è la prima parte di un tranche di 16 miliardi di euro, da utilizzare per il finanziamento del bilancio e le esigenze del debito. I restanti 3 miliardi di euro saranno erogati al più tardi entro la fine di novembre, quando la Grecia completerà le azioni prioritarie supplementari. Una nuova tranche di 10 miliardi di euro, prevista dall'Esm in titoli a tasso variabile, è destinata alla ricapitalizzazione delle banche.

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